Il punto di Vanguard sui dividendi e su cosa potrà succedere in Europa, USA, mercati emergenti. Il grafico dedicato alle cedole di Piazza Affari.
Vanguard ha presentato oggi, martedì 28 luglio 2026, l’aggiornamento sui dividendi del secondo trimestre del 2026, facendo il punto sulle cedole che sono state erogate in Europa, negli Stati Uniti e nei mercati emergenti, e indicando anche cosa potrebbe accadere nel terzo trimestre dell’anno.
Il punto sui dividendi è stato fatto con l’analisi “Picco stagionale dei dividendi globali: il settore tech Usa si conferma una delle principali fonti di dividendo”.
L’analisi porta la firma di Viktor Nossek, Head of Investment & Product Strategic Intelligence di Vanguard Europe.
In evidenza anche un grafico dedicato ai dividendi che sono stati distribuiti dalle società quotate a Piazza Affari.
Vanguard: dividendi distribuiti a livello globale al record di $881 miliardi. Il ruolo dell’Europa
In generale, ha scritto Viktor Nossek di Vanguard Europe, “nel secondo trimestre del 2026, i dividendi distribuiti a livello globale hanno raggiunto il livello record di 881 miliardi di dollari, nonostante un contesto macroeconomico difficile, con un incremento dell’8% su base annua”.
Un ruolo importante è stato ricoperto dall’Europa, incluso il Regno Unito, che ha erogato dividendi per un valore di
323 miliardi di dollari.
Sono state di fatto le società europee a guidare il secondo trimestre, “sia per volume sia per composizione dei dividendi distribuiti”.
Crescita dividendi in Europa vede protagoniste soprattutto banche e compagnie assicurative
Sul podio delle aziende che hanno premiato in misura più significativa i propri azionisti soprattutto “le società finanziarie, che figurano regolarmente tra i primi 20 pagatori di dividendi al mondo durante il picco della stagione dei dividendi”, e che hanno dunque “dominato le distribuzioni”.
Il risultato è che la crescita dei dividendi in Europa, escluso il Regno Unito, è stata pari a +6% su base annua, sulla scia soprattutto di “ingenti flussi distribuiti da banche e compagnie assicurative (+15,2 miliardi di dollari)”.
La crescita delle loro cedole, insieme a quella che ha visto protagonisti anche “alcuni colossi del settore dei beni di consumo di base ”, che hanno “compensato il calo nel settore dei consumi discrezionali”.
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Chi ha invece ridotto o confermato i dividendi in Europa. Occhio anche al Regno Unito
Vanguard ha precisato che i dividendi sono stati di fatto ridotti o confermati ai livelli dell’anno scorso da parte delle società del settore automobilistico e del comparto dei beni di lusso.
Motivi: “la debole domanda dei consumatori in Cina, le pressioni legate alle esportazioni e l’intensificarsi della concorrenza”.
Nel Regno Unito, “la crescita dei dividendi è stata sostenuta da un’ampia gamma di settori. Le società dei settori finanziario, dei materiali, dei beni di consumo di base e dell’energia hanno contribuito a un robusto incremento del 12% su base annua”.
L’esperto di Vanguard ha segnalato inoltre che, sempre in UK, “le attività di trading delle principali società energetiche hanno beneficiato dei prezzi elevati e volatili delle materie prime, incrementando sia i flussi di cassa sia le distribuzioni agli azionisti”.
Dividendi in Nord America, a erogarli soprattutto società tecnologiche
Passando ad altri mercati e ad altre fonti di dividendo, in evidenza lo slancio ulteriore che è stato fornito alla crescita dei dividendi dal “rafforzamento dei fondamentali in Nord America e nei mercati emergenti (esclusa la Cina), sostenuto da bilanci e flussi di cassa solidi guidati dalle materie prime”.
Andando nello specifico, Vanguard ha fatto notare come la tecnologia continui a essere il “principale motore di crescita in Nord America”.
A parlare sono i numeri, visto che, nel primo semestre del 2026, “i dividendi distribuiti in Nord America sono saliti di 17 miliardi di dollari (+9%) a 204 miliardi, trainati principalmente dalle grandi società tecnologiche e dai crescenti investimenti nell’intelligenza artificiale ”.
Il settore tecnologico ha fatto dunque la parte del leone nella distribuzione dei dividendi, anche nel secondo trimestre dell’anno, “pur partendo da una base relativamente contenuta”.
I dividendi distribuiti dall’hi-tech USA hanno riportato infatti i rialzi più importanti tra tutti i settori, balzando di 7,8 miliardi di dollari su base annua, più del triplo del contributo arrivato alla crescita delle cedole dal settore finanziario (2,5 miliardi di dollari).
Crescita dividendi, Vanguard: prossimi driver potrebbero essere hyperscaler con scommesse sull’AI
Le cifre indicano infatti che, “in termini assoluti, le società tecnologiche nordamericane sono ormai grandi pagatori di dividendi e, con distribuzioni complessive per 35 miliardi di dollari, hanno quasi raggiunto il settore finanziario (35,6 miliardi)”.
Di conseguenza, guardando avanti, Viktor Nossek si è così espresso:
“I prossimi driver di crescita potrebbero essere i cosiddetti hyperscaler, la cui crescente dimensione e maturità consentono politiche di dividendo più generose. Sebbene i dividendi attuali restino modesti rispetto ai flussi di cassa generati, il trend è chiaro: i colossi tecnologici stanno spostando l’attenzione dalle forme discrezionali di remunerazione del capitale, come il buyback, verso distribuzioni più regolari sotto forma di dividendi”.
Ma occhio anche alla resilienza ravvisata nei mercati emergenti (esclusa la Cina), dove le distribuzioni dei dividendi sono aumentate di 16,7 miliardi di dollari (+16,2% su base annua) a 144 miliardi.
Il maggiore contributo all’aumento delle erogazioni è arrivato soprattutto da società attive nei comparti finanziari, consumi discrezionali, materiali e industriali.
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Le prospettive per i dividendi del prossimo trimestre. Occhio banche agli emergenti
A questo punto, quali sono le prospettive per i dividendi del prossimo trimestre?
Il manager di Vanguard ha presentato la sua view, scrivendo nell’analisi che “gli emergenti saranno ancora sotto i riflettori, in particolare i ciclici come materiali, energia e industria”, precisando tuttavia che “il punto chiave è capire se i maggiori flussi di cassa generati dal rialzo delle materie prime si tradurranno in dividendi più ricchi nel 2026”.
In generale, allo scopo di “valutare i risultati annuali, l’attenzione sarà rivolta anche alla crescente importanza delle società tecnologiche statunitensi e alla possibilità che prosegua il loro passaggio da una politica di remunerazione degli azionisti basata prevalentemente sui riacquisti di azioni proprie (share buyback) a una distribuzione più regolare di dividendi ”.
Si tratta di un tema, ha puntualizzato Nossek, che “assume particolare rilevanza nel contesto di un ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale (AI) che potrebbe aver raggiunto livelli eccessivi e che rischia di non generare ritorni sufficienti sul capitale investito”.
In generale, il messaggio arrivato dall’analisi è il seguente:
“Per chi investe negli indici azionari globali, i dividendi del comparto tecnologico statunitense integrano sempre più le distribuzioni cicliche degli altri mercati internazionali, dove finanziari ed energetici continuano a dominare il panorama dei dividendi. Il loro apporto crescente potrebbe ridurre la stagionalità dei dividendi e ridefinire il profilo di rendimento dei portafogli growth. Diventando grandi distributori di dividendi, i gruppi tecnologici maturi contribuiscono sempre più a colmare il tradizionale divario tra investimenti value, fondati sul reddito reinvestito, e growth, tradizionalmente guidati dalla rivalutazione del capitale”.
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Il grafico di Vanguard sui dividendi distribuiti a Piazza Affari
L’analisi si è conclusa con la presentazione di un grafico relativo alla distribuzione dei dividendi da parte delle società italiane quotate a Piazza Affari, che copre un arco temporale che va dagli inizi del 2022 all’anno 2026, indicando i mesi in cui le aziende erogano le cedole e il trend dell’erogazione.
Il grafico conferma che ogni anno c’è un enorme picco nei mesi di aprile maggio giugno, in quanto la maggior parte delle società quotate a Piazza Affari paga il dividendo dopo l’approvazione del bilancio.
Il grafico di Vanguard presente nell’analisi «Picco stagionale dei dividendi globali: il settore tech Usa si conferma una delle principali fonti di dividendo»
Il trend delle erogazioni di dividendi dagli inizi del 2022 al 2026 da parte delle società quotate a Piazza Affari. (Fonte: Vanguard).
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