Così Conte ha difeso la sua (criticata) Fase 2

Violetta Silvestri

27 Aprile 2020 - 23:48

14 Gennaio 2021 - 11:51

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Giuseppe Conte ha voluto difendere il suo piano per la Fase 2, che sta scatenando molte polemiche tra cittadini e politici. Il Presidente del Consiglio ha parlato di prudenza ancora necessaria, aprendo a modifiche.

Così Conte ha difeso la sua (criticata) Fase 2

È consapevole del malcontento generale che il piano per la Fase 2 sta generando nel Paese: ma Giuseppe Conte è sicuro delle sue scelte e difende la sua politica.

Durante una breve conferenza stampa tenuta a Milano, prima di incontrare Fontana e Sala, il Presidente del Consiglio ha ribadito perché prudenza e gradualità nelle aperture e negli allentamenti delle misure sono ancora fondamentali. Anche dal 4 maggio.

La determinazione nel sostenere la Fase 2, così come è stata presentata da Palazzo Chigi, è apparsa ben radicata nelle parole di Conte. Che, però, ha voluto anche aprire a nuovi tavoli e modifiche su alcune questioni molte criticate: la celebrazione delle messe e la gestione dei bambini.

Conte: “non ci sono le condizioni per la normalità”

Lo ha affermato subito, appena si è avvicinato ai microfoni a Milano: “molti cittadini non sono rimasti contenti delle misure del decreto, lo stiamo vedendo. Questo è anche comprensibile. Tutti, o molti, speravano di tornare presto alla normalità.”

Con queste parole Conte ha voluto mettere in chiaro che è ben consapevole di quello che sta accadendo nel Paese in queste ore: commercianti, artigiani, semplici cittadini e, naturalmente politici - da Salvini a Meloni a Renzi - stanno criticando aspramente il poco allentamento concesso dal Governo.

La ragione di questi “timidi” passi in avanti, però, ha cercato di ribadirla lo stesso Presidente del Consiglio:

Non ci sono le condizioni per tornare alla normalità, ce lo dobbiamo dire in modo chiaro. La Fase 2 è quella della convivenza con il virus, non della sua liberazione. Tutto è iniziato con un paziente zero. Oggi siamo con 105.000 contagiati.”

Un quadro sintetico, quello del primo ministro, con il quale ha richiamato alla prudenza e alla responsabilità, per non “far sfuggire di mano la curva epidemiologica”.

Anche perché, ha ricordato il Presidente del Consiglio, con le riaperture di alcuni settori il 4 maggio, il flusso di lavoratori in spostamento sarà di circa 4,5 milioni, che si aggiungeranno alle persone già in movimento. Nuove occasioni di contagio, quindi, si verranno a creare.

Con questi presupposti, Conte ha voluto rivolgere delle domande proprio ai cittadini: “Secondo voi sarebbe responsabile affrontare dopo tante rinunce e sacrifici la Fase 2 in modo diversamente prudente? Con avventatezza e improvvisazione? Non ce lo possiamo permettere”.

La prudenza è stata assolutamente necessaria, quindi, secondo il Presidente del Consiglio, che la rivendica anche perché: “il Governo non cerca consensi.”

Le aperture di Conte su messe e piano infanzia

Il tema è ancora caldo, soprattutto nei toni polemici: il divieto di celebrare le messe. Sulla questione è tornato a parlare anche Conte a Milano, escludendo qualsiasi atteggiamento “materialista o insensibile” da parte del Governo.

Piuttosto, i luoghi e le pratiche di culto sono state indicate dagli esperti come potenziali focolai epidemiologici e dunque ancora troppo a rischio. Conte, però, ha voluto ribadire l’apertura a trovare una soluzione: il tavolo per definire un protocollo rigido di sicurezza per i fedeli è in studio.

Per l’infanzia, infine, il Presidente del Consiglio ha evidenziato che nuove misure sono in fase di preparazione, grazie anche a incontri e confronti in atto con l’Osservatorio famiglie e altri interlocutori.

Il piano riguarderà famiglie e ragazzi, sulle questioni del sostegno ai genitori e di possibilità di svago per l’estate.

Conte ha così dato ulteriori dettagli sulla Fase 2 che partirà il 4 maggio.

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