Coronavirus e Italia: le conseguenze economiche dell’epidemia

Coronavirus: le conseguenze economiche per l’Italia? Le stime sono peggiorate

Italia: le conseguenze del coronavirus, soprattutto quelle economiche, sono state ripetutamente passate al setaccio da esperti, politici e analisti.

Nelle ultime settimane, durante le quali l’epidemia si è estesa in diverse regioni e il numero dei contagiati entro i confini nazionali è incrementato, gli allarmi si sono moltiplicati.

Non ha aiutato certamente la reazione dei mercati, che si sono lasciati alle spalle la loro peggior settimana dalla crisi finanziaria del 2008. In molti hanno iniziato a teorizzare l’arrivo di un’imminente recessione, e le conseguenze del coronavirus sull’Italia sono sembrate sempre più imponenti.

Coronavirus, conseguenze Italia: sale il rischio recessione

Nel valutare le conseguenze economiche del coronavirus sull’Italia molti analisti sono addirittura arrivati a teorizzare l’arrivo di un’imminente recessione. Ultimi, ma non per importanza, gli esperti di Prometeia, secondo cui il PIL tricolore scenderà dello 0,3% sia nel primo trimestre (dando vita a una recessione tecnica), sia nell’intero 2020.

E tutto ciò accadrà anche se la situazione si normalizzerà entro metà marzo e se verranno introdotte efficaci politiche di sostegno alle imprese più colpite.

L’allarme e i dati di Confturismo Veneto: situazione drammatica

A chiarire la situazione attualmente vissuta dalle regioni settentrionali è stato il presidente di Confturismo e Federalberghi Veneto Marco Michielli, che a Money.it ha fornito ulteriori indicazioni e dati riguardanti l’impatto dell’epidemia (Qui l’intervista completa).

In alcuni casi, ha dichiarato, le cancellazioni di prenotazioni effettuate hanno toccato picchi del 90%, mentre in altri le perdite mensili (per struttura) sono state quantificate in circa 100.000 euro. Ma non è tutto. A sua detta infatti, anche le nuove assunzioni e i posti di lavoro potrebbero essere travolti dalle conseguenze del coronavirus sull’Italia.

Giù le stime sul PIL

Sul possibile impatto dell’epidemia è intervenuto qualche tempo fa fa il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, che nel corso di un’intervista rilasciata a Bloomberg a margine del G20 ha tentato di chiarire il quadro.

Secondo le sue previsioni, le conseguenze del coronavirus sull’Italia potrebbero risultare evidenti soprattutto sul fronte PIL. Nello specifico, esplosione dell’emergenza potrebbe pesare per 0,2 punti percentuali sul Prodotto Interno Lordo nostrano.

La previsione iniziale (PIL a +0,6% nel 2020) potrebbe dunque essere rivista a causa dell’epidemia, come già anticipato qualche giorno fa dal Ministro dell’Economia Gualtieri.

Quest’ultimo, ancora in occasione del G20, ha ricordato come sia attualmente prematuro valutare in maniera puntuale l’intensità e l’impatto del coronavirus sull’economia mondiale e ha chiesto a gran voce:

“misure economiche a livello internazionale, coordinate e adeguate ad affrontare in modo tempestivo ed efficace le conseguenze economiche del virus nel caso la crisi si aggravi”.

Più di recente, sull’argomento è intervenuto anche Ref Ricerche, secondo cui le conseguenze economiche dell’epidemia si aggireranno tra i 9 e i 27 miliardi di euro. Per dirla in altre parole, il coronavirus potrebbe arrivare a costare tra l’1% e il 3% di PIL nei primi due trimestri dell’anno.

Le previsioni di Confcommercio

La recente diffusione dell’epidemia sul territorio nazionale ha suscitato le perplessità di numerosi analisti. Ad esprimersi sulle conseguenze del coronavirus sull’Italia sono stati gli esperti dell’Ufficio Studi Confali (coordinamento della filiera agroalimentare di Confcommercio-Imprese per l’Italia), che hanno dichiarato apprensione nei confronti dell’attuale situazione.

A loro detta, infatti, la progressiva diffusione della malattia potrebbe costarci circa 5 miliardi di PIL.

“Osserviamo con grande apprensione quanto sta accadendo in queste settimane nel Paese. Siamo preoccupati soprattutto per le eventuali conseguenze che questa emergenza potrebbe comportare per la nostra economia e restiamo a disposizione dei tavoli istituzionali per dare il nostro attivo apporto di informazioni sullo svolgimento delle attività”,

ha dichiarato la coordinatrice di Confali Donatella Prampolini.

Colpite le aree più produttive

L’epidemia italiana si è diffusa in particolar modo nelle regioni settentrionali della Penisola, come osservabile sulla mappa aggiornata per contagi e decessi. Nello specifico, ad oggi le zone più colpite sono risultate:

  • Lombardia
  • Veneto
  • Emilia Romagna
  • Piemonte
  • Trentino Alto Adige

I comuni interessati dal focolaio sono stati messi in quarantena obbligatoria, mentre scuole e università sono state chiuse, così come sono state annullate le manifestazioni pubbliche, tra cui il carnevale di Venezia.

Numerose aziende hanno lasciato a casa i propri dipendenti come forma di tutela contro l’epidemia, mentre alcune di esse hanno iniziato a valutare la cassa integrazione. Tutto ciò ha ovviamente spinto a domandarsi di nuovo quali potrebbero essere le conseguenze del coronavirus sull’Italia, soprattutto dal punto di vista economico.

D’altronde, ha fatto notare Milano Finanza, il Veneto e la Lombardia determinano il 30% della ricchezza nazionale. Ma non solo.

Stando ai dati Istat del 2017 (gli ultimi disponibili per divisione regionale), l’Emilia Romagna, il Veneto e la Lombardia hanno contribuito al 40,1% del PIL tricolore, circa 703 miliardi di euro. Esse, allo stesso modo, totalizzano oggi circa il 50% dell’export nazionale.

A rischio posti di lavoro

Un altro allarme riguardante le conseguenze del coronavirus sull’Italia è arrivato da Confesercenti, secondo cui la perdita economica in termini di consumi sarà di 3,9 miliardi, ma non è tutto.

L’epidemia potrebbe persino determinare la perdita di circa 60.000 posti di lavoro e alla chiusura di 15.000 piccole imprese appartenenti a diversi settori.

Il tracollo di Piazza Affari

Le conseguenze economiche del coronavirus sull’Italia sono risultate evidenti anche sull’azionario. Lunedì scorso gli investitori hanno dato il via a un vero e proprio sell-off sul FTSE MIB.

L’indice principale di Piazza Affari è crollato di oltre il 5% a causa dei timori legati all’epidemia, mentre lo spread BTP-Bund è decollato. Nella giornata di martedì le cose non sono andate tanto meglio ma Milano è riuscita a limitare i rossi.

Mercoledì, invece, la Borsa Italiana è riuscita a risalire sopra la parità dopo un avvio preoccupante, ma nella penultima seduta della settimana le cose sono nuovamente peggiorate.

Milano è tornata a perdere ampio terreno assieme al resto delle sue colleghe europee che in alcuni casi hanno lasciato sul campo più del 2%. Dagli oltre 25.000 punti del 19 febbraio, il FTSE MIB è crollato intorno ai 23.000 e si è riportato sui livelli di inizio dicembre.

I rialzi del 2020 sono stati interamente cancellati e i mercati mondiali hanno portato a causa la loro peggior settimana dalla crisi finanziaria del 2008.

Le dichiarazioni di Gentiloni

Anche Paolo Gentiloni, commissario europeo dell’economia, ha parlato dell’impatto economico del coronavirus. Per dirla con le sue stesse parole:

“L’economia italiana, che ha avuto un brutto quarto trimestre del 2019, avrà i suoi andamenti molto condizionati dall’evoluzione della vicenda del coronavirus”.

Al momento però appare ancora troppo presto per effettuare una stima puntuale e seria.

Le conseguenze del coronavirus sull’Italia, comunque, continueranno ad essere monitorate con attenzione finché l’emergenza non sarà ufficialmente alle spalle.

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