Barbara Palombelli, più contagi al Nord perché cittadini più ligi? Come stanno davvero le cose

La conduttrice di Stasera Italia scatena una bufera social con una teoria sulla maggiore diffusione del coronavirus al Nord. Ma c’è un fondo di verità?

Barbara Palombelli, più contagi al Nord perché cittadini più ligi? Come stanno davvero le cose

Barbara Palombelli, conduttrice del programma Mediaset Stasera Italia, ha scatenato una bufera social per essersi chiesta, nel corso della trasmissione, se il numero di contagi di coronavirus sia più elevato al Nord perché lì c’è gente più ligia al lavoro. La giornalista è stata oggetto di centinaia di attacchi e accuse di razzismo nei confronti dei cittadini del Centro e Sud Italia.

Coronavirus, polemica contro frase razzista di Palombelli

La ragione per cui i contagi in Italia siano concentrati prevalentemente nelle Regioni di Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte non è ancora certa. Una delle ragioni potrebbe essere, banalmente, che il coronavirus sia arrivato prima lì (secondo un recente studio dalla Cina e da un altro Paese europeo, forse la Germania).

Tant’è vero che, nelle ultime settimane, il numero di contagi ha raggiunto numeri preoccupanti un po’ ovunque. Per l’ultimo bollettino della Protezione Civile, sono soltanto 6 le Regioni italiane che contano meno di 400 casi.

Apparentemente ignara di questi dati, nel corso della puntata di ieri, venerdì 20 marzo, Barbara Palombelli ha chiesto all’ospite Toni Capuozzo da cosa dipendesse il modo in cui il virus si è diffuso nel territorio italiano.

È venuto fuori che il 90% dei morti è nelle Regioni del Nord. Che cosa ci può essere stato di più? Qualcosa di diverso… Comportamenti, persone più ligie che quindi vanno tutti a lavorare?” ha ipotizzato Palombelli su Rete4. “Come mai c’è questa esplosione al Nord secondo te?”, ha incalzato la conduttrice.

Le parole sono state immediatamente riprese sui social, e la giornalista travolta da un’ondata di tweet da parte di utenti infuriati.

Coronavirus, perché più casi al Nord

Che possa esserci una correlazione fra lavoro e diffusione del virus non un’ipotesi completamente campata in aria. Il problema è, naturalmente, l’utilizzo di aggettivi che esaltano la presunta etica professionale di un gruppo di cittadini a scapito di altri.

Sui social, come segnala anche Next Quotidiano, nei giorni scorsi hanno cominciato a circolare delle mappe che mettono a paragone due mappe dell’Italia: una con la diffusione del coronavirus, l’altra con la concentrazione di aziende manifatturiere. Guardando l’immagine, il legame appare evidente.

Nelle ultime settimane, gli imprenditori del manifatturiero - di prodotti più o meno essenziali - si sono opposti a una chiusura tout court delle fabbriche, che hanno un’alta concentrazione proprio al Nord. Biologi stanno inoltre ricercando la possibilità che l’inquinamento, maggiore al Settentrione, aumenti l’esposizione alle malattie e dunque al contagio.

Forse sarebbe stato più utile chiudere per un paio di settimane le fabbriche, invece di impedire alle persone di andare a correre in solitudine?

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2 commenti

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Acciardo • 1 settimana fa

Ci metterei l’alto tasso d’inquinamento della Lombardia. Tutto il mondo sa che quella é l’area piú putrida d’Europa!

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Cristina Ciccarelli • 1 settimana fa

Sono d’accordo con la lettura dei biologi, secondo me incide anche l’uso diffuso di cattive abitudini, nel privato e nei contesti professionali, la promiscuità fomenta di tutto esattamente come le omissioni nel fornire informazioni.

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