Deficit Italia, oggi il giorno più atteso da Giorgetti-Meloni. A che ora esce il verdetto di Eurostat

Laura Naka Antonelli

22 Aprile 2026 - 09:02

In ballo il futuro dell’Italia. L’Eurostat annuncerà oggi il verdetto sul deficit-PIL dell’Italia che decide tutto.

Deficit Italia, oggi il giorno più atteso da Giorgetti-Meloni. A che ora esce il verdetto di Eurostat

Il giorno tanto atteso per capire se l’Italia di Meloni uscirà dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo avviata dall’UE nel 2024, in linea con le regole del nuovo Patto di Stabilità e crescita, è arrivato.

Oggi, 22 aprile 2026, Eurostat annuncerà i dati relativi ai conti pubblici del 2025 delle economie dell’Unione europea, dunque i numeri sui deficit e sul debito.

Deficit Italia, Meloni e Giorgetti con il fiato sospeso

Il governo Meloni e l’Italia intera apprenderanno dunque finalmente se l’Eurostat convaliderà o meno la doccia fredda arrivata dall’Istat: ovvero che, contrariamente alle speranze del ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, l’Italia non uscirà dalla procedura di infrazione, a causa di un rapporto deficit-PIL ancora superiore alla soglia del 3%.

Le regole del Patto di Stabilità UE sono infatti chiare: i rapporti deficit-PIL non devono sforare la soglia massima, individuata nel 3%.

In realtà, nel caso dell’Italia, lo sforamento è di appena un decimale, visto che l’Istat ha reso noto che il 2025 si è chiuso con un deficit pari al 3,1% del PIL. Anzi, ha avuto cura di precisare Giorgetti, pari al 3,07%:

“Per quanto riguarda l’uscita dalla procedura per disavanzo eccessivo, i conti Istat di inizio marzo indicano un rapporto deficit-PIL delle amministrazioni pubbliche pari al 3,1 (in realtà 3,07) nel 2025. Siamo in attesa delle valutazioni da parte di Eurostat, nella terza decade di aprile, questione estremamente rilevante ai fini delle decisioni da assumere. Gli scenari variano, infatti, sensibilmente, a seconda che sussistano o meno i presupposti per un’uscita dalla procedura per disavanzo eccessivo”.

L’annuncio dell’Eurostat alle ore 11 di oggi, 22 aprile 2026

L’annuncio atteso con trepidazione dal governo Meloni arriverà dall’Eurostat alle 11 ora italiana.

L’ANSA ha riportato quanto appreso dalla stessa Eurostat, ovvero che i dati sui deficit-PIL e debito-PIL saranno annunciati “con una cifra decimale”, applicando le normali regole matematiche di arrotondamento: “Si arrotonda per difetto se la seconda cifra è pari o inferiore a 4, e per eccesso se è pari o superiore a 5 ”.

Ciò significa che un deficit-PIL individuato tra il 2,95% e il 2,99% verrebbe pubblicato come 3%.

Sempre all’ANSA, Eurostat ha precisato che “tutti i dati trasmessi nell’ambito del regolamento 479/2009 sono pubblicati con una cifra decimale”.

Oltre alle percentuali, verranno diffusi anche i dati in valore assoluto, “in milioni di valuta nazionale”, così come le tabelle EDP (procedure per deficit) originali.

Il dato è cruciale in vista di quanto deciderà di fare la Commissione europea il prossimo 3 giugno: se continuare a ’punire’ l’Italia, confermando la sua permanenza all’interno della procedura, o consentirle di uscirne.

Oggi è una giornata campale anche in quanto il governo Meloni varerà il DFP (Documento di Finanza pubblica), ex DEF, presentando gli obiettivi di crescita, la strategia sui conti pubblici e le misure di politica fiscale che ha in programma di adottare.

Si tratta della prima pietra che getta le basi del DPFP (Documento Programmatico di Finanza Pubblica), pilastro della legge di Bìbilancio.

Italia fuori dalla procedura di infrazione UE, speranze Giorgetti ormai infrante?

Sul DFP, i rumor riportati da Il Sole 24 Ore non sono di buon auspicio:

“Niente da fare. Il Documento di finanza pubblica che sarà esaminato oggi dal Governo riporterà alla voce deficit 2025 il «3,1%» indicato dall’Istat. La notifica definitiva da Eurostat arriverà alle 11, un’ora prima della riunione del consiglio dei ministri. Ma ieri pomeriggio è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, in una riunione a Via XX Settembre con vice e sottosegretari, a spiegare che le speranze nutrite fin dalla scorsa estate di abbattere il disavanzo sotto al 3% e di uscire quindi con un anno di anticipo dalla procedura UE per disavanzi eccessivi si sono infrante contro i numeri finali”.

Tra l’altro, un portavoce della Commissione UE ha confermato la condizione sine qua non che consentirebbe all’Italia di uscire dalla procedura di infrazione, ovvero un deficit “inferiore al 3% del PIL”.

Il punto è che per “arrivarci manca ancora un miliardo abbondante (un decimale di PIL 2025 sono 2,26 miliardi)”, fa notare il quotidiano.

In ballo c’è il futuro dell’Italia.

Uscire dalla procedura darebbe al governo Meloni più libertà di manovra, maggiore flessibilità su spesa pubblica e investimenti, cruciali soprattutto per un Paese che, come l’Europa tutta, si trova ora a fare i conti con lo shock del petrolio e dunque con il caro benzina, tornato ad angosciare cittadini e imprese.

Se rimarrà sotto procedura di infrazione, il governo avrà meno margini per varare politiche fiscali espansive, in sostanza meno spazio per blindare l’economia dagli effetti della guerra USA-Iran. Qualcosa che, in realtà, l’FMI ha già fatto notare, lanciando un alert non solo sull’Italia, ma anche su un altro Paese europeo.

Dal canto suo, Giorgetti ha già indicato quanto sarebbe necessario, invece, fare.

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