Coronavirus, la riabilitazione della Cina passa attraverso le fake news

Il coronavirus portato a Wuhan dagli Stati Uniti e gli italiani che cantano «Grazie Cina!» sulle note dell’inno cinese: le fake news diffuse da Pechino

Coronavirus, la riabilitazione della Cina passa attraverso le fake news

Ora che il coronavirus minaccia gli Stati Uniti, la Cina passa al contrattacco sul piano del dibattito geopolitico. È sbagliato, asseriscono diversi diplomatici di Pechino, parlare di coronavirus cinese, perché in realtà il virus si sarebbe generato in diverse parti del mondo. E, anzi, la Cina non c’entrerebbe nulla: nel Paese asiatico lo avrebbero portato gli Stati Uniti. Strategia o c’è un fondo di verità?

La bufala sul coronavirus arrivato dagli Stati Uniti

La teoria complottistica è arrivata agli onori della cronaca grazie a due alti funzionari dell’esecutivo di Pechino, la portavoce del Ministero degli Esteri Chunying Hua e il suo vice Zhao Lijian, i quali hanno dimostrato una discreta maestria nell’utilizzo di Twitter nonostante il social sia bandito nel Paese.

Il direttore del CDC Robert Redfield ha ammesso che alcuni Americani che apparentemente erano morti di influenza erano risultati poi positivi al test del nuovo coronavirus nella diagnosi postuma”, hanno twittato Chunying e Zhao accusando gli Stati Uniti di non aver detto tutta la verità.

In un tweet immediatamente successivo, Zhao è ancora più aggressivo: “Potrebbe essere stato l’esercito statunitense a portare l’epidemia a Wuhan. Siate trasparenti! Pubblicate i vostri dati! Gli Stati Uniti ci devono una spiegazione!”.

Coronavirus, la fake news sugli italiani che cantano «Grazie, Cina!»

Lo scoppio dell’epidemia di coronavirus ha raffreddato i rapporti fra Washington e Pechino, proprio quando i due Paesi stavano mettendo fine a una lunga guerra commerciale.

La nuova strategia di Pechino, affidata in primo luogo ai tweet e ai media locali, sembra più che altro un modo di coprire le inadeguatezze di Xi Jinping nella gestione delle prime fasi dell’epidemia. L’obiettivo sarebbe quello di risollevare la reputazione di Pechino in patria come sul piano internazionale.

Chunying e Zhao hanno poi diffuso delle fake news sugli italiani che avrebbero intonato cori di “Grazie Cina” per l’arrivo di medici e materiale sanitario dal Paese.

Postando alcuni video, i diplomatici scrivono: “A Roma, con l’inno cinese in sottofondo, alcuni italiani hanno intonato ‘Grazie, Cina!’ dai loro balconi, e i loro vicini li hanno applauditi”. Il video, che potete visionare qui sotto, mostra semplicemente alcuni italiani applaudire, e l’inno è stato probabilmente aggiunto in seguito.

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