Nel sistema bancario italiano c’è un pericolo che viene attualmente spazzato sotto il tappeto: il credito al consumo.
Sono emersi una serie di dati allarmanti e anche Banca d’Italia si è attivata con l’ultima nota di stabilità finanziaria e vigilanza (n. 50 marzo 2026) dal titolo “Buy Now Pay Later: caratteristiche del mercato, rischiosità e sviluppi regolamentari”. Il BNPL, che non sta per “Buy Npl”, è una voce della categoria credito al consumo, la più pericolosa!
Due dati stanno allarmando il mondo bancario italiano del credito al consumo: 1) le cartolarizzazioni 2) i tassi.
Cartolarizzazioni famiglie
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A febbraio 2026 su oltre 294 mld di euro di cartolarizzazioni, 136 mld di euro sono in capo alle famiglie così divise: 48,5 mld di euro relativi al credito al consumo, 48 mld di euro in capo agli acquirenti casa (mutui) e un residuo di 39,7 mld di euro in “altri prestiti”. Dal 2025 le cartolarizzazioni del credito al consumo superano quelle dei mutui, considerando che nel 2010 le prime erano meno del 5% di tutte le cartolarizzazioni (oggi il 16%) e le seconde il 62% (oggi 16%), si può constatare si sono determinati due trend opposti.
Tassi di interesse bancari sui prestiti in euro alle famiglie
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Per quanto concerne i tassi applicati alle tre forme di prestiti, nel passato si è sempre registrata una correlazione, più o meno forte, con il trend dei tassi della banca centrale; oggi notiamo un ampio spread tra il credito al consumo e le altre due forme ma soprattutto dei tassi che stazionano tra il 9% e l’8,5% mentre per il credito al consumo (quindi stabili dal 2023), mentre sono notevolmente scesi per le altre due forme di finanziamento. Questa ritrosia a scendere probabilmente racchiude un premio al rischio più alto negli ultimi anni.
L’aspetto più inquietante riguarda i BNPL, come sottolineato da Banca d’Italia:
“Come in molti altri paesi, gli utilizzatori del BNPL sono più frequentemente giovani. Similmente agli Stati Uniti e ad altri paesi europei per cui si hanno informazioni, questa forma di finanziamento sta progressivamente coinvolgendo fasce di popolazione finanziariamente più fragili, con un reddito medio-basso, scarse risorse patrimoniali e già indebitate, in particolare per scopi di consumo o per consolidare altre forme di debito. Il ricorso al BNPL è infine molto elevato tra coloro che sono in ritardo nei pagamenti dei propri debiti. Dall’indagine svolta dalla Banca d’Italia su un sottoinsieme di operatori, si stima infine per il 2023 una quota di crediti deteriorati in essere per questa forma di finanziamento più alta di quella relativa al credito al consumo nel suo complesso (5 per cento rispetto al 3,5 del totale)…Sulla base delle indagini svolte presso le famiglie, dal 2022 all’inizio del 2025 la quota di nuclei familiari che ha fatto ricorso almeno qualche volta al BNPL è aumentata notevolmente, passando da poco più del 4 per cento a quasi il 30 per cento, anche se circa due terzi lo utilizza solo occasionalmente. Le dilazioni di pagamento sono usate più frequentemente dai nuclei con un capofamiglia giovane (fino a 44 anni), con un discreto livello di istruzione (scuola superiore), residente al centro-sud o con un lavoro autonomo.
Chi usa il BNPL in Italia
Fonte: Banca d'Italia