Dichiarazione dei redditi correttiva 2021: si perde il fondo perduto perequativo?

Anna Maria D’Andrea

5 Novembre 2021 - 11:38

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Dichiarazione dei redditi correttiva 2021, quali effetti sul contributo a fondo perduto perequativo? Mancano ancora il decreto MEF e le indicazioni operative dell’Agenzia delle Entrate.

Dichiarazione dei redditi correttiva 2021: si perde il fondo perduto perequativo?

Dichiarazione dei redditi correttiva, la possibilità di invio entro la scadenza del 30 novembre 2021 si scontra con il rischio di perdere il diritto al contributo a fondo perduto perequativo.

È di fatto doppia la scadenza della dichiarazione dei redditi 2021. Seguendo le regole ordinarie l’invio può essere effettuato entro la fine del mese di novembre, ma in un anno ricco di novità non potevano che cambiare anche i termini legati ad uno dei più importanti adempimenti annuali.

Per i titolari di partita IVA, la scadenza per la trasmissione della dichiarazione dei redditi 2021 è stata anticipata di due mesi: si doveva inviare entro il 30 settembre per poter accedere al contributo a fondo perduto perequativo previsto dal decreto Sostegni bis.

Chi ha rispettato la scadenza di settembre deve però fare i conti con una serie di quesiti, il più rilevante tra tutti relativo alla possibilità, in caso di errori, di presentare una dichiarazione dei redditi correttiva entro il 30 novembre 2021 che sostituisca integralmente quella già inviata, senza conseguenze in merito al diritto all’aiuto economico.

Dichiarazione dei redditi correttiva 2021: si perde il fondo perduto perequativo?

È in deciso ritardo il decreto del Ministero dell’Economia chiamato a definire i requisiti specifici per l’accesso al contributo a fondo perduto perequativo e, di conseguenza, mancano ancora i chiarimenti pratici dell’Agenzia delle Entrate sull’ultimo degli strumenti di aiuto economico per le partite IVA previsti dal decreto Sostegni bis.

Il dilatarsi dei tempi di attuazione della norma fa i conti ora anche con le criticità e i dubbi relativi all’invio della dichiarazione dei redditi 2021. Il rispetto della scadenza del 30 settembre è una delle condizioni per poter presentare domanda, ma il termine per la trasmissione del modello dichiarativo resta fissato al 30 novembre.

Il 30 novembre è anche la scadenza per la dichiarazione correttiva nei termini che, in caso di errori nel modulo precedentemente trasmesso, consente di apportare le dovute correzioni.

Quali saranno le conseguenze ai fini delle domande per il fondo perduto perequativo?

Al momento non ci sono indicazioni ufficiali da parte dell’Agenzia delle Entrate, e i dubbi riguardano come verrà considerata la dichiarazione, se come una correttiva o se come “integrativa”, e se verrà meno il diritto al contributo perequativo in caso di modifiche che incidono sulla determinazione del reddito, e di conseguenza sul calcolo della riduzione del risultato economico d’esercizio.

Scadenza alle porte per la dichiarazione dei redditi 2021. Tutto tace per il fondo perequativo

A poche settimane dalla scadenza del 30 novembre 2021 per l’invio della dichiarazione dei redditi, i ritardi del MEF e dell’Agenzia delle Entrate si fanno particolarmente pesanti, e rischiano di complicare la fase di chiusura della stagione dichiarativa.

Dopo più di un mese dalla scadenza anticipata del 30 settembre 2021, non ci sono novità sul decreto attuativo del Ministero dell’Economia.

Tempi lunghi che oltre a pesare sulla possibilità di presentare una dichiarazione correttiva mettono a rischio anche il pagamento dell’importo spettante entro la fine dell’anno, rendendo di fatto vana la presentazione in anticipo della dichiarazione dei redditi.

L’obbligo di inviare il modello Redditi due mesi prima rispetto al termine ordinario era stato giustificato proprio alla luce della necessità di garantire il pagamento in tempi rapidi, ed in ogni caso entro il 2021, del contributo perequativo.

Una promessa che difficilmente sarà mantenuta, salvo colpi di scena.

Alla pubblicazione del decreto del MEF dovrà seguire l’emanazione del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate per l’avvio della fase di presentazione delle domande. Ci saranno 30 giorni di tempo per inviare la richiesta.

Sono questi i due passaggi previsti ai fini dell’erogazione degli aiuti, per i quali si resta ancora in attesa di sviluppi.

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