Diventare insegnante di scuola media e superiore: reclutamento, formazione e nuovi concorsi

Simone Micocci

22/04/2022

21/05/2022 - 21:58

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Nuove regole per diventare insegnante nelle scuole medie e superiori: dall’abilitazione ai concorsi, ecco come cambia l’iter di reclutamento dopo le novità introdotte dal ministero dell’Istruzione.

Diventare insegnante di scuola media e superiore: reclutamento, formazione e nuovi concorsi

Cambiano, di nuovo, le regole per diventare insegnanti nella scuola secondaria. È il governo Draghi, con Patrizio Bianchi come ministro dell’Istruzione, a rivedere il sistema di reclutamento docenti per le scuole medie (secondaria di I grado) e superiori (secondaria di II grado), introducendo nuove regole per quanto riguarda il percorso di studi, che dovrà prevedere il conseguimento di 60 crediti formativi (anziché 24) più un esame finale utile a conseguire l’abilitazione, come pure per i concorsi.

Una nuova riforma che secondo le intenzioni del governo sarà utile per ridurre il precariato nella scuola, consentendo un facile accesso al ruolo anche per coloro che hanno già maturato esperienza come insegnanti supplenti, per i quali viene prevista una fase transitoria con l’obiettivo stabilizzazione da raggiungere nel minor tempo possibile.

Per diventare insegnanti nella scuola secondaria, dunque, vengono previsti due step: da una parte l’abilitazione all’insegnamento e dall’altra la partecipazione a un concorso pubblico, come tra l’altro previsto per la generalità dei lavori nella pubblica amministrazione. Con questa procedura si diventa insegnanti di ruolo, mentre restano le possibilità di approcciare all’insegnamento anche come supplenti, iscrivendosi alle apposite graduatorie.

Alla luce delle ultime novità sul tema del reclutamento docenti, dunque, vediamo quali sono gli step utili per diventare insegnanti nelle scuole medie e superiori.

Diventare insegnanti di ruolo nella scuola media e superiore

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge sul nuovo reclutamento, con il quale vengono introdotte ulteriori misure urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Cambiano, dunque, le regole per diventare docenti nella scuola secondaria, sia di primo che di secondo grado, a partire dal percorso di studi. Resta l’obbligo della laurea specialistica o magistrale, con il titolo che varia a seconda di quella che è la classe di concorso di riferimento (che potete consultare nel file allegato).

Classi di concorso (Dpr n.19 del 14 febbraio 2016)
Clicca qui per consultare la tabella riferita alle classi di concorso, con tutti i titoli necessari per l’insegnamento di una determinata materia.

Dopo, o durante, la laurea diventa necessario prendere parte a un percorso di formazione abilitante con il quale bisognerà conseguire ulteriori 60 cfu in discipline antro-psico-pedagogiche e digitali. Tale percorso prevede anche un periodo di tirocinio, di cui una parte da svolgere direttamente nelle scuole. Al termine dello stesso bisognerà dare dimostrazione delle competenze acquisite in una prova finale che comprende uno scritto più una lezione simulata con cui l’aspirante docente verrà valutato per la conoscenza dei contenuti disciplinari e per le capacità d’insegnamento.

Al superamento della prova finale il laureato otterrà l’abilitazione all’insegnamento. Tale abilitazione consente di prendere parte ai concorsi banditi dal ministero dell’Istruzione validi per ottenere una cattedra di ruolo. A tal proposito, nel nuovo programma di reclutamento il ministero si impegna a bandire un concorso ogni anno, così da velocizzare l’immissione al ruolo per chi vuole insegnare.

Chi rientra nelle prime posizioni utili della graduatoria verrà quindi assunto a tempo indeterminato, ma solo dopo aver completato con successo un periodo di prova annuale, al termine del quale verrà accertato se effettivamente sono state acquisite le competenze didattiche necessarie ai fini dell’insegnamento.

Diventare insegnanti di ruolo: ulteriori regole per la fase transitoria

Con l’introduzione di nuove regole per il reclutamento viene anche prevista una fase transitoria nella quale si andranno a stabilizzare i precari che hanno maturato almeno tre anni di esperienza come supplenti. Nel dettaglio, a questi viene data la possibilità di partecipare direttamente al concorso per diventare insegnanti di ruolo, con l’obbligo però di conseguire successivamente 30 crediti universitari in discipline antro-psico-pedagogiche e digitali superando la prova di abilitazione.

Altra novità del periodo transitorio, in scadenza il 31 dicembre 2024 salvo ulteriori proroghe, è quella per cui viene data la possibilità - anche a chi non ha tre anni di supplenza - di conseguire i primi 30 crediti formativi fin da subito e accedere così ai primi concorsi scuola che verranno banditi; qualora dovessero risultare vincitori dovranno successivamente prendere gli altri 30 cfu più affrontare con successo la prova di abilitazione.

Diventare insegnanti supplenti nella scuola secondaria

Ma non c’è solo il ruolo. Chi vuole fare esperienza nelle scuole medie e superiori, infatti, potrebbe accontentarsi - almeno inizialmente - di svolgere una supplenza così da coprire per un determinato periodo una cattedra vacante.

Intanto è importante sottolineare che le supplenze si distinguono in:

  • annuali: per la copertura di cattedre vacanti per tutta la durata dell’anno scolastico, quindi fino al 31 agosto;
  • temporanee: per la copertura di cattedre vacanti fino al termine delle attività didattiche, quindi fino al 30 giugno;
  • brevi: con il termine fissato all’ultimo giorno di effettiva permanenza delle esigenze di servizio.

Il reclutamento di docenti per le supplenze avviene attingendo da diverse graduatorie:

  • graduatorie ad esaurimento: dove sono iscritti i docenti provvisti di abilitazione. Queste vengono aggiornate ogni tre anni per quel che riguarda titoli e posizioni degli iscritti, ma non sono ammesse nuove iscrizioni (ormai chiuse dal 2008). Queste graduatorie, come appunto specificato dal nome, sono dunque destinate ad esaurirsi;
  • graduatorie provinciali: con validità biennale, si dividono in due fasce di appartenenza. In prima fascia ci sono i docenti abilitati e specializzati per le graduatorie di sostegno, mentre nella seconda ci sono quelli che non rientrano nella categoria precedente. Per le modalità d’iscrizione a tali graduatorie potete consultare l’articolo 3 dell’apposita ordinanza del ministero dell’Istruzione che trovate di seguito;
Ordinanza ministeriale sul funzionamento delle graduatorie provinciali
Clicca qui per tutte le istruzioni.
  • graduatorie d’istituto, a cui l’aspirante docente può iscriversi contestualmente alla domanda d’inclusione nelle suddette graduatorie provinciali, momento in cui potrà indicare fino a 20 istituzioni scolastiche (purché nella stessa provincia) dove ha interesse a insegnare.

Ad assegnare le supplenze è il dirigente dell’amministrazione scolastica competente sul territorio quando i supplenti vengono selezionati attingendo dalle graduatorie a esaurimento o dalle graduatorie provinciali. Compete al dirigente scolastico, invece, selezionare supplenti attingendo alle graduatorie d’istituto nel caso in cui persistano delle cattedre vacanti.

Ma non è tutto, perché una volta esaurite le graduatorie d’istituto i dirigenti scolastici hanno a disposizione un ulteriore strumento per convocare gli insegnanti necessari a coprire le ultime cattedre vacanti. Nel dettaglio, questi possono convocare coloro che hanno presentato istanza di messa a disposizione, quel modello - da consegnare direttamente alla scuola - con cui appunto chi vuole insegnare come supplente si rende disponibile per quel determinato istituto.

Si possono presentare più domande di messa a disposizione, ma non nelle scuole dove si risulta iscritti alle graduatorie d’istituto né tantomeno a quelle della provincia in cui si risulta iscritti alla relativa graduatoria provinciale. Nel convocare da messa a disposizione i dirigenti scolastici dovranno dare precedenza ai docenti abilitati.

Ovviamente, anche per diventare insegnanti di ruolo è necessario avere il titolo utile ai fini dell’iscrizione a una classe di concorso.

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