Dal bollettino BCE il punto su tassi, Titoli di Stato e Borse europee. Parla il grande falco di Francoforte

Laura Naka Antonelli

25 Giugno 2026 - 11:02

Bollettino BCE: i mercati “hanno evidenziato un’elevata volatilità”., sulla scia dei timori legati alla guerra USA-Iran.

Dal bollettino BCE il punto su tassi, Titoli di Stato e Borse europee. Parla il grande falco di Francoforte

La BCE ha pubblicato il Bollettino economico relativo al periodo compreso tra il 19 marzo e il 10 giugno 2026, facendo il punto sul trend dei mercati finanziari dell’area euro successivo all’esplosione della guerra USA-Iran, lo scorso 28 febbraio.

I mercati, ha sottolineato la Banca centrale europea, “hanno evidenziato un’elevata volatilità, determinata dalle
continue rivalutazioni degli operatori di mercato in merito all’evoluzione della guerra in Medio Oriente e delle sue ripercussioni economiche
”.

BCE, il trend dei tassi privi di rischio e dei rendimenti dei Titoli di Stato dell’Eurozona

Riguardo al trend dei tassi, quelli privi di rischio, così come dei rendimenti dei bond sovrani dell’area euro, sono saliti nella prima metà del periodo considerato, prezzando la guerra, in particolare lo scatto del prezzo del petrolio, balzato ai massimi dal giugno del 2022.

Successivamente, si legge nel Bollettino economico della Banca centrale europea, le speranze su un accordo di pace tra gli USA e l’Iran hanno fatto rientrare la tensione sul mercato del reddito fisso, come ha dimostrato “la sostanziale inversione” di tassi e rendimenti.

La BCE ha fatto notare infatti che, “alla fine del periodo in esame, la curva a termine dello euro short-term rate (€STR) incorporava circa 70 punti base di aumenti cumulati dei tassi di riferimento previsti entro la fine del 2026, rimanendo pressoché invariata rispetto al livello ipotizzato il 19 marzo”.

I tassi a lungo termine privi di rischio hanno concluso invece “il periodo evidenziando dei rialzi”.

Così la Banca centrale europea nel Bollettino, indicando quanto accaduto ai Titoli di Stato dell’Eurozona, dunque ai BTP, Bund, OATs & Co, e riferendosi anche alle dinamiche relative al debito sovrano ex area euro, ovvero ai Gilt (bond UK, osservati speciali ora soprattutto a causa della crisi politica nel Regno Unito culminata nelle dimissioni di Keir Starmer) e ai Treasury USA:

I rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine nell’area dell’euro sono aumentati lievemente nel periodo in esame, con variazioni contenute dei differenziali rispetto ai tassi privi di rischio, mentre nei paesi più fortemente
indebitati si è osservata una certa volatilità. Il rendimento ponderato per il PIL dei titoli di Stato decennali dell’area dell’euro è lievemente aumentato, chiudendo il periodo in rassegna intorno al 3,5 per cento. I rendimenti dei titoli decennali hanno sostanzialmente riprodotto l’andamento del tasso OIS privo di rischio, mentre la dispersione tra paesi dei differenziali di rendimento dei titoli sovrani rispetto ai tassi privi di rischio è rimasta su livelli storicamente bassi. I titoli sovrani di quei paesi che sono particolarmente esposti allo shock energetico dovuto alla situazione in Medio Oriente o con livelli di debito più elevati hanno registrato una volatilità lievemente più pronunciata all’interno del periodo. Il rendimento dei titoli di Stato decennali statunitensi è aumentato di circa 30 punti base, collocandosi al 4,6 per cento, mentre nel Regno Unito i rendimenti dei titoli di Stato decennali (gilt) hanno evidenziato significative oscillazioni all’interno del periodo, toccando valori superiori al 5,0 per cento, prima di attestarsi, a fine periodo, a un livello di circa 10 punti base più elevato, pari al 4,9 per cento”.

Gli spread tra i rendimenti dei titoli di Stato decennali dell'Eurozona e il tasso OIS a dieci anni basato sull'€STR Gli spread tra i rendimenti dei titoli di Stato decennali dell’Eurozona e il tasso OIS a dieci anni basato sull’€STR Così la BCE: «I rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine nell'area dell'euro sono aumentati lievemente nel periodo in esame, con variazioni contenute dei differenziali rispetto ai tassi privi di rischio, mentre nei paesi più fortemente indebitati si è osservata una certa volatilità». (Fonte: Bollettino economico BCE)

Il trend delle Borse europee presentato dal Bollettino economico della BCE. Wall Street ha fatto meglio

Riguardo al trend delle borse europee, nel Bollettino economico della BCE si legge che “i titoli azionari dell’area dell’euro hanno segnato una ripresa nel periodo in rassegna, compensando le perdite registrate nel primo mese della guerra in Medio Oriente, grazie alla buona tenuta degli utili societari e a una maggiore propensione al rischio in seguito all’annuncio del cessate il fuoco dell’8 aprile”.

In generale, “i mercati azionari dell’area dell’euro hanno segnato un incremento del 7,7 per cento; in particolare, il sottoindice relativo alle società non finanziarie (SNF) è salito del 7,5 per cento, mentre i prezzi dei titoli bancari sono aumentati dell’11 per cento”.

Fari della BCE anche sulla performance dell’azionario USA, dunque di Wall Street, dove “l’indice generale del mercato azionario (S&P 500) è salito del 10 per cento, facendo registrare incrementi rispettivamente del 10,4 e dell’11,5 per cento per le SNF e per le banche ”.

Considerando l’azionario nel suo complesso, la Banca centrale europea ha osservato che le “società quotate su entrambe le sponde dell’Atlantico hanno riportato utili elevati, in particolare nel settore tecnologico, rafforzando l’ottimismo in merito al consolidarsi di infrastrutture di IA a livello mondiale”.

A fare meglio è stata tuttavia Wall Street, grazie soprattutto al fattore AI (intelligenza artificiale):

“Tuttavia, le ottimistiche prospettive di crescita a lungo termine sugli utili delle imprese che operano nel campo dell’IA negli Stati Uniti hanno sorretto i migliori risultati delle azioni statunitensi rispetto alle controparti dell’area dell’euro”.

Il trend delle Borse europee e di Wall Street presentato dal Bollettino economico della BCE Il trend delle Borse europee e di Wall Street presentato dal Bollettino economico della BCE Il Bollettino economico della BCE ha fatto notare che, sulle borse europee, il sottoindice relativo alle società non finanziarie (SNF) è salito del 7,5 per cento, mentre i prezzi dei titoli delle banche sono aumentati dell'11 per cento}.

Altri rialzi tassi BCE? Sì, secondo il falco Isabel Schnabel

Sulle condizioni di salute dell’area euro, la BCE ha ricordato le proiezioni macroeconomiche per il blocco che sono state annunciate nell’ultima riunione di politica monetaria dal Consiglio direttivo, che si è conclusa con il primo rialzo dei tassi dal settembre del 2023, ovvero le stime di una crescita media del PIL in termini reali dello 0,8 per cento nel 2026, dell’1,2 nel 2027 e dell’1,5 nel 2028.

Menzionate di nuovo anche le previsioni sul tasso di inflazione dell’Eurozona, con quelle per il 2026 e per il 2027 che sono state riviste al rialzo.

Lo staff della Banca centrale europea prevede infatti un’inflazione headline pari al 3 per cento nel 2026, poi in discesa al 2,3% nel 2027 e al 2% nel 2028.

Altri rialzi dei tassi in arrivo? Sì, secondo il falco tedesco Isabel Schnabel che, in un’intervista a Die Zeit, ha definito la stretta monetaria varata dall’Eurotower lo scorso 11 giugno “appropriata”, prevedendo ulteriori strette monetarie.

Così Schnabel, esponente del Comitato esecutivo della BCE:

“Dovremo aumentare ulteriormente i tassi di interesse per riportare l’inflazione al nostro obiettivo del 2% nel medio termine”.

Detto questo, ha precisato Schnabel, “l’entità e la tempistica di ulteriori manovre dipenderanno dall’evoluzione del conflitto, dell’economia e dell’inflazione”.