Il cambio dollaro/yen si muove pericolosamente vicino al valore soglia di 150, quello che ha visto intervenire la Boj il 3 ottobre per riportare le negoziazioni sotto tale livello. Il mercato si aspetta un nuovo acquisto massiccio di titoli di stato, negando l’ipotesi di un aumento dei tassi. Ma se non bastasse? Se il cambio, dopo una prima discesa, ritornasse sopra 150 puntando addirittura a 155?
Cambio dollaro-yen
Il mercato si aspetta un nuovo acquisto massiccio di titoli di stato.
C’è il rischio di vedere i tassi giapponesi, sulla parte lunga delle scadenze, sopra il 2%. Uno scenario simile sarebbe raccapricciante e rappresenterebbe uno tsunami per i precari equilibri drogati da liquidità che devono gestire le banche centrali, ormai assuefatte da una situazione di non ritorno che porta ad un pericoloso vicolo cieco. La crisi da astinenza da politiche monetarie ultra espansive porta i banchieri a visioni oniriche di recessioni vicine ma irraggiungibili con discesa dell’inflazione e dei tassi. Sarà così oppure verrà il cigno nero a risvegliare dal letargo di lungimiranza i policy maker?
Titoli di stato giapponese
Yield curve.
Le crisi servono per fare pulizia e rimettere i conti in ordine, cercando poi di ripartire, ma con quale nuovo paradigma? Se le politiche monetarie globali anti-convenzionali, troppo simili alla trappola della liquidità giapponese degli anni ’90, non sono più praticabili e tanto meno quelle fiscali fallimentari dei governi che hanno portato alla bolla del debito/PIL a livello globale da record, quale soluzione si prospetta per la ricostruzione del sistema finanziario?
Rapporto tra le banconote in circolazione e il PIL
La crescita della liquidità giapponese è superiore a quella degli altri paesi.
L’attesa logora, speriamo che rimanga tale e non si manifesti mai l’evento infausto, meglio un ritorno alla normalità per vie più dolci e lunghe nel tempo che shock brevi ed improvvisi dovuti dagli eccessi degli ultimi 15 anni. D’altronde storicamente si sa, a ottobre le cadute peggiori, a marzo i minimi della ripartenza.