Il commercialista ha commesso un errore: conseguenze, chi paga e come difendersi

Caterina Gastaldi

25 Luglio 2022 - 18:45

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Nel caso di un errore commesso dal commercialista di chi è la responsabilità e come si fa a proteggersi?

Il commercialista ha commesso un errore: conseguenze, chi paga e come difendersi

Cosa succede quando il commercialista a cui ci si affida commette un errore e chi è che deve andare a pagarne le conseguenze?

Per gestire la propria contabilità e dichiarazione dei redditi in molti si affidano al supporto di un professionista, proprio per evitare di commettere errori o dimenticanze, ma cosa succede quando è il professionista in questione a sbagliare?

Si tratta di un’eventualità in cui nessuno spera di trovarsi, tuttavia è possibile, soprattutto vista anche la crescente complessità degli argomenti in materia fiscale. La responsabilità del commercialista, e le conseguenze per lo stesso e per il cliente, varia a seconda della situazione e dell’evento.

Errore del commercialista: cos’è la diligenza professionale

Come anche i professionisti di altre categorie, i commercialisti devono rispettare quella che viene definita “diligenza professionale”. In pratica viene richiesto che il commercialista sia in possesso di determinate competenze tecniche e conoscenze acquisite nel corso degli studi e che vada sempre a svolgere gli incarichi con diligenza.

Si richiede quindi al professionista di utilizzare tutto il suo bagaglio culturale e tecnico, ottenuto attraverso gli studi e l’esperienza, per svolgere la professione nel migliore dei modi, evitando quindi errori grossolani o superficiali.

Il commercialista nel suo lavoro è quindi tenuto sempre a:

  • rispettare il codice deontologico e la legge;
  • verificare la propria capacità e competenza effettiva di svolgere un incarico. Proprio per via della complessità di questa professione, non tutti i commercialisti sono esperti di tutti i settori, chiaramente;
  • svolgere l’incarico sempre con cura e perizia, evitando quindi errori grossolani e di disattenzione;
  • mantenere sempre il cliente informato dei rischi e delle difficoltà relativi alla pratica, sia prima dell’inizio del lavoro, sia durante.

Nel momento in cui il commercialista non si dimostra professionale, si può quindi procedere con la richiesta di un rimborso delle spese che si sono dovute pagare nel caso di errori. C’è un caso in cui, però, non si deve procedere con nessun pagamento.

Commercialista in malafede

Se un commercialista commette errori in malafede, quindi consapevolmente e di sua volontà, allora il cliente non dovrà andare a pagare delle sanzioni per poi sperare di ricevere un rimborso in futuro.

Un esempio di dolo, quindi di azione in malafede, da parte del commercialista può essere l’andare a offrire una consulenza fiscale errata che danneggia il cliente. Siccome il commercialista è tenuto, dalla diligenza professionale, a far sì che il cliente sia sempre informato dei rischi, in questo caso può esserci del dolo.

In una situazione del genere il cliente non deve andare a pagare le sanzioni, questo è quanto è stato stabilito da parte della Corte di Cassazione in diverse occasioni, poiché la responsabilità ricade totalmente sul professionista.

Tuttavia è necessario:

  • denunciare il commercialista;
  • dimostrare che la dimenticanza o l’errore in questione siano esclusivamente colpa del professionista.

Nel caso in cui non si potesse dimostrare la malafede, il commercialista non può essere considerato responsabile, poiché il cliente ha comunque il dovere di verificare il corretto adempimento dell’incarico che è stato conferito al professionista.

Errori con la dichiarazione dei redditi e imposte

A seconda del tipo di errore di cui si parla, la situazione può cambiare. Infatti, se il commercialista diventasse irraggiungibile per tutto il periodo in cui è necessario consegnare la dichiarazione dei redditi, scomparendo assieme alla documentazione necessaria, difficilmente questa non si potrebbe considerare una situazione di dolo.

Tuttavia, se il commercialista rimanesse disponibile, e si dimenticasse di presentare la dichiarazione, la colpa ricadrebbe sul cliente, poiché ha il dovere di vigilare sul professionista. Tuttavia, in una situazione del genere, dopo aver pagato quanto dovuto (sanzioni comprese) si può richiedere un risarcimento attraverso la causa civile, chiedendo un rimborso per danni per negligenza.

Stesso discorso anche in caso di ritardo nel pagamento di imposte. Si dovrà prima procedere con il pagamento di quanto dovuto, e poi si potrà richiedere un risarcimento.

La situazione invece cambia in caso di errori all’interno della dichiarazione:

  • la responsabilità scatta in caso di dolo, e questo è dimostrabile solo in caso di gravi errori;
  • tuttavia, anche in caso di errori grossolani e superficiali il commercialista sarà responsabile, perché non avrà seguito la diligenza professionale richiesta. Si tratta infatti di illecito deontologico.

Infine, in caso di dichiarazione dei redditi irregolare è stato stabilito dalla Cassazione che il commercialista paghi la metà delle sanzioni inflitte al cliente, a titolo di risarcimento.

Come funziona il risarcimento

Tranne che nel caso in cui si denunci il commercialista e si dimostri la sua malafede (situazione in cui il cliente non è tenuto responsabile e quindi non si troverà a dover pagare nulla), il contribuente deve sempre pagare le sanzioni conseguenti ritardi o errori.

Questo perché è sempre il contribuente stesso ad avere il dovere di vigilare sull’operato del professionista a cui si affida. Una volta pagato quanto dovuto però si può fare causa al commercialista per ricevere un risarcimento, in giudizio civile.

Per poter ottenere il risarcimento si deve dimostrare:

  • l’esistenza di un rapporto professionale tra il contribuente e il commercialista, come la delega della compilazione e invio della dichiarazione dei redditi;
  • provare di aver subito un danno, come il dover pagare le sanzioni;
  • l’errore del professionista assunto;
  • la situazione di causa effetto tra l’errore del commercialista e il danno ricevuto.

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