Dal 2022 il 48% di tutti gli investimenti sportivi ha coinvolto il private equity

Francesco Nasato

21/11/2025

Dal 2022, il 48% di tutti gli investimenti sportivi ha coinvolto fondi di private equity. Ecco perché.

Dal 2022 il 48% di tutti gli investimenti sportivi ha coinvolto il private equity

Un nuovo numero rende ancora più chiaro ed evidente quello che probabilmente in molti hanno già compreso nel corso degli ultimissimi anni.

E cioè che il mondo dello sport è diventato un territorio privilegiato per gli investimenti da parte del private equity, con gli investitori che hanno individuato quello sportivo come uno dei settori con possibilità di ingresso ancora appetibili e possibilità di sviluppo e guadagno ancora in buona parte inesplorati.

Così rispetto ad altri comparti già largamente occupati, lo sport si è rivelato una formidabile calamità per le attività degli investitori, in grado di portare quelle risorse economiche in grado di far cambiare modello economico a un settore che spesso ha invece fatto fatica a staccarsi da alcune logiche che però non sono più attuali o attuabili.

Dal 2022 il 48% di tutti gli investimenti sportivi ha coinvolto il private equity

I numeri in questo caso arrivano da Acertitude, nata 10 anni è già oggi una delle principali società di ricerca a livello mondiale. In un report prodotto che ha indagato e analizzato il mondo sportivo è emerso un dato che rende ancora più evidente la penetrazione del private equity nell’intero mondo sportivo: dal 2022 infatti il 48% di tutti gli investimenti sportivi ha coinvolto il private equity. Significa che quasi la metà delle operazioni che hanno interessato lo sport, a prescindere dalla disciplina di cui si parli, ha visto al suo interno una componente di private equity. L’analisi sottolinea anche quelle che sono alcune delle conseguenze di questa nuova fase per il mondo sportivo: «Il private equity non si limita a fornire capitale: sta apportando competenze a livello di portafoglio, strategie intersettoriali e rigore operativo a un settore a lungo dominato da family office e singoli proprietari. Questo afflusso di capitale istituzionale sta accelerando la professionalizzazione di leghe, squadre e dell’ecosistema sportivo in generale».

Come si diceva un cambiamento completo e assoluto di paradigma, di modello da seguire e provare a inseguire per cercare di rimanere al più alto livello prestazionale possibile. Chiaro poi che gli investitori non guardano solo ai risultati sportivi, ma anche a ritorni e impatti più ampi all’interno delle operazioni, come ricorda ancora Acertitude: «Gli investitori di maggior successo nello sport sanno che non stanno solo acquistando asset, ma stanno investendo nella cultura. Oggi lo sport è un motore di contenuti globali, una classe di attività ad alta crescita e resistente alla recessione, una potente valuta culturale».

Il mercato sportivo globale cresce del 7% ogni anno

Anche grazie all’ingresso di nuovi attori all’interno della sua catena, lo sport è un settore che in questo momento, secondo quanto rilevato da Acertitude, può vantare numeri importanti, sia come valore complessivo che come tasso di crescita anno su anno: «Il mercato sportivo globale è già valutato 718 miliardi di dollari, con una crescita costante del 7% annuo». Attenzione poi a quelle che sono altre possibilità che gli operatori stanno esplorando a partire dal loro ingresso nel settore sportivo: «Le squadre professionistiche continuano a catturare circa il 40% di tutti gli investimenti sportivi, ma si registra un crescente afflusso di capitali verso: diritti mediatici e piattaforme di streaming; programmi globali di sviluppo di base e giovanile. La prossima generazione di coinvolgimento dei tifosi, soprattutto nei mercati emergenti, dipenderà da quanto bene questi investimenti fondamentali attecchiranno».

Inevitabile anche un riferimento allo sport femminile, un altro di quei mondi che continua ad attirare attenzioni e grandi quantità di denaro su di sè: «Gli investimenti nello sport femminile stanno aumentando vertiginosamente, con una crescita annua del 163%. Campionati come la National Women’s Soccer League (NWSL) , la WNBA (Women’s National Basketball Association) e la pallavolo femminile professionistica stanno attirando l’attenzione sia degli investitori istituzionali che dei leader culturali.
Cosa sta guidando questa crescita? Crescente coinvolgimento dei fan, slancio culturale attorno all’equità di genere, potenziale di fatturato inutilizzato. Gli sport femminili non sono più una nicchia, ma stanno diventando un pilastro delle strategie di investimento sportivo più lungimiranti», le conclusioni di Acertitude.