Zoo in crisi: costretti a uccidere animali per sfamarne altri

Da uno zoo in Germania arriva l’allarme: costretti a uccidere animali per sfamarne altri. Si valuta questa estrema soluzione per far fronte alla crisi economica e alla mancanza di cibo.

Zoo in crisi: costretti a uccidere animali per sfamarne altri

A causa del lockdown, zoo e bioparchi sono alcune delle realtà che stanno subendo di più la crisi economica. Il mancato afflusso di clienti, quindi di entrate, sta provocando l’esaurimento delle casse per sostenere le spese, come il rifornimento di cibo per gli animali.

Le conseguenze di questa situazione sono drammatiche. Il primo allarme arriva dallo zoo di Neumünster in Germania, in cui si sta valutando l’idea di dare alcuni animali in pasto ad altri per sfamarli a causa della carenza di cibo sufficiente. Lo zoo, per l’evenienza, ha già stilato un elenco di animali che molto probabilmente dovranno essere uccisi per primi.

Zoo in crisi, animali muoiono di fame: la soluzione estrema

Lo zoo di Neumünster, come tanti altri, è ormai fermo da più di un mese. La mancanza di entrate economiche sta portando la direttrice Verena Kaspari a valutare soluzioni drastiche, ovvero sopprimere alcuni animali per nutrirne altri. Tale soluzione non risolverebbe la grave crisi finanziaria, ma eviterebbe almeno che alcuni animali muoiano di fame.

Molti di essi infatti hanno bisogno di enormi quantità di cibo fresco ogni giorno, rifornimento che viene impedito senza l’arrivo di clienti allo zoo. In più il blocco impedisce che gli animali possano essere trasferiti in un’altra struttura o riserva naturale, come accadrebbe in circostanze normali.

I pinguini e le foche mangiano una gran quantità di pesce fresco tutti i giorni. Se arrivassimo al punto di non ritorno, piuttosto che farli morire di fame sarebbe meglio sopprimerli, almeno potremmo dar da mangiare agli altri”, ha dovuto ammettere la direttrice.

Coronavirus, il dramma degli zoo

Dall’inizio del lockdown, purtroppo, drammatici scenari di questo tipo si sono già verificati. In Cina, nel Animal Party Themed Park in Changsha, in provincia di Hunan, centinaia di animali erano stati lasciati morire di fame, con alcuni di essi costretti a nutrirsi dei corpi di altri per la mancanza di cibo.

Senza afflusso di clienti, mantenere bioparchi e zoo risulta quasi impossibile. Oltre al problema del rifornimento di cibo, queste strutture infatti devono affrontare tante altre spese, come ad esempio il riscaldamento per gli animali che vivono in ambienti tropicali.

Secondo Kaspari, a causa del lockdown, lo zoo di Neumünster in primavera ha già contato 175 mila euro di perdite. La struttura tra l’altro non può avvalersi degli aiuti finanziari destinati a piccole e medie imprese garantiti dal governo tedesco. Lo zoo infatti è una fondazione privata che vive di donazioni e dei soldi degli avventori.

Non solo a Neumünster, anche altri zoo e bioparchi tedeschi versano nelle stesse condizioni, per questo è stato lanciato un appello allo Stato affinché agisca con un intervento statale di 100 milioni di euro per la copertura delle spese.

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