A oltre un secolo dalla sua introduzione, e dopo innumerevoli cambiamenti nelle modalità, è giusto che l’esame di Maturità esista ancora nel 2026? Di’ la tua partecipando al sondaggio di Money.it.
La Maturità 2026 è ormai alle porte. Dal 18 giugno, più di 500.000 studenti si ritroveranno ad affrontare l’esame di Stato, un momento di passaggio per ogni giovane che si affaccia all’età adulta.
La prova che sosterranno gli studenti nel 2026 è molto diversa da quella affrontata da gran parte degli italiani. Negli ultimi decenni, infatti, l’esame di Stato è stato oggetto di numerose riforme: dalla storica introduzione della terza prova negli anni Novanta alla sua abolizione nel 2019, passando per la breve parentesi delle buste all’orale e per le modifiche adottate durante gli anni della pandemia.
La novità del 2026, con un colloquio concentrato su quattro materie individuate dal Ministero, rappresenta l’ultimo tassello di un percorso di trasformazione che continua ancora oggi.
Secondo quanto riportato dal sito del MIM (Ministero dell’Istruzione e del Merito):
“Il nuovo esame verifica conoscenze, abilità e competenze specifiche di ogni indirizzo di studio, ma anche il grado di maturazione personale, autonomia e responsabilità degli studenti.
Tiene conto dell’impegno dimostrato nell’ambito scolastico, della partecipazione alle attività di formazione scuola-lavoro, dello sviluppo delle competenze digitali, di quelle maturate nell’ambito dell’educazione civica e in altre attività coerenti con il percorso di studio, in una prospettiva di sviluppo integrale della persona.
La formazione scuola-lavoro assume un ruolo importante, in quanto testimonia l’impegno in esperienze coerenti col percorso di studi”.
Istituito nel 1923, a poco più di un secolo dalla sua nascita, e dopo un susseguirsi di innumerevoli cambiamenti, l’esame di Maturità ha ancora senso di esistere?
I sostenitori della prova ritengono che rappresenti ancora un importante momento di crescita personale e un rito di passaggio verso l’età adulta, capace di certificare competenze e conoscenze acquisite durante il percorso scolastico, una prova che aiuta gli studenti a misurarsi con responsabilità, autonomia e gestione della pressione prima dell’ingresso nel mondo universitario o lavorativo.
Altri, invece, considerano la Maturità uno strumento ormai superato. Secondo questa visione, il percorso svolto durante il triennio e i crediti scolastici sarebbero già sufficienti a valutare la preparazione degli studenti, senza la necessità di un esame conclusivo concentrato in pochi giorni.
Inoltre, secondo i più critici, l’esame concentra in pochi giorni una quantità elevata di stress e rischia di non riflettere pienamente il percorso svolto durante gli anni di scuola. Inoltre, secondo alcuni, il voto finale ha oggi un peso limitato nell’accesso all’università e nella vita professionale rispetto al passato.
Tra chi la considera un rito di passaggio ancora necessario e chi la ritiene uno strumento da ripensare, la Maturità continua quindi a dividere l’opinione pubblica. Tu da che parte stai? Di’ la tua partecipando al sondaggio di Money.it!
Il presente sondaggio ha finalità esclusivamente informative e di coinvolgimento dei lettori. I risultati non hanno valore statistico o scientifico, in quanto il campione dei partecipanti non è controllato né selezionato secondo criteri metodologici rappresentativi della popolazione.
Le modalità d’esame di quest’anno
Negli anni, le modalità d’esame sono cambiate, e l’anno scolastico 2025/2026 non è stato da meno. La novità principale è che gli studenti dovranno portare solo quattro materie all’esame orale.
Ma facciamo un passo indietro. In ordine, dovranno sostenere:
- La prima prova (18 giugno), ovvero lo scritto di italiano, uguale per tutte le scuole secondarie di II grado. I titoli saranno divisi in tre tipologie: analisi del testo, analisi e produzione di un testo argomentativo e riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità.
- La seconda prova (19 giugno), che differisce in base all’indirizzo scelto. Ad esempio, matematica per il liceo scientifico (tradizionale, scienze applicate e sportivo); latino per il classico; lingua e cultura straniera 1 per il linguistico.
- Il colloquio orale, in cui altre due materie saranno oggetto d’esame, scelte già a gennaio dal Ministero. Ad esempio, per lo scientifico, le altre due materie saranno storia e scienze naturali. Al liceo classico, gli studenti porteranno storia e matematica. Al linguistico, lingua e cultura straniera 2 e scienze naturali.
Il punteggio massimo è ancora di 100 punti, così ripartiti:
- A differenza del passato, il percorso scolastico pesa oggi molto di più sul voto finale: i crediti possono infatti valere fino a 40 punti su 100. I crediti si accumulano durante il triennio in base alla media dei voti e alla valutazione del consiglio di classe. Il massimo ottenibile è: fino a 12 punti al terzo anno; fino a 13 punti al quarto; fino a 15 punti al quinto;
- 20 punti per la prima prova;
- 20 punti per la seconda prova;
- 20 punti dal colloquio orale.
Per gli studenti che raggiungono almeno 90 punti tra crediti e prove d’esame, la commissione può integrare il punteggio fino a un massimo di 3 punti.
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