Governo, è crisi nera: Salvini spinge al voto

Per il vicepremier della Lega il governo gialloverde “non esiste più” e il Paese in questo modo “non va avanti”; chiesto a Giuseppe Conte di andare subito al voto. Ancora Salvini dal comizio di Pescara: “Non sopporto più i no”

Governo, è crisi nera: Salvini spinge al voto

È crisi nera per il governo gialloverde. La situazione, già al culmine della tensione nelle ultime ore, sembra ora a un vero punto di rottura, tanto che il vicepremier Matteo Salvini ha parlato di una maggioranza che “non esiste più”, spingendo per un voto che sia il più imminente possibile.

È stata una giornata più che mai dura quella dell’esecutivo, scandita dall’incontro Conte-Mattarella al Quirinale e complicata dal pressing di Salvini sul premier per andare al voto.

A fine serata poi le parole del Presidente del Consiglio, che ha evidenziato il compito per Salvini di chiarire nel dettaglio i motivi della crisi:

“Spetterà a Salvini, nella sua veste di senatore, spiegare al Paese e giustificare agli elettori che hanno creduto nella prospettiva del cambiamento le ragioni che lo portano ora a interrompere bruscamente”.

La crisi nera del governo: voto a un passo

Il ministro del Lavoro ha etichettato come ormai chiusa e irrecuperabile l’esperienza dell’attuale esecutivo, e sottolineato l’impossibilità momentanea di lavorare o andare avanti in qualunque modo.

Dall’altra parte Luigi Di Maio non ha nascosto critiche dure alla linea adottata dal leader del Carroccio e da tutta la Lega, che secondo lui avrebbe “preso in giro” il Movimento 5 stelle; eppure - ha proseguito - “siamo pronti al voto, ma non prima del taglio dei parlamentari a settembre”.

Un vincolo che fa riferimento alla volontà di dimezzare il numero dei parlamentari italiani, e che apre anche all’attuale impossibilità di sbrogliare subito la matassa, considerando che lo stesso Parlamento non riaprirà i battenti prima del 20 agosto.

Scenario diverso se invece fosse proprio il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a stabilire una riapertura anticipata al fine di trovare una soluzione subito, circostanza che potrebbe verificarsi e che ha forse costituito uno dei temi di discussione nel pomeriggio odierno col premier Conte.

Le ipotesi di voto al momento lasciano individuare la metà di ottobre come data più plausibile; il che potrebbe far ipotizzare a un iter che vedrebbe la formalizzazione della rottura il 20 agosto e il processo decisionale del Colle, che potrebbe anche optare per una soluzione interna, con una nuova coalizione.

Quel che è certo - in un simile panorama di disaccordi - è l’unico punto in comune tra le due parti, ovvero la forte volontà di non lasciare in nessun modo la strada ad un governo tecnico, ipotesi fortemente osteggiata sia da Di Maio che da Salvini.

Le reazioni politiche

A esprimersi sulla questione nelle ultime ore anche Nicola Zingaretti, che ha cavalcato l’onda della crisi parlando di un Pd pronto al voto e pronto a proporre una ricetta diversa agli italiani, fermando “personaggi pericolosi”, lanciando così una chiara frecciata a Matteo Salvini.

Durissimo Alessandro Di Battista, che su Facebook ha attaccato Salvini definendolo “senza scrupoli” e “in cerca di qualsiasi pretesto pur di tornare al voto”:

“Gli interessa incassare elettoralmente, non risolvere i problemi dell’Italia”.

Mentre Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ha aperto ad una governo sovranista con la Lega, ipotesi che potrebbe verificarsi nel breve secondo la politica romana.

Indizi importanti sull’attuale stato della crisi e il possibile futuro del governo sono attesi nel comizio di Matteo Salvini a Pescara, attualmente in corso davanti a migliaia di sostenitori della Lega.

Di seguito quindi il live dell’evento.

Il comizio di Salvini a Pescara live

22,46: Al grido di “Viva l’Italia e viva la Lega” Salvini chiude il comizio, tra applausi e cori.

22,43: Salvini: “Se non posso fare il mio lavoro, la parola torna al popolo italiano”.

22,39: In risposta a cori di protesta, Salvini ringrazia “quei tre elementi da centro sociale”, e invita il pubblico presente ad applaudirli. Poi dichiara: “Ringrazio Dio di non essere nato comunista, o magari di esser nato comunista ma di aver poi cambiato idea”.

22,36: Salvini: “Non sono fatto per tirare a campare. O posso lavorare, o mollo la poltrona e chiedo subito il voto agli italiani”.

22,22: il vicepremier parla del dl sicurezza etichettandola come legge giusta e “ovvia”. Possibile il riferimento alla recente mossa del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che nel firmare il decreto ha espresso due riserve.

22,17: Salvini: “Vorrei tanto andare avanti con i piani della Lega sui migranti e la sicurezza interna... ora sappiamo che si può fare, basta guardare i dati”.

22,14: Salvini: “Non sono una persona pericolosa”. Chiara la replica implicita alle accuse di Nicola Zingaretti, che nel pomeriggio aveva aperto al voto come un’opportunità per il PD di proporre una ricetta diversa agli italiani, e fermare i “personaggi pericolosi” che ci sono ora.

22,11: Salvini: “Non sopporto più i no, eppure sono l’uomo più paziente del mondo. Siamo disposti a mettere in gioco le nostre poltrone, magari lo pensano gli altri alle poltrone, ma devo dire che noi siamo al servizio del popolo italiano”.

ore 22,09: riferimento più diretto all’attuale crisi di governo con la sottolineatura della necessità di “portare avanti i lavori pubblici in Italia”, al momento circostanza difficile.

ore 22: In fase d’avvio Salvini fa un riferimento generico ai ben pensanti che ostacolano il lavoro del governo, citando Saviano, Fazio e accennando alla questione migranti.

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