Deficit Italia: ci sono rischi non trascurabili

Italia: il deficit al 2,4% spaventa. Le ultime preoccupate previsioni di Barclays fanno luce sul sentiment del mercato

Deficit Italia: ci sono rischi non trascurabili

Italia: il deficit al 2,4% continua a far discutere.

Sul finire della scorsa settimana il governo gialloverde ha raggiunto un accordo sul rapporto deficit/Pil che, contro il parere del Ministro dell’Economia Tria, si è minacciosamente avvicinato alla soglia limite del 3% prevista dal Patto di Stabilità e Crescita.

Immediata la reazione degli investitori che hanno dato vita ad una pioggia di vendite sull’azionario nostrano. Il tutto mentre lo spread Btp-Bund è tornato ad allargarsi contribuendo ai rossi dei titoli più esposti (i finanziari).

Deficit Italia: parola a Barclays

In molti hanno cercato di prevedere le conseguenze e i rischi di un deficit al 2,4%, mentre qualcuno ha addirittura parlato di una possibile Italexit. Anche gli analisti di Barclays hanno espresso le proprie considerazioni sulle ultime decisioni del Governo che, a loro detta, potrebbero mettere in pericolo l’Italia in occasione della prossima crisi o del prossimo rallentamento economico.

Ancora una volta, insomma, gli osservatori hanno chiarito che sebbene il deficit al 2,4% rispetti i limiti europei, esso sia comunque eccessivo per un Paese come il nostro, gravato da un debito pubblico pari al 130% del Pil, il secondo più grande d’Europa dopo quello greco.

Un aumento del citato debito potrebbe nuovamente pesare sul sentiment degli investitori che a loro volta potrebbero rispondere negativamente sia nei confronti dell’azionario che dell’obbligazionario.

Il deficit sopra il 2%, secondo Barclays, renderà il rapporto debito/Pil ancor più instabile.

“I rischi di un rapporto in aumento non sono trascurabili nel medio termine”,

ha tuonato Fabio Fois.

L’espansione economica in Italia, e più in generale quella dell’intera Eurozona, si è già raffreddata rispetto ai massimi del 2017 e i rischi al ribasso (tra cui la guerra commerciale USA-Cina, la crisi degli emergenti e le nuove politiche monetarie mondiali) sono cresciuti a vista d’occhio.

L’aumento del deficit, il peggioramento del rapporto debito/Pil, una minor crescita economica e l’aumento dei costi sugli interessi potrebbero mettere in discussione la capacità del governo di estinguere i suoi obblighi e in pericolo la tenuta dell’economia.

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