Covid e allergia, il polline nell’aria aumenta il rischio di contagio?

Laura Pellegrini

11 Marzo 2021 - 09:37

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Le alte concentrazioni di polline nell’aria possono aumentare il rischio di infezione da Covid-19, anche nelle persone che non soffrono di allergia. A dirlo è uno studio dell’Università Tecnica di Monaco.

Covid e allergia, il polline nell'aria aumenta il rischio di contagio?

L’avvicinarsi della primavera e la fioritura delle prime piante sta aumentando i casi di allergia al polline tra la popolazione. Gli scienziati tedeschi dell’Università Tecnica di Monaco - nel loro studio pubblicato su Pnas - hanno scoperto come il polline nell’aria possa aumentare anche il rischio di contrarre l’infezione da Covid-19.

Tra gli altri fattori in grado di influenzare la curva epidemica ci sarebbero anche l’umidità e la temperatura: questi ultimi, infatti, permettono ai pollini di raggiungere tassi di infezione fino al 44%.

Allergia, i pollini riducono l’efficacia del sistema immunitario

Sulla base di una precedente ricerca che evidenziava come i pollini possano interferire con l’efficacia del nostro sistema immunitario - Pollen exposure weakens innate defense against respiratory viruses - un team di scienziati tedeschi ha voluto approfondire la relazione che esiste tra l’allergia ai pollini e il contagio da coronavirus.

È stato scoperto che l’esposizione ai granuli pollinici riduce l’efficacia del sistema immunitario nel combattere altre malattie respiratorie stagionali, come anche l’influenza.

Alla base di questa risposta immunitaria debole gioca un ruolo fondamentale l’interferone, la proteina responsabile della lotta contro i batteri e i virus. Inalando i pollini, però, si potrebbe contrastare la risposta di questa proteina, che non sarebbe in grado di difenderci dal contrarre l’infezione.

Allergia ai pollini, gli effetti sul contagio da Covid-19

Sulla base di queste premesse, il team è andato a sviluppare lo studio in relazione alla pandemia di Covid-19 in atto, analizzando la concentrazione di pollini nell’aria in 31 Paesi del mondo e mettendo i dati a confronto con i seguenti fattori: densità della popolazione, temperatura, umidità, restrizioni adottate contro il Covid e andamento della curva dei contagi.

I risultati della ricerca hanno dimostrato come la curva dei contagi da Covid-19 subisse un forte rialzo qualora pochi giorni prima (circa quattro) si registrasse nell’aria una forte concentrazione di pollini.

In assenza di lockdown - ha dichiarato Lewis Ziska dell’Università Columbia, coautore dello studio -, il tasso di infezione è aumentato in media di circa il 4% per ogni 100 grani di polline in un metro cubo d’aria”. Un lockdown rigoroso - in altre parole - avrebbe dimezzato l’aumento dei contagi.

I consigli degli esperti

Gli scienziati hanno messo in guardia la popolazione rispetto al fatto che non soltanto le persone allergiche sono a rischio, ma tutti indistintamente.

In assenza di misure per combattere l’esposizione ai pollini, quindi, il consiglio è quello di indossare la mascherina anche nei luoghi all’aperto, meglio se con filtro antiparticolato in modo da bloccare i pollini.

Inoltre, sarebbe utile limitare le uscite nel periodo primaverile soprattutto se colpiti dall’allergia: ogni starnuto potrebbe essere un veicolo chiave di diffusione del Covid-19.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories