Quanto guadagna Kimi Antonelli, il pilota italiano che ha vinto il suo primo gran premio di Formula Uno?

Ilena D’Errico

15 Marzo 2026 - 18:34

Kimi Antonelli riporta l’oro a casa con il Gran premio di Formula 1 in Cina, ecco quanto guadagna il pilota.

Quanto guadagna Kimi Antonelli, il pilota italiano che ha vinto il suo primo gran premio di Formula Uno?

Con il trionfo al Gp di Shanghai, Kimi Antonelli è il pilota più giovane a ottenere la pole position e il secondo ad aver mai vinto la Formula 1, dopo il primato di Max Verstappen a 18 anni. È Andrea Kimi Antonelli il nome completo del 19enne che ha riportato l’oro all’Italia, che nonostante i parecchi primati non vedeva il primo posto dal 2006. Lo stesso anno di nascita di Antonelli, che sembra davvero destinato al successo. Pare abbia dato prova di talento e passione per i motori fin dalla più tenera età, salendo sui Go Kart a soli 2 anni e pilotando in autonomia un kart “Delfino” (pensato proprio per i più piccoli) a soli 5 anni.

Non si è mai fermato, prendendo la patente di guida quando ormai si stava già costruendo un nome con le auto da corsa, riuscendo peraltro a conciliare con i motori anche lo studio. Si è diplomato in corso, nel 2025, a un istituto di Relazioni e marketing in provincia di Bologna, studiando durante i lunghi viaggi per prendere parte alle gare. Un successo dopo l’altro, finché ieri ha raggiunto l’obiettivo di ogni pilota, gareggiando con il numero 12 in onore di Ayrton Senna (nonostante il nome condiviso con il pilota finlandese Kimi Raikkonen).

“Tanta roba” ha detto Antonelli ai suoi fan sui social festeggiando il buon posizionamento, entusiasmo e spontaneità che lo accompagnano nonostante i traguardi professionali ed economici raggiunti. A tal proposito, vediamo quanto guadagna il pilota italiano.

Quanto guadagna Kimi Antonelli

Al Gp di Formula 1 Kimi Antonelli ha sicuramente coronato un sogno, ma non inizia ora a raccogliere i frutti del suo duro impegno. Già l’anno scorso era tra i 10 piloti di Formula 1 più pagati del mondo nella classifica di Forbes, pur avendo appena esordito con la Mercedes nel campionato. Secondo le stime della rivista, in particolare, nel 2025 Antonelli aveva uno stipendio di circa 12,5 milioni di euro al mese comprensivi di bonus.

Una cifra altissima, soprattutto per un pilota esordiente, che comunque non corrisponde al 100% dei suoi guadagni. I piloti professionisti guadagnano anche grazie agli sponsor personali che li sostengono durante le gare, quindi la stima è da rivedere al rialzo, ma difficile da quantificare. Si tratta sicuramente di importi elevati, che riflettono non soltanto la carriera promettente del giovane Antonelli ma anche il momento florido che sta vivendo la Formula 1. Il premio per la posizione in classifica spettante al suo team supererà i 120 milioni di dollari, ma sarà appunto diviso nella scuderia.

Crescita e ostacoli per la Formula 1

Negli ultimi anni il fatturato del Circus F1 è salito esponenzialmente, toccando la cifra record di quasi 3,9 miliardi di dollari nel 2025, un aumento del 14% che si è riflesso inevitabilmente sugli stipendi di team e piloti, come accade in tutti gli sport. Per il 2026 ci si aspettano quindi ricompense ancora più laute per l’intero settore, tanto più per Antonelli che ha riportato, proprio come desiderava, “l’Italia in vetta” al Gran premio di Cina.

D’altra parte, la crescita sarà in parte limitata dalla situazione geopolitica. Proprio nella giornata del Gp di Shanghai, infatti, la Formula 1 ha annunciato la cancellazione ufficiale dei Gp di Bahrein e Arabia Saudita. La guerra e le tensioni in Medio Oriente non permettono di svolgere le competizioni in sicurezza ed efficienza, una scelta doverosa che rischia di costare molto cara al Circus, che ha preso la decisione in autonomia. Le gare mediorientali, che si sarebbero dovute svolgere ad aprile, avrebbero portato guadagni intorno ai 100 milioni di dollari (sulla base degli anni precedenti) e non saranno compensati nemmeno in parte, visto che non sono state previste sostituzioni.

Difficile che quest’anno la crescita equipari i livelli del precedente con questa situazione, considerando soprattutto che le cancellazioni impattano sul mercato più florido, quello europeo. Criticità ad oggi inevitabili, ma che sicuramente non impediranno la crescita, forse più contenuta, degli stipendi dei piloti e soprattutto di Antonelli, forte del successo in Cina che lo posiziona secondo (con 47 punti) nel ranking dei piloti F1.

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