Dipendenti pubblici in sciopero il 9 dicembre: la motivazione che sorprende tutti

Sciopero dei dipendenti pubblici annunciato per il 9 dicembre. Il Ministro della Funzione Pubblica non ci sta: “Sono attonita”.

Dipendenti pubblici in sciopero il 9 dicembre: la motivazione che sorprende tutti

I dipendenti pubblici sono pronti per scendere in piazza: i sindacati confederali hanno infatti proclamato uno sciopero nazionale per la giornata di mercoledì 9 dicembre quando i servizi essenziali saranno comunque garantiti.

E pensare che secondo gran parte dell’opinione pubblica gli statali sono tra le categorie di lavoratori che hanno meno subito le conseguenze della pandemia: per la maggior parte di loro c’è stato il ricorso allo smart working per mesi, senza dimenticare poi che per questi lo stipendio, come è giusto che sia, è sempre stato garantito (mentre per molti lavoratori del settore privato c’è stato lo spettro della cassa integrazione).

Per questo motivo sta suscitando non poche polemiche la decisione dei sindacati di proclamare - in questo particolare periodo storico - uno sciopero dei lavoratori della Pubblica Amministrazione. A dirsi stupita è anche la Ministra della Funzione Pubblica, Fabiana Dadone, secondo cui lo sciopero è uno strumento di cui bisognerebbe avere “più rispetto”.

Ma è il motivo dello sciopero a sorprendere. Ovviamente si tratta solamente di punti di vista: i sindacati, infatti, ritengono che i dipendenti pubblici abbiano tutto il diritto di scioperare per il poco interesse dimostrato dal Governo nei loro confronti, ed è per questo motivo che nella giornata di mercoledì 9 dicembre hanno deciso di proclamare una giornata di astensione totale dal lavoro.

Perché i dipendenti pubblici scioperano il 9 dicembre?

Nella Legge di Bilancio 2021 non c’è quell’aumento di risorse per il rinnovo del contratto del pubblico impiego tanto richiesto dai sindacati. Secondo le parti sociali le risorse attualmente a disposizione sono insufficienti per poter procedere con il rinnovo dei contratti, scaduti ormai dal 1° gennaio del 2019 (il prossimo sarà l’ultimo anno utile per arrivare ad un accordo).

D’altronde, rispetto alle cifre c’è un contenzioso che va avanti ormai da mesi. Il Governo, infatti, ritiene che la dotazione a disposizione per il rinnovo del contratto sia più che sufficiente, tanto da garantire un aumento dello stipendio a tre cifre (si parla di circa 112 euro medi e lordi).

I sindacati, però, chiedono di più, consapevoli che le risorse a disposizione serviranno anche per altre voci, come ad esempio per la conferma dell’elemento perequativo, e che di conseguenza - considerando anche la tassazione sugli stipendi - si arriverà ad aumenti di circa 30 euro netti al mese.

Una cifra che per le parti sociali è assolutamente insufficiente per riconoscere ai dipendenti pubblici la valorizzazione economica che meritano, specialmente alla luce del blocco degli stipendi che ha preceduto il rinnovo dell’ultimo contratto.

Va detto, però, che il momento storico è quello che è e bisogna prendere atto del fatto che le casse pubbliche sono vuote: ad oggi ci sono altre priorità e senza le risorse del Recovery Fund non potremo avviare quel percorso di rilancio tanto atteso.

Nonostante ciò, comunque, i sindacati ritengono ci siano gli estremi per scioperare, indipendentemente dalle polemiche che inevitabilmente si verranno a generare tra chi, in questi mesi, ha patito difficoltà maggiori causa Covid.

Come spiegato dai segretari generali di FP Cgil, CISL Fp, UIL Fpl e UIL Pa - Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco - nell’ultima bozza della Legge di Bilancio 2021 “non ci sono ragioni che “fanno venir meno la mobilitazione e quindi andremo avanti con la proclamazione dello sciopero”. L’astensione dal lavoro sarà per tutta la giornata di mercoledì 9 dicembre, con la garanzia però dei servizi minimi essenziali previsti.

Il Ministro della Pubblica Amministrazione si stupisce per lo sciopero degli statali

La decisione dei sindacati di proclamare uno sciopero dei dipendenti pubblici in questo particolare periodo storico, alla luce delle difficoltà - anche economiche - che stanno vivendo molte famiglie, non è piaciuta al Ministro della Pubblica Amministrazione.

«Ho già detto che rimango abbastanza attonita di fronte al fatto che i sindacati lamentino una carenza di risorse e siano pronti addirittura a dichiarare lo sciopero.»

Così il Ministro Fabiana Dadone ha commentato la notizia dello sciopero degli statali, tirando anche una frecciata ai sindacati ricordando loro che lo sciopero è uno strumento che deve essere vantato come “diritto di fronte a delle necessità, di un grido di una categoria, di fronte a una situazione che sia complicata e straziante di fronte a un palazzo e a una governo sordo”. Una situazione, però, ben lontana da quella che - secondo la Dadone - stiamo vivendo in questo momento dove, nonostante le difficoltà, l’Esecutivo si è sempre fatto trovare pronto nella discussione con i sindacati e nell’ascoltare le istanze dei dipendenti pubblici.

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