Dax crolla. Perché settembre è il mese peggiore sui mercati

Claudia Cervi

3 Settembre 2025 - 13:23

Settembre è storicamente il mese più difficile per le Borse e l’eccezione del 2024 potrebbe non ripetersi. Ecco cosa sapere.

Dax crolla. Perché settembre è il mese peggiore sui mercati

Settembre ha sempre avuto la fama di essere il mese nero delle Borse. Una sorta di maledizione che puntualmente torna a farsi sentire quando gli operatori rientrano dalle vacanze e i listini iniziano a tremare. E quest’anno la tradizione sembra essersi ripresentata con brutalità: il Dax di Francoforte ha aperto settembre con un tonfo, trascinato dal nervosismo che arriva da Wall Street. Ma davvero il mese peggiore per i mercati è già iniziato? E soprattutto, cosa significa per chi ha soldi investiti in fondi, ETF o piani pensionistici che guardano al lungo termine?

Il contesto non è semplice. Da un lato gli Stati Uniti mostrano un’economia sorprendentemente resiliente, capace di resistere al rallentamento globale. Dall’altro, i mercati obbligazionari lanciano segnali di tensione: i rendimenti obbligazionari sono risaliti ai massimi da mesi, minacciando di drenare liquidità dall’azionario. A complicare il quadro c’è l’attesa per il report sull’occupazione USA, vero termometro che potrebbe decidere la traiettoria dei tassi di interesse dopo il primo taglio deciso dalla Fed. In mezzo a tutto questo, l’Europa deve giocare le sue battaglie e il Dax lo ha dimostrato subito con un crollo che ha acceso tutte le spie. Ma un ribasso di settembre è un campanello d’allarme o un’occasione di acquisto?

Perché settembre fa paura ai mercati

I dati sulla stagionalità parlano chiaro: settembre è storicamente il mese peggiore per l’azionario. L’S&P 500 ha registrato in media un calo dell’1,5% negli ultimi vent’anni e meno della metà delle volte ha chiuso il mese in positivo. Non è un caso se gli operatori lo affrontano con cautela, preparandosi a volatilità e vendite tecniche. Il Dax, che riflette la forza (o la fragilità) dell’economia europea, non è immune a questa dinamica. L’avvio in rosso di questo mese ricorda molto da vicino altre partenze zoppicanti che hanno poi condizionato il trimestre autunnale.

La ragione non è solo psicologica. Settembre è il mese in cui i grandi investitori rientrano e ribilanciano i portafogli dopo l’estate, spesso incassando profitti accumulati nei mesi precedenti. In più, con l’oro su nuovi record oltre i 3.500 dollari l’oncia, il timore che si avvicini una nuova fase di risk off aumenta, a beneficio dei beni rifugio.

Cosa significa per chi investe davvero

Grafico giornaliero Dax Grafico giornaliero Dax Fonte Tradingview

Una seduta in rosso, però, non basta per decidere di vendere tutto. La verità è che i mercati vanno letti con una prospettiva diversa, soprattutto da chi investe con orizzonti lunghi. Chi ha un piano pensionistico o costruisce un portafoglio con ETF globali sa bene che la volatilità di settembre è parte del gioco. Anzi, spesso i ribassi diventano opportunità per accumulare a prezzi più bassi, diluendo l’impatto dei momenti difficili.

Anche sotto il profilo grafico, il Dax offre spunti interessanti. Dopo aver raggiunto una resistenza in area 24.600, nell’ultimo trimestre i prezzi si stanno muovendo per vie laterali e si trovano ora a ridosso dei primi supporti a 23.500 circa. Sotto questo limite, aumenterebbe il rischio di una correzione più estesa in direzione di 22.300 punti e più in basso verso i 21.300 punti. Per chiudere i gap lasciati aperti durante il movimento partito ad aprile, tuttavia, l’indice potrebbe scivolare fino ai 20.000 punti.

Il punto, però, non è prevedere se settembre sarà l’ennesimo mese da incubo o un’eccezione positiva come nel 2024. È piuttosto capire come i dati macro – dal rapporto sull’occupazione USA alle prossime mosse della Fed – possano ridisegnare lo scenario. Restare investiti con disciplina, senza farsi travolgere dall’emotività, è la chiave per trasformare un crollo momentaneo in una finestra di crescita futura. Perché i mercati sono ciclici, ma alcuni segnali – come il ritorno della paura proprio quando sembrava svanita – non vanno ignorati.

Quando il Dax trema, non è mai solo un fatto di percentuali. È un promemoria che i mercati, come le stagioni, sanno sempre come sorprenderci.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.