Famosa tra le frasi: Gli Stati Uniti possono pagare qualsiasi debito perché noi potremo sempre stampare moneta per farlo. Dunque c’è zero probabilità di un default.
È morto all’età di 100 anni Alan Greenspan, ex Presidente della Federal Reserve, la banca centrale americana.
La notizia sciocca il mondo della finanza mondiale: Greenspan non è stato infatti un banchiere centrale, se così si può dire, come tutti gli altri.
Muore a 100 anni Alan Greenspan, ex Presidente della Federal Reserve. La frase sul debito USA
Ribattezzato “The Maestro” per la sua capacità di gestire le diverse crisi che hanno colpito l’economia numero uno al mondo, ovvero quella americana, il banchiere, nato a New York, è stato al timone della Fed per quasi 20 anni.
Tra le frasi più famose che hanno riassunto la sua filosofia e il suo pensiero, una che potrebbe essere considerata responsabile dell’enorme debito che caratterizza oggi i conti federali USA: “The United States can pay any debt it has because we can always print money to do that. So there is zero probability of default ”. Ovvero, tradotto:
“Gli Stati Uniti possono rimborsare qualsiasi debito in quanto noi potremo stampare sempre moneta per farlo. Dunque, la probabilità di fare default è zero”.
Greenspan sostenitore di tassi di interesse più bassi e il sostegno ai mercati noto come Greenspan put
Per quanto non ufficialmente padre del QE-Quantitative easing, ovvero del bazooka di politica monetaria espansiva che venne adottato dalla Fed sotto il controllo del suo successore Ben Bernanke durante la crisi finanziaria nota anche come crisi subprime del 2008 Greenspan, che è stato seduto sullo scranno più alto dellla Banca centrale amerina dal 1987 al 2006, è stato convinto sostenitore di una politica incentrata su tassi di interesse più bassi, a sostegno dei mercati finanziari in via indiretta. Tanto che a Wall Street si è parlato spesso di “Greenspan put”, facendo riferimento a misure volte a stabilizzare la Borsa USA.
Tra le altre frasi proferite dall’ex banchiere centrale che hanno fatto la storia, quella che indica che “la paura è una forza che, nel comportamento umano, è molto più dominante dell’euforia”: a suo dire, una forza capace di distruggere in pochi giorni e/o settimane anche l’euforia più intensa che, per quanto significativa, tende a prendere corpo in modo lento, nel corso degli anni.
Ancora, tra gli aforismi che sono rimasti incisi nella storia della Fed, quello dedicato al gold standard e all’inflazione:
“In assenza del sistema aureo (gold standard), non c’è modo di proteggere i risparmi dalla confisca (che avviene) attraverso l’inflazione. Non esiste una riserva di valore sicura”.
Greenspan morto per complicazioni dovute al Morbo di Parkinson
La morte di Greenspan è avvenuta oggi, lunedì 22 giugno 2026, nella sua abitazione, per complicazioni legate al morbo di Parkinson, di cui l’economista soffriva.
BREAKING: Alan Greenspan, the influential economist who served as Federal Reserve chairman under four presidents, dies at 100. https://t.co/CBpcxndSOs
— NBC News (@NBCNews) June 22, 2026
La notizia del decesso di Alan Greenspan è stata data dalla moglie Andrea Mitchell, Chief Washington Correspondent e Chief Foreign Affairs Correspondent per la rete televisiva NBC News:
“È stato un gigante che ha aiutato a forgiare l’economia USA per decenni, sotto Presidenti di entrambi i partiti. Ma è stato sempre onesto nel riconoscere i propri errori. Per me era mio marito, l’uomo che ha plasmato la mia vita fin dal nostro primissimo appuntamento nel 1984. Aveva una ’irrazionale esuberanza’ (frase nota per essere stata proferita proprio da Greenspan) per il baseball, i Washington Commanders, il tennis, il golf e la musica, in particolare il jazz. Sarà ricordato per la sua genialità e la sua gentilezza. Essere la sua compagna di vita è stata la gioia della mia vita”.
Nominato a Reagan, ha gestito bolla dot com e crisi post attentati alle Torri Gemelle del 2001
Alan Greenspan è stato nominato Presidente della Federal Reserve nel 1987 dal Presidente degli Stati Uniti Ronald Regan, rimanendo numero uno della banca centrale USA fino al 2006.
Il suo mandato nelle vesti di banchiere centrale è stato il secondo più lungo della storia, durando appena quattro mesi di meno rispetto a quello dell’ex numero uno William McChesney Martin, che ha presieduto la Fed dal 1951 al 1970.
La Fed ha commentato la notizia della morte di Greenspan, diramando un comunicato con cui ha manifestato tutta la sya “profonda tristezza” e ricordando come i suoi “contribuiti alla politica monetaria e il pensiero economico abbiano lasciato un’impronta duratura in questa istituzione e nel campo più largo dell’economia, così come nel Paese”.
Quella dell’esuberanza irrazionale è solo una delle tante frasi proferite dall’ex Presidente della Fed.
Venne pronunciata in un discorso che risale al 5 dicembre 1996, e provocò una scossa sull’azionario globale.
Così Alan Greenspan:
“Come facciamo a sapere quando l’esuberanza irrazionale ha fatto lievitare indebitamente il valore degli asset, che diventano poi soggetti a contrazioni inaspettate e prolungate come è accaduto in Giappone nell’ultimo decennio? ... Non dovremmo sottovalutare né diventare compiacenti riguardo alla complessità delle interazioni tra i mercati degli asset e l’economia”.
La dichiarazione venne interpretata come la prova del fatto che Greenspan ritenesse che i mercati fossero sopravvalutati. I sell furono così immediati. Successivamente i mercati recuperarono terreno velocemente, continuando a salire fino a quando la bolla dot-com non esplose nel 2000, proprio sull’onda di quella che Alan Greenspan aveva definito esuberanza irrazionale.
Oltre a gestire la crisi della bolla dot-com, Alan Greenspan cercò di risollevare le sorti dell’economia degli Stati Uniti dopo l’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001, iniziando a tagliare in modo drastico i tassi di interesse.
La BBC ricorda come fu lui a spingere l’allora Presidente degli Stati Uniti George W. Bush a rimuovere Saddam Hussein, nel timore che il dittatore iracheno potesse causare il caos nei mercati energetici globali.
Nel 2006, Greenspan si dimise dalla carica di presidente della Federal Reserve dopo un mandato senza precedenti di cinque legislature.
L’anno successivo si manifestò la crisi tristemente nota del mercato immobiliare statunitense che la Federal Reserve non era riuscita a prevedere, e che culminò poi nella crisi dei mutui subprime, facendo crollare le banche e scatenando così la crisi peggiore negli USA dai tempi della Grande Depressione.
I critici sostennero che proprio la politica di bassi tassi d’interesse attuata da Greenspan dopo l’11 settembre avesse fatto esplodere la febbre sul mercato immobiliarre USA, creando l’ennesima bolla che finì per mettere in ginocchio gli Stati Uniti.