Coronavirus: crollo economico per i Paesi poveri? L’allarme del FMI

Il coronavirus potrebbe scatenare un vero e proprio crollo economico dei Paesi più poveri. Il Fondo Monetario Internazionale lancia l’allarme sulle già fragili situazioni degli Stati con debiti enormi. Il virus potrebbe essere davvero letale.

Coronavirus: crollo economico per i Paesi poveri? L'allarme del FMI

Il Fondo Monetario Internazionale lancia un nuovo allarme sull’impatto economico del coronavirus. A rischio ci sono più di 80 Paesi poveri e di medio reddito, che già hanno invocato l’aiuto finanziario del FMI per fronteggiare le ricadute dell’epidemia sulle fragili economie.

La grande preoccupazione lanciata da Kristalina Georgieva, capo dell’organizzazione internazionale, riguarda il livello di debito che grava su alcuni Stati. Il rischio serio è che il Covid-19 vada a impattare in modo inarrestabile sulla situazione debitoria di molte nazioni nel mondo.

Con la probabilità, quindi, che si scateni una nuova crisi del debito per i Paesi a basso reddito. In uno scenario di sicura recessione, la prospettiva del crollo di decine di Stati affossati da oneri insostenibili verso i creditori non fa che confermare la portata dell’emergenza economica del coronavirus.

Coronavirus: l’allarme FMI per le economie dei Paesi poveri

Il Fondo Monetario internazionale è particolarmente preoccupato per il rischio di una nuova crisi del debito tra i Paesi più poveri del mondo. Molti di loro, infatti, già prima dell’esplosione del coronavirus non si trovavano in una posizione finanziaria sicura, soprattutto a causa di livelli elevati di debito nazionale.

Per questo Kristalina Georgieva, a capo del FMI, ha parlato chiaro: “Dobbiamo occuparci dei Paesi in difficoltà debitoria prima che la loro situazione si trasformi in un grosso problema per loro e per l’economia mondiale.”

La Banca Mondiale starebbe lavorando proprio con il Fondo Internazionale su questo aspetto e avrebbe finanziato sovvenzioni e sostegno a prestiti agevolati per gli Stati meno abbienti.

Contestualmente, però, ci sarebbe bisogno di un calo dei livelli debitori. I pagamenti del debito ai creditori dei Paesi ricchi sono stati stimati in 14 miliardi di dollari solo per quest’anno.

La Georgieva ha affermato che 50 nazioni a basso reddito e 31 Paesi a medio reddito - che rappresentano oltre il 40% dei 189 membri del fondo - hanno avanzato richieste di assistenza finanziaria per situazioni molto gravi.

Una stima prudente del FMI considera le esigenze di finanziamento degli Stati in difficoltà nei mercati emergenti pari a 2,5 miliardi di dollari. Per questi Paesi, trovare la disponibilità di queste somme è impossibile.

Da quando i mercati finanziari hanno iniziato a spaventarsi per l’impatto del Covid-19, circa 83 miliardi di dollari di capitale hanno lasciato i mercati emergenti, con gli investitori in cerca di rifugi sicuri.

Sono tanti i Paesi colpiti contemporaneamente da caduta della domanda interna, calo delle esportazioni, dalla fuga di capitali e da un crollo dei prezzi delle materie prime. Per questo, le richieste di assistenza urgenti sono molte e il FMI sta cercando di correre ai ripari.

La ricaduta del coronavirus sul debito di Paesi più fragili, però, potrebbe essere davvero impattante.

Coronavirus: cosa prevede il FMI per l’economia globale

Scenari cupi sono previsti, in generale, per tutta l’economia globale. Le valutazioni del FMI parlano di recessione profonda ormai certa per tutto il 2020.

Nel 2021 potrebbe già esserci una ripresa, ma tutto dipenderà dall’efficacia delle misure contenitive contro il coronavirus.

Il Fondo Monetario Internazionale ritiene prioritario impedire che i problemi di liquidità si trasformino in questioni di solvibilità. Per questo, ha offerto 50 miliardi di dollari.

L’organizzazione, comunque, insiste sull’urgenza di intervenire a livello sanitario per evitare una diffusione incontrollata del coronavirus. Questo, infatti, è considerato il primo passo per arginare anche le conseguenze economiche.

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