COVID-19, ripartono i test sul vaccino di AstraZeneca e Oxford

Dopo il tracollo in Borsa d’inizio settimana, AstraZeneca riavvia i test sul vaccino anti-COVID grazie all’ok del Regno Unito

COVID-19, ripartono i test sul vaccino di AstraZeneca e Oxford

Sono ripartiti i test sul vaccino sviluppato da AstraZeneca e Oxford University dopo il via libera dell’autorità sanitaria britannica. I trial del vaccino anti-coronavirus, uno dei più avanzati al mondo, erano stati bloccati dopo che una delle partecipanti del Regno Unito aveva avuto una grave reazione avversa.

La società farmaceutica aveva subìto pesanti perdite in Borsa.

Vaccino COVID-19, riprendono test AstraZeneca

Martedì scorso, dopo che una partecipante aveva mostrato sintomi neurologici compatibili con una rara malattia chiamata mielite trasversa, i test della Fase 3 sul vaccino contro la COVID-19 erano stati arrestati immediatamente.

La notizia aveva gettato sconforto, perché quello di Oxford e AstraZeneca è uno dei preparati più avanzati al mondo.

Nella serata di sabato, 12 settembre, la società ha detto di aver ricevuto l’autorizzazione dall’autorità sanitaria del Regno Unito a riprendere i test. AstraZeneca ha detto che “il processo standard di revisione aveva indotto una pausa volontaria” di tutti i test il 6 settembre. Commissioni indipendenti hanno rivisto i dati e annunciato che era sicuro riprendere i trial.

Con tutta probabilità, il Regno Unito non deve aver trovato alcuna correlazione fra la malattia e il potenziale vaccino.

L’università di Oxford ha detto che, fino a oggi, circa 18.000 persone sono state sottoposte ai test.

“In trial grandi come questo, è normale che qualche partecipante stia male e ogni caso deve essere attentamente valutato per assicurare le disposizioni di sicurezza”, ha detto l’università in un comunicato.

AstraZeneca, OMS: “Seguita la procedura”

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, precedentemente, ha definito quello di AstraZeneca come uno dei candidati vaccini più promettenti. La scienziata capo dell’OMS, Soumya Swaminathan, aveva detto che la notizia non doveva atterrire, perché “queste cose succedono”.

C’è un protocollo da seguire quando succede qualcosa”, aveva spiegato Swaminathan. “Se è un lieve effetto collaterale, si devono fare alcune cose. Se è grave - e questo era grave - i test si devono fermare. È una procedura standard. Ed è una buona pratica, perché la sicurezza è la più alta priorità di ogni test clinico”, aveva aggiunto la scienziata.

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