Dichiarazione dei redditi tardiva, scadenza il 2 marzo 2020

Scadenza il 2 marzo 2020 per l’invio della dichiarazione dei redditi tardiva, sia per chi non ha inviato il modello 730/2019 che per il modello Redditi (ex Unico). Le sanzioni potranno essere versate beneficiando del ravvedimento operoso.

Dichiarazione dei redditi tardiva, scadenza il 2 marzo 2020

Scadenza il 2 marzo 2020 per la dichiarazione dei redditi tardiva: è questo il termine ultimo per regolarizzare il mancato invio del modello 730/2019 e del modello Redditi.

La dichiarazione dei redditi trasmessa entro il termine di 90 giorni dalla data di scadenza si considera valida ai fini fiscali. L’invio entro il 2 marzo consentirà inoltre di beneficiare della riduzione delle sanzioni previste grazie al ravvedimento operoso.

Nel caso di invio oltre il termine di 90 giorni, la dichiarazione dei redditi si considera omessa e le sanzioni previste sono molto più salate. Ecco perché è bene tenere a mente la scadenza del 2 marzo 2020 termine per beneficiare della ravvedimento sull’invio tardivo.

Dichiarazione dei redditi tardiva, scadenza il 2 marzo 2020

I contribuenti che hanno dimenticato di presentare il modello Redditi ed Irap così come il modello 730/2019 potranno regolarizzare la propria posizione effettuando l’invio tardivo entro la scadenza del 2 marzo 2020.

La dichiarazione dei redditi è considerata tardiva qualora inviata entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria e in tal caso basterà versare la sanzione ridotta di 25 euro grazie al ravvedimento operoso.

La sanzione ordinaria pari a 250 euro viene infatti ridotta ad 1/10 per le dichiarazioni tardive. Diverso è invece il discorso nel caso di invio dopo i 90 giorni dalla scadenza: in tali ipotesi la dichiarazione si considera omessa e le sanzioni applicate non potranno essere pagate beneficiando del ravvedimento operoso.

Dichiarazione dei redditi omessa, sanzioni salate

Quando la dichiarazione dei redditi è presentata oltre il termine di 90 giorni dalla scadenza si considera omessa a tutti gli effetti e la sanzione prevista sarà ben più elevata dei 25 euro dovuti in caso di invio tardivo.

Il calcolo dell’importo nel caso di invio della dichiarazione dei redditi dopo i 90 giorni sarà determinato sulla base del valore dell’imposta emersa dalla dichiarazione:

  • se pari ad un minimo di 200 euro, la sanzione andrà dal 60% al 120% delle imposte;
  • la sanzione andrà invece dai 150 ai 500 euro nel caso di imposte non dovute.

La sanzione applicata invece nel caso di dichiarazione omessa e mai trasmessa sarà invece calcolata:

  • dal 120 al 240 per cento dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro;
  • da un minimo di 250 a un massimo di 1.000 euro se non è dovuta nessuna imposta.

Come presentare la dichiarazione redditi tardiva

Ritornando alla dichiarazione tardiva in scadenza il 2 marzo 2020, la presentazione dovrà avvenire come di consueto esclusivamente in modalità telematica.

La sanzione ridotta con ravvedimento operoso (ferma restando l’applicazione delle sanzioni relative alle eventuali violazioni riguardanti il pagamento dei tributi, qualora non regolarizzate) dovrà essere pagata con modello F24 e utilizzando il codice tributo 8911.

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