Coronavirus, che beffa per le aziende: smart working vietato ai positivi asintomatici

Coronavirus: quarantena e isolamento sono equiparati alla malattia. Per questo motivo anche gli asintomatici non possono lavorare, neppure in smart working.

Coronavirus, che beffa per le aziende: smart working vietato ai positivi asintomatici

COVID-19: in Italia risalgono i contagi anche se in molti casi si tratta di persone asintomatiche che quindi non presentano i sintomi della malattia. Nonostante ciò, questi dovranno comunque restare in quarantena o in isolamento domiciliare fino a quando non risulteranno negativi ai nuovi test.

Solitamente ci vogliono dai 15 ai 20 giorni per guarire dal coronavirus, tuttavia ci sono casi in cui ciò potrebbe richiedere più tempo. E va detto che - almeno stando a quanto stabilito dalla legge - per tutto il tempo in cui la persona risulta essere positiva al coronavirus questa non potrà lavorare.

Questo sembra essere ovvio dal momento che non può recarsi in sede visto che è costretta alla quarantena; ma cosa succede quando le mansioni svolte in azienda si prestano bene alla modalità in smart working? D’altronde se un lavoratore non presenta sintomi da COVID-19, e quindi è nella condizione per poter svolgere le proprie mansioni, potrebbe benissimo lavorare in smart working evitando quindi che sia l’INPS a farsi carico dell’indennità di malattia.

Tuttavia, va detto che questa possibilità non è prevista dalla legge: come spiegato dal Corriere della Sera, infatti, ci sono diversi impedimenti riguardo alla possibilità per gli asintomatici di lavorare in smart working.

Niente smart-working per gli asintomatici: per quale motivo?

Al momento ci sono alcune migliaia di persone in Italia che pur avendo contratto il coronavirus sono asintomatiche, ossia non presentano alcun sintomo da COVID-19.

Persone messe in quarantena perché potrebbero essere contagiose (gli esperti a riguardo sono divisi, in quanto c’è chi ritiene che un asintomatico difficilmente possa contagiare un’altra persona), ma che comunque sono nella condizione di poter lavorare qualora le mansioni svolte a lavoro siano compatibili con lo smart working.

Come spiegato dal Corriere della Sera, sono i Decreti Cura Italia e Rilancio ad impedire alle persone asintomatiche di lavorare in smart working. Un danno sia per l’azienda che deve fare a meno - per almeno due settimane - ad uno dei propri dipendenti, che per le casse dell’INPS che deve farsi carico di un’indennità di malattia per una persona che in realtà non presenta alcun sintomo.

Nel dettaglio, nei due provvedimenti adottati dal Governo Conte durante l’emergenza - così come nel messaggio INPS 2584/2020 con il quale sono arrivati alcuni chiarimenti a riguardo - si legge che la quarantena è equiparata alla malattia e di conseguenza impedisce lo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa.

Anche diversi studi legali, interpellati dal Corriere della Sera, hanno confermato questa impossibilità. Cesare Pozzoli, partner dello studio legale milanese Chiello-Pozzoli, ha dichiarato che diverse aziende con dipendenti asintomatici disponibili a lavorare da casa hanno chiesto una consulenza legale a riguardo; tuttavia, dopo un approfondimento della normativa, la risposta è che “non si può assolutamente fare”.

Niente smart working anche per chi è in attesa del test

E questo vale anche per le persone di ritorno da vacanze in zone a rischio, le quali devono stare in isolamento fino a quando non avranno il risultato del tampone.

Anche l’isolamento, così come la quarantena per i positivi, è equiparato alla malattia (è il Decreto Agosto a farlo), impedendo di conseguenza lo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa in quelle giornate.

Presto comunque potrebbe esserci una soluzione a riguardo: nei prossimi giorni, infatti, il Governo si incontrerà con i sindacati per discutere su come organizzare lo smart working nei prossimi mesi. E chissà se in quell’occasione non si discuterà anche della possibilità che, perlomeno per chi è nelle condizioni di salute per farlo, si possa comunque lavorare in smart working quando si è in quarantena o in isolamento.

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