Dopo un aprile debole per i mercati – lecita pausa visto l’andamento da inizio anno – maggio si stà dimostrando un ottimo mese per molti Asset, e con spunti interessanti non solo per l’Equity.
I Mercati azionari non solo sono sui loro massimi storici, ma hanno anche una buona prospettiva di crescita. E questa volta anche l’Europa mostra grande vivacità: Eurostoxx 50, Stoxx 600, Dax, CAC 40, Ibex hanno raggiunto i loro livelli storici più alti, mentre l’Italia con il suo FTSE MIB, ha ripreso solo i valori precedenti al 2008.
Ben 17 anni, quindi, per tornare sui valori di dicembre 2007 prima dei drammatici crolli che derivarono dalla Grande Crisi Finanziaria, segnato dal fallimento di Lehman Brothers; ed ancora tuttavia ben lontani da quei 48700 punti toccati nel 2000, visto che oggi siamo ancora sui 35500 punti. Un bel Gap, un Recovery Period piuttosto lungo e che non sappiamo se e quando si chiuderà.
Ricordate lo scoppio della Bolla Tecnologica, vero? Quando fuori dalle Banche si vedevano file di parvenu in grisaglia con il FT d’ordinanza sotto il braccio, a seguire i monitor con i Titoli della Borsa Italiana, e puntare tutto su Tiscali? Poi tutto è stato spazzato via, insieme a molte di quelle Banche particolarmente attive nel Trading. Sempre dal 2000, però, vale la pena ricordare che il Nasdaq ha avuto una perdita massima di periodo – drawdown – di quasi 85%, ma con un tempo di recupero rispetto al precedente massimo di appena 13 anni. Con una perdita dell’85%, chi non avrebbe pensato ad un fallimento strutturale del sistema?
Non c’è alcun allarme in questa mia puntualizzazione, solo trasmettere ancora una volta il valore della diversificazione globale, l’unica arma che può difenderci da perdite mai più recuperabili: quanti di noi infatti avrebbero sopportato variazioni negative dell’85% investendo “all in” nella tecnologia americana? Nessuno. Eppure, anche con quelle oscillazioni, il Nasdaq è da sempre l’indice azionario che è cresciuto di più in assoluto e che continuerà a guidare la crescita globale.
Ecco perché si diversifica: perché riducendo la volatilità dei Portafogli, noi riusciamo poi a sopportare e quindi superare i periodi complicati e difficili e, alla fine, ottenere per noi stessi un risultato migliore rispetto ad una serie di scommesse che avremmo potuto fare investendo senza avere alcuna guida al nostro fianco. Una domanda che dovremmo farci è quindi: quanto è il valore di avere un Consulente Finanziario?
E’ importante quindi avere Oro ed Asset Reali in Portafoglio, soprattutto in uno scenario inflattivo, ricordando però allo stesso tempo che il Bene Rifugio per eccellenza ha avuto un Recovery Period di ben 27 anni, da gennaio 1980 a giugno 2007.
Qual è la lezione da tutto questo? Che, per quanto possibile, dobbiamo evitare “scommesse”, avere esposizioni elevate su alcuni Paesi sui quali supponiamo magari di avere più informazioni, cercare di far sopire il più possibile le nostre convinzioni e magari cercare di non seguire le mode e, come si dice, ricordare di non cercare l’ago nel pagliaio, ma di comprare l’intero pagliaio.
Negli investimenti si comprano più asset class con andamenti e rischi differenti e a livello globale, perché comunque l’economia globale tende sempre a crescere nel tempo, le Aziende producono utili e gli indici sui quali noi investiamo nel tempo, anche se non certo in modo lineare come sappiamo bene, si adeguano. La diversificazione deve essere quindi prima costruita e poi difesa nel tempo. Soprattutto da noi stessi.
Le emozioni, infatti, ci spingono a concentrare le nostre scelte su quello che crediamo di conoscere meglio e percepiamo più vicino. Ma questo non significa che sia meno rischioso e che rappresenti un buon investimento.
Valido esempio in tal senso è la corsa all’ultima emissione del BTP Valore, e ci sarebbe – senza ironia - da chiedersi, visto il tipo di sottoscrittori, quali informazioni riservate sul Debito italico abbiano la signora Maria da Molfetta ed il signor Mario da Lodi, visto che gli Investitori Istituzionali e Grandi Banche stanno facendo scelte completamente differenti.
Comprendere l’importanza della diversificazione è dunque la base per creare un piano di investimenti di valore che duri nel tempo.
Definita la strategia da seguire, occorre poi un solido metodo di gestione del rischio, con l’obiettivo di ottenere non il miglior Portafoglio in assoluto in termini di rendimento, ma quello che ognuno riuscirà a mantenere e a vivere con la maggiore tranquillità possibile: un Portafoglio efficace ben prima che efficiente, e che ci accompagnerà nell’arco della nostra vita.
Strategia globale dunque e, per tornare ai mercati, nel grafico riporto l’MSCI World, che rappresenta una buona parte del Pagliaio, anche lui su nuovi massimi storici:
MSCI World
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Questo andamento dei Mercati da inizio maggio e di questi ultimi giorni è sicuramente dovuto al ritorno del calo dei rendimenti obbligazionari a partire dai Treasury, seguito ad accenno di deterioramento dei dati macro e, infine, dalla pubblicazione di dati di inflazione che in settimana hanno smesso finalmente di sorprendere al rialzo.
Certo con l’inflazione si deve essere ancora molto cauti, e le Banche Centrali a mio parere non dovrebbero aver fretta di mollare la presa, anche perché l’economia continua a dare, seppur in rallentamento, segnali di forza. E quindi nessuna fretta dalla FED e dalla BCE.
Un po’ come i nostri Portafogli, che traggono beneficio da una strategia azionaria Globale, che sono ben diversificati a difesa di scenari negativi anche grazie ai beni rifugio e, per quanto riguarda la componente obbligazionaria, sono in realtà ancora in attesa di un chiaro segnale di recupero che potrà esprimere il suo valore quando i rendimenti inizieranno a scendere con maggior convinzione.
Per questo c’è, temo, ancora tempo. Ma noi abbiamo imparato il valore della pazienza.