Detrazioni figli a carico e assegno unico, serve un doppio calcolo: come funziona?

Nadia Pascale

9 Marzo 2022 - 11:09

condividi

Le detrazioni e deduzioni figli a carico fino a 21 anni restano, ma cosa cambia con l’assegno unico? Vediamo perché serve un doppio calcolo e le ultime novità.

Detrazioni figli a carico e assegno unico, serve un doppio calcolo: come funziona?

L’entrata in vigore dell’assegno unico e universale ha cambiato del tutto le regole previste per il welfare familiare. Non trovano più applicazione gli assegni per il nucleo familiare, si potrà percepire l’assegno unico per ogni figlio fino ai 18 anni di età, non vi sono limiti in caso di figli disabili, e cambiano le regole per le detrazioni.

Perché serve un doppio calcolo? Il 2022 è un anno di transizione, nel quale i sostituti d’imposta e i datori di lavoro si trovano ad applicare due regimi di calcolo (il primo fino al 28 febbraio 2022, e il secondo dal 1° marzo 2022) con due diversi conguagli. Le prime istruzioni sono arrivate con la circolare dell’Agenzia delle entrate n. 4 del 18 febbraio, e viene chiarito che le nuove regole sulle detrazioni per i figli si applicano da aprile 2022 con conguaglio del mese di marzo. Nei prossimi mesi probabilmente continueranno ad arrivare aggiornamenti e istruzioni.

Per i figli tra i 18 e i 21 anni, l’assegno unico può essere percepito solo in concomitanza con altre condizioni. Il figlio che ha superato i 18 anni e fino al compimento del 21° anno può percepirlo se:

  • frequenta un corso di formazione professionale, scolastica o è iscritto a un corso di laurea;
  • è disoccupato e non impegnato in corsi di formazione e lavoro, ma è iscritto al centro per l’impiego;
  • svolge il servizio civile universale;
  • svolge un tirocinio o apprendistato, ma ha un reddito inferiore a 8.000 euro l’anno.

L’importo dell’assegno unico dipende da numerosi fattori tra cui reddito Isee, età del figlio, numero dei figli, età della madre, eventuale disabilità.

Detrazioni per i figli a carico: cosa cambia

Molti a questo punto però si chiedono: cosa succede alle detrazioni e alle deduzioni delle spese sostenute per i figli a carico? Si possono ancora far valere?
A questa domanda ha risposto l’Agenzia delle Entrate con la circolare 4/E/2022, in essa sono state illustrate tutte le modifiche alle detrazioni per i figli a carico introdotte dal decreto legislativo 230 del 2021 istitutivo dell’assegno unico e anche conosciuto come decreto Sostegni Ter.

A decorrere dal 1° marzo 2022 i sostituti di imposta, cioè datori di lavoro o altri soggetti che versano le imposte per conto del contribuente, non potranno più riconoscere in busta paga le detrazioni per i figli a carico fino al compimento di 20 anni e 364 giorni.

I genitori potranno però continuare a fare valere le detrazioni e le deduzioni per le spese sostenute in favore dei figli fiscalmente a carico e il regime agevolato previsto dal welfare aziendale.

L’articolo 10 comma 4 del decreto 230 del 2021 prevede una modifica sostanziale dell’articolo 12 del TUIR (Testo Unico Imposte sul Reddito). Il nuovo testo stabilisce che dal 1° marzo 2022:

  • cessano di avere efficacia le detrazioni per figli a carico minori di 21 anni e delle maggiorazioni delle detrazioni per i figli minori di tre anni e con disabilità (Tuir articolo 12, comma 1, lettera C);
  • è abrogata la detrazione per le famiglie numerose (Tuir articolo 12 comma 1 bis).

Assegno unico e detrazioni per figli a carico ancora spettanti

L’Agenzia delle entrate nella circolare 4/E/2022, a pagina 23, sottolinea che il decreto Sostegni Ter istitutivo dell’assegno unico ha inserito all’articolo 12 del Tuir il comma 4 Ter, il quale stabilisce che per i figli minori di 21 anni (fiscalmente a carico) continuano a spettare le detrazioni e le deduzioni previste per gli oneri e spese sostenute nel loro interesse.

In particolare trovano applicazione detrazioni e deduzioni per le spese:

  • per asilo nido e istruzione in generale;
  • scolastiche e universitarie;
  • per svolgimento di attività sportive;
  • per abbonamenti a mezzi pubblici;
  • mediche e sanitarie per i figli.

La circolare altresì specifica che continuano a trovare applicazione le disposizioni contenute nell’articolo 51 del Tuir comma 2. Quindi non concorrono a formare il reddito imponibile le elargizioni che possono essere fatte rientrare nel welfare aziendale e che possono essere godute dai figli di età inferiore a 21 anni.

Rientrano tra le deduzioni le somme e prestazioni erogate dal datore di lavoro in favore dei familiari previsti nell’articolo 12 del Tuir per la fruizione di servizi di educazione e istruzione, per servizi di assistenza a familiari non autosufficienti e altre elargizioni rientranti nel welfare aziendale.

Quando spettano le detrazioni in busta paga

La prima cosa da sottolineare è che nulla cambia per i familiari fiscalmente a carico e di età superiore a 21 anni. In questo caso continuano ad applicarsi le detrazioni per i familiari a carico previste dall’articolo 12 del Tuir.

Per i figli di età inferiore a 21 anni e fiscalmente a carico invece, per i primi due mesi del 2022 (gennaio e febbraio) trovano applicazione, per quote mensili, le detrazioni e le deduzioni previste per i figli a carico.

In questo caso spetta al datore di lavoro/sostituto di imposta computare in busta paga le detrazioni per carichi di famiglia relative ai primi due mesi dell’anno in corso e dal primo marzo nella versione modificata.

In seguito, in occasione del conguaglio di fine anno, o al momento della cessazione del rapporto di lavoro, il sostituto di imposta dovrà verificare le detrazioni effettivamente spettanti.

Cosa cambia per le famiglie numerose?

Particolare attenzione deve essere posta per le detrazioni spettanti per le famiglie numerose. In questo caso, precisa l’Agenzia delle entrate, la detrazione di 1.200 euro spettante per famiglie con 4 figli, spetta anche nel caso in cui il quarto figlio nasca nel 2022, ma dopo l’entrata in vigore dell’assegno unico. L’importo, anche in questo caso, deve essere rapportato ai soli primi due mesi dell’anno: per esempio se il quarto figlio nasce a settembre 2022, la famiglia ha diritto comunque a far valere la detrazione di 1.200 prevista per le famiglie numerose, ma tale importo deve essere calcolato per soli due mesi di spettanza.

Dal 1° marzo 2022 invece il sostituto di imposta deve applicare solo le detrazioni e deduzioni diverse da quelle per i figli a carico e che abbiamo elencato nel paragrafo precedente.

L’Agenzia delle entrate nella circolare 4/E/2022 precisa (pagina 27) che nel caso in cui i sostituti di imposta non siano riusciti ad applicare tempestivamente le nuove regole in quanto occorre aggiornare i software per l’elaborazione delle buste paga, potranno avere una proroga dei termini e adeguarsi entro il mese di aprile 2022 provvedendo a effettuare un conguaglio per i primi mesi del 2022.

Iscriviti a Money.it

SONDAGGIO