Covid: 101mila contagi sul lavoro nella seconda ondata

Marco Ciotola

23/03/2021

13/04/2021 - 16:45

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Da ottobre 2020 a febbraio 2021 denunciati circa il doppio dei contagi da coronavirus sul lavoro rispetto alla prima ondata. I numeri

101mila contagi da coronavirus sul lavoro da ottobre del 2020 a febbraio del 2021, vale a dire nei circa 5 mesi che contraddistinguono la cosiddetta seconda ondata.

Numeri elevati soprattutto se messi a confronto con quelli della prima ondata, ovvero il periodo che va da marzo a maggio del 2020, quando le denunce di positività alla Covid-19 contratta sul posto di lavoro erano circa la metà: 50.610.

Ma va sottolineato come possa aver influito non poco sull’entità delle cifre lo scenario di impreparazione e di difficoltà a riconoscere e registrare simili situazioni nel corso del traumatico approdo del virus in Italia, primo Paese dopo la Cina a venire travolto da vere e proprie ondate di contagi.

Da ricordare che il contagio sul lavoro è equiparabile giuridicamente a un infortunio, così come stabilito dal decreto Cura Italia.

Covid: 101mila contagi sul lavoro nella seconda ondata

I numeri sono il risultato di un report relativo agli infortuni sul lavoro realizzato di recente dall’Inail.

Report che registra complessivamente 156.766 denunce di contagio da coronavirus sul posto di lavoro a partire da febbraio del 2020, vale a dire dall’inizio della pandemia in Italia.

Risulta evidente la disparità tra prima e seconda ondata, con il periodo che va da ottobre del 2020 fino a febbraio del 2021 che pesa per oltre il 64% sul totale delle positività contratte sul posto di lavoro.

Dalla quota complessiva, si distinguono 499 denunce di casi mortali, mentre i contagi rivelano una netta prevalenza di donne: 69,6% contro il 30,4% degli uomini.

Il mese che ha fatto riscontrare il numero più elevato di contagi denunciati - rileva sempre l’Istat - è quello di novembre 2020, con 38.421 casi, mentre per il momento febbraio sembra segnare uno dei numeri minori, pari a 8.891, complici anche l’incremento sempre maggiore dello smartworking e le zone rosse che hanno contraddistinto moltissime regioni.

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