Domanda di disoccupazione 2020: requisiti, importo, durata

Domanda di disoccupazione 2020, come fare? Guida ed istruzioni per richiedere la Naspi, con requisiti, importo e durata dell’assegno INPS.

Domanda di disoccupazione 2020: requisiti, importo, durata

Domanda di disoccupazione 2020: come fare per richiedere la Naspi? Facciamo il punto in questa guida con istruzioni e requisiti.

La Naspi, Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego ( NASpI), è l’assegno di disoccupazione introdotto dal Jobs Act, riconosciuto ai lavoratori che hanno perso il lavoro.

Per ottenere l’indennità mensile è necessario presentare domanda di disoccupazione all’INPS, nel rispetto dei requisiti previsti per legge.

Di seguito vedremo punto per punto quali sono, ma partiamo dal ricordare le modifiche allo stato di disoccupazione introdotte dal Decreto n. 4/2019, con il quale è stato previsto che si conserva lo status di disoccupato anche nel caso in cui si percepiscano redditi da lavoro dipendente o autonomo, ma solo entro specifici limiti.

Dopo le premesse, vediamo come fare domanda di disoccupazione 2020, requisiti e documenti necessari da presentare all’INPS per ottenere la Naspi.

Requisiti per presentare domanda di disoccupazione 2020

A partire dal 1° maggio 2015 con la riforma del lavoro del governo Renzi, il Jobs Act, è stata introdotta la nuova indennità di disoccupazione, la Naspi, Nuova Assicurazione Sociale per l’impiego.

A cambiare non solo solo le modalità di richiesta, ma anche i beneficiari, ovvero coloro che hanno perso il lavoro e che ne possono fare richiesta.

Quali sono i requisiti per poter presentare la domanda di disoccupazione 2020?

L’indennità di disoccupazione 2020 è destinata a tutti i lavoratori che hanno perso involontariamente il lavoro ad esclusione delle seguenti categorie:

  • i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni;
  • gli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato.

Potranno invece chiedere la Naspi i seguenti lavoratori, che hanno perso il posto involontariamente:

  • apprendisti;
  • dipendenti della pubblica amministrazione con un contratto a tempo determinato;
  • personale artistico con contratto subordinato a tempo determinato;
  • soci lavoratori di cooperative con un rapporto di lavoro subordinato.

Con l’addio definitivo all’indennità di mobilità anche per i lavoratori che hanno subito licenziamenti collettivi verrà corrisposta la nuova disoccupazione, la Naspi. Cambia l’importo dell’indennità percepita che non è più quello della cassa integrazione ma segue le nuove regole stabilite per i beneficiari di Naspi.

Oltre a queste categorie potranno fare richiesta del sussidio di disoccupazione anche:

  • lavoratrici che hanno presentato le dimissioni nel periodo della maternità, perché si tratta di dimissioni per giusta causa;
  • lavoratrici madri obbligate a presentare le dimissioni durante il periodo tutelato dalla maternità;
  • lavoratori che sono stati licenziati per motivi disciplinari.

Dato che l’interpretazione della situazione è personale non si può escludere automaticamente il lavoratore dalla possibilità di accedere al sussidio di disoccupazione.

Come fare domanda di disoccupazione 2020

Molti lavoratori a questo punto si staranno però chiedendo: come si deve presentare la domanda di disoccupazione e quali sono i documenti necessari?

La domanda di disoccupazione deve essere presentata entro 68 giorni dalla perdita del posto di lavoro. La domanda per richiedere la disoccupazione dovrà essere inviata esclusivamente in modalità telematica, attraverso il sito dell’Inps.

Per svolgere le pratiche si dovrà essere in possesso del Pin dispositivo. Nel caso in cui non se ne fosse in possesso ci si potrà rivolgere al patronato e farsi guidare nelle pratiche per la richiesta.

Le pratiche per richiedere il sussidio di disoccupazione sono piuttosto semplici, ve le schematizziamo per mostrarvi con chiarezza la situazione:

  1. eseguire il login nell’area dei Servizi online del sito ufficiale dell’Inps;
  2. selezionare Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito e poi cliccare sulla dicitura Naspi, che comparirà sulla barra di sinistra;
  3. una volta entrati in questa sezione dovrete cliccare su Indennità di Naspi e poi su Invio domanda.

    Dopo aver svolto questi passaggi si dovranno controllare con cura i propri dati anagrafici, le motivazioni del licenziamento e controllare con cura tutti i dettagli.
    Si potrà poi procedere con l’invio delle domanda di disoccupazione, mediante la quale verrà richiesta l’indennità 2020.

Quando si può richiedere la disoccupazione?

Per poter presentare domanda e ricevere la disoccupazione 2020 occorre però essere in possesso di ulteriori requisiti, oltre alla perdita del lavoro.

Questi requisiti sono:

  • essere in possesso dello stato di disoccupazione;
  • avere versato nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione almeno tredici settimane di contribuzione;
  • aver maturato almeno trenta giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

Come chiedere lo stato di disoccupazione 2020

Anche per poter ottenere lo stato di disoccupazione si dovranno soddisfare però delle condizioni, recentemente modificate per effetto delle novità introdotte dal Decreto sul reddito di cittadinanza.

Così come illustrato dall’ANPAL nella circolare n. 1/2019, lo stato di disoccupazione si ottiene rilasciando la DID e rispettando uno dei seguenti requisiti:

  • non svolgere attività lavorativa sia di tipo subordinato che autonomo;
  • essere titolari di reddito da lavoro dipendente o autonomo corrispondente a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi di cui al D.P.R. n. 917/1986.

È il secondo punto la novità introdotta dal decreto n. 4/2019, convertito nella legge n. 26 del 28 marzo 2019, con il quale è stato reintrodotto l’istituto della conservazione dello stato di disoccupazione.

In sostanza, non perdono lo stato di disoccupazione coloro che pur lavorando percepiscono somme non superiori ai seguenti limiti:

  • 8.145 euro annui nel caso di redditi da lavoro dipendente;
  • 4.800 euro annui nel caso di redditi da lavoro autonomo.

Le persone che hanno i requisiti sopra descritti sono in stato di disoccupazione e/o possono iscriversi e/o rimanere iscritti al collocamento ordinario e mirato.

Il disoccupato dovrà presentarsi di persona presso il Centro per l’Impiego, munito dei seguenti documenti:

  • carta d’identità o documento di riconoscimento valido;
  • copia del contratto di lavoro;
  • per i disoccupati stranieri verrà richiesto anche il permesso di soggiorno e un indirizzo abitativo.

    Per mantenere lo stato di disoccupazione la persona non dovrà svolgere alcun tipo di mansione e dovrà presentarsi annualmente presso il Centro per l’impiego per ratificare lo status.

Naspi 2020: calcolo dell’importo della disoccupazione

Per quanto riguarda il calcolo dell’importo dell’indennità di disoccupazione occorre dividere il totale delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicare il quoziente così ottenuto per il numero 4,33.

Annualmente l’INPS rivaluta gli importi della Naspi e per il 2020 il riferimento da considerare è la circolare n. 20 del 10 febbraio.

L’indennità di disoccupazione 2020 è pari al 75% della retribuzione mensile risultante da tale operazione qualora la stessa sia pari o inferiore a 1.227,55 euro.

Qualora la retribuzione sia superiore a tale somma, invece, l’importo dell’indennità di disoccupazione 2020 è pari al 75% di tale importo, a cui si aggiunge una somma pari al 25% del differenziale tra la retribuzione mensile e il predetto importo.

Il pagamento avviene mensilmente ed è comprensivo degli Assegni al Nucleo Familiare se richiesti e spettanti.


In ogni caso l’importo della Naspi 2020 non può superare i 1.335,40 euro al mese.

Disoccupazione 2020: durata della Naspi

La durata dell’indennità di disoccupazione 2020 dipende dalla storia contributiva del lavoratore, in ogni caso non possono superare i due anni.

In particolare la durata massima è pari alla metà delle settimane coperte da contribuzione nei quattro anni precedenti il giorno di perdita del lavoro.

Per maggiori dettagli i lettori possono consultare la guida specifica dedicata al calcolo della Naspi.

La Naspi, come ogni altro tipo di contributo per la disoccupazione, termina quando il lavoratore ha percepito le giornate d’indennità che gli spettano, comincia un nuovo lavoro, non compare più nelle liste di disoccupazione o diventa titolare di pensione.

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1 commento

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tortom • Febbraio 2019

Complimenti per l’articolo, molto esaustivo.
Avrei una domanda: sono in procinto di licenziarmi dalla azienda in cui lavoro attualmente (da 14 anni) per passare ad una azienda dove inzialmente avrò contratti a breve termine (settimana per settimana).
Se alla scadenza della prima settimana di lavoro, per un qualsisi motivo, l’azienda non mi rinnova il contratto e quindi vado a scadenza, avrei accesso comunque alla disoccupazione?
Grazie

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