Ops, il debito non scompare più nemmeno in Giappone. E Tokyo ci spinge verso il Mes

Mauro Bottarelli

20 Dicembre 2022 - 14:06

Con mossa inattesa, la Bank of Japan amplia la banda di oscillazione nel rendimento del decennale. L’equivalente di 200 punti base di rialzo della Bce. In un solo colpo. Endgame del casinò in vista?

Ops, il debito non scompare più nemmeno in Giappone. E Tokyo ci spinge verso il Mes

Chiaramente, tutto è finito nell’arco di pochi minuti. Panico generale, poi tutto come se nulla fosse accaduto. Sintomo che la questione è seria. Talmente seria da costringere tutti a millantare ottimismo, a sfoggiare un sorriso da business as usual di fine anno tirato come una corda di violino. Perché quanto deciso dalla Bank of Japan, in maniera totalmente inattesa, è la classica goccia che rischia di far traboccare il vaso. Il game-changer di lungo termine.

Pur millantando calma olimpica nel mantenere invariati i tassi di interesse, la Banca centrale di Tokyo ha infatti messo mano alla sua politica di controllo sulla curva dei rendimenti, ampliando la banda di oscillazione del bond decennale da 0,25 a 0,50 punti base. Di fatto, un qualcosa che si sostanzia in un drastico aumento del limite di rendimento accettato: da -0,5% a +0,5%.

Apparentemente, inezie. Ma qui non si sta parlando di spread ad alto tasso pirotecnico come quello italiano o spagnolo, abituati a fiammate che la Bce spegne con cicliche operazioni emergenziali. Qui è il modello stesso dell’Abenomics ad andare in crisi. L’accettazione di un alto stock di debito come assolutamente sostenibile, stante il ruolo di pivot totale e prestatore di unica istanza della Banca centrale. Di fatto, il Giappone rappresentava il paradiso della sterilizzazione strutturale, la patria dell’utopia del debito pubblico come variabile assolutamente gestibile grazie a finanziamenti diretti che lo rendevano inerte.

Non è così. Neppure in Giappone, dove l’ortodossia monetarista aveva addirittura creato i prodromi alla creatura mitologica nota come helicopter money, versione in modalità welfare della buca keynesiana da scavare e riempire in nome della piena occupazione, si può più pensare di sterilizzare a freddo il debito. Dopo mesi di tensioni su quell’upper band ormai usurata, si è dovuti intervenire al rialzo.

E questi due grafici

Andamento del rendimento sul decennale sovrano giapponese Andamento del rendimento sul decennale sovrano giapponese Fonte: Bloomberg/Zerohedge
Composizione delle detenzioni di debito pubblico giapponese per soggetto Composizione delle detenzioni di debito pubblico giapponese per soggetto Fonte: Goldman Sachs

sintetizzano alla perfezione la gravità dell’accaduto e la sua natura da market mover. Se infatti la notizia giunta dal board della BoJ ha visto quel rendimento mantenuto per troppo tempo in cattività esplodere immediatamente al rialzo verso il nuovo tetto, ecco che il quadro più ampio ci mostra come la luce in fondo al tunnel che è comparsa questa mattina potrebbe essere quella dell’endgame per il QE perenne.

Se infatti quello che era il mercato obbligazionario sovrano più trafficato al mondo oggi è ridotto a un’Unione Sovietica di intervento onnivoro dello Stato, l’apprezzamento immediato dello yen ci mostra come da ora in poi occorrerà gestire i carry trades come fossero nitroglicerina. Chiaramente, il mercato sa tutto questo. Fin troppo bene.

E proprio per evitare che quanto sotteso dalla mossa di Tokyo possa divenire di dominio pubblico, finge indifferenza. Ma quei 25 punti base segnano la differenza fra sostenibilità di un inganno e suo disvelamento traumatico. Il casinò della manipolazione ciclica da programma espansivo oggi si presenta sul palcoscenico con un abito nuovo, decisamente meno elegante e su misura del precedente. Emergono difetti, maniche fuori misura e materiali che pagano l’usura.

Nessuno lo farà notare. Perché prezzare quanto accaduto equivarrebbe a un 2008 al cubo. Ma è chiaro che ci bazzica le sale trading sia conscio di come l’accaduto equivalga nella realtà dei Level3 e nei modelli di VaR a un aumento di 200 punti base da parte della Bce. In un colpo solo. Ma, appunto, quanto deciso a Francoforte fa capo a un gioco a somma zero tutto politico per mantenere sotto tutela gli Stati più indebitati come Italia e Spagna.

Qui si gioca a palla avvelenata con una bomba a mano senza spoletta. Se qualcosa andasse storto, se quell’upper band venisse immediatamente testata al rialzo e il mercato spingesse la BoJ a mostrare le proprie intenzioni, allora attenzione allo spread sul Btp. Già oggi arrivato in area 4,5% sul decennale benchmark, la linea Maginot del pericolo. Rotto quel livello, il Mes sarà garantito. Perché necessario all’attivazione del TPI. Nel frattempo, indifferenza forzata. Come al matrimonio della propria ex storica.