Dal Giappone all’Ue: la ricostruzione dell’Ucraina tra cooperazione e rivalità

Federico Giuliani

1 Marzo 2024 - 06:54

Il Giappone è pronto a sostenere l’Ucraina per la ricostruzione del Paese. In lizza ci sono anche Unione europea e Stati Uniti.

Dal Giappone all’Ue: la ricostruzione dell’Ucraina tra cooperazione e rivalità

Serviranno svariate centinaia di miliardi di dollari per ricostruire l’Ucraina vessata da due anni di guerra contro la Russia. Le stime faticano a concordare una cifra esatta, anche se l’ultimo studio delle Nazioni Unite ha parlato di un costo complessivo di circa 486 miliardi di dollari da investire da qui ai prossimi dieci anni, in crescita rispetto ai 411 miliardi stimati un anno fa.

La strada da fare è dunque tanta e tortuosa. Non mancano tuttavia gli attori protagonisti desiderosi di mettersi in gioco. Oltre agli Stati Uniti e a vari governi europei, anche il Giappone si è fatto avanti per contribuire con le sue aziende a supportare la ricostruzione di Kiev.

Lo scorso 19 febbraio, a Tokyo, sono stati firmati oltre 50 accordi di cooperazione in occasione della Conferenza Giappone-Ucraina per la promozione della crescita economica e della ricostruzione. La conferenza è stata ospitata congiuntamente dai governi di entrambi i Paesi, da Keidanren - una lobby commerciale giapponese - e dall’Organizzazione per il commercio estero del Giappone (JETRO).

La promozione della ricostruzione economica non è carità, ma “un investimento nel futuro per l’Ucraina, per il Giappone e per il mondo”, ha dichiarato il primo ministro nipponico Fumio Kishida nel suo discorso di apertura. “Utilizzando le conoscenze derivate dal Dopoguerra e dagli sforzi di ricostruzione per i disastri, così come la tecnologia avanzata e il know-how del settore privato, i settori pubblico e privato del Giappone lavoreranno insieme attraverso un approccio giapponese”, ha aggiunto Kishida.

Il Giappone si inserisce nella ricostruzione dell’Ucraina

Il primo ministro ucraino, Denys Shmyhal, ha dichiarato ai presenti che l’Ucraina, devastata dalla guerra, offre nuove opportunità commerciali in almeno sei settori, tra cui l’energia, le infrastrutture e la produzione di automobili. Tutti ambiti nei quali il Giappone può eccellere. “Le aziende che investono ora nell’economia ucraina potranno ottenere nei prossimi anni vantaggi e opportunità che non potete immaginare”, ha proseguito Shmyhal.

Nikkei Asian Review ha approfondito la situazione spiegando che, ad esempio, i produttori di macchine agricole Kubota e Yanmar Holdings si sono impegnati a sostenere il settore agricolo ucraino. In che modo? Firmando un memorandum d’intesa con il Ministero della Politica Agraria e dell’Alimentazione dell’Ucraina sulla cooperazione nel settore dei macchinari agricoli per migliorare la resa e la produttività delle aziende agricole.

La società commerciale Sumitomo Corp. e il produttore di attrezzature industriali Kawasaki Heavy Industries dovrebbero invece sostenere la modernizzazione della rete di trasporto del gas di Kiev. Di pari passo Rakuten Symphony, società del Gruppo Rakuten, ha firmato un accordo con l’operatore di telecomunicazioni ucraino Kyivstar per lo sviluppo di infrastrutture per reti dati 5G.

Sul fronte dell’automotive, Shmyhal ha infine dichiarato che le case automobilistiche giapponesi dovrebbero sfruttare gli ampi depositi di litio dell’Ucraina per creare in loco impianti di produzione di veicoli elettrici.

La presenza di Usa e Ue

Nel giugno del 2023 la Commissione europea aveva presentato un piano per aiutare l’Ucraina a gestire le sue operazioni quotidiane e finanziarne la ricostruzione. Soprannominato “Ukraine Facility”, dovrebbe fornire a Kiev una cifra fino a 50 miliardi di euro di sostegno finanziario dal 2024 al 2027: 33 miliardi di euro in prestiti e 17 miliardi in sovvenzioni, che saranno gestiti tramite un nuovo strumento speciale chiamato Ukraine Reserve. In un simile scenario, l’Ucraina potrebbe fungere da hub europeo per lo stoccaggio dell’energia.

Al contempo gli Stati Uniti potrebbero continuare a sostenere militarmente il governo ucraino, in una complementarietà con l’Ue, ma inserirsi anche nell’alveo dei settori energetici e tecnologici. Il rischio da evitare, in ogni caso, è che possa scatenarsi una sorta di competizione tra il blocco occidentale e il Giappone. La torta ucraina dovrà essere ripartita secondo criteri razionali e funzionali.