Il tema comune tra gli analisti è un deficit strutturale del rame nel 2026. Ma ci sono opportunità per prendere posizione e guadagnare. Ecco come.
Nel 2026 i prezzi del rame, dopo la correzione estiva 2025, sono risaliti con forza, toccando nuovi massimi storici (oltre 13.000-13.500 USD/tonnellata, equivalenti a circa 5,90-6,14 dollari per libbra tra gennaio e maggio 2026, con quotazioni intorno ai 6,0-6,1 dollari/lb a inizio luglio 2026). Il rialzo è stato sostenuto da preoccupazioni sull’offerta (disruptions minerarie, flussi distorti verso gli USA per timori tariffari), accumuli di scorte statunitensi e dai fondamentali strutturali di lungo periodo.
Nel breve termine, le incertezze sulla forza della domanda (rallentamento crescita economica globale, tensioni commerciali e dazi USA), l’accresciuta instabilità geopolitica e i flussi distorti dalle politiche tariffarie stanno agendo da fattori di volatilità per il rame.
Nel lungo termine, tuttavia, il metallo rosso potrebbe dirigersi verso una significativa disparità tra offerta (limitata) e domanda industriale (in aumento), proprio perché la produzione potrebbe diminuire in futuro a causa dell’esaurimento delle vene minerarie a livello globale, mentre la domanda – guidata dai suoi numerosi utilizzi in ogni settore, dalle infrastrutture per i trasporti, alle infrastrutture per l’energia verde all’intelligenza artificiale – continuerà sicuramente a crescere. Il prezzo del rame nel lungo termine è quindi destinato inesorabilmente a salire. [...]
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