Contributi a fondo perduto, decreto Ristori: chi deve fare domanda e chi l’avrà in automatico

Contributi a fondo perduto, doppio binario nel decreto Ristori. Non tutti riceveranno il pagamento in automatico sul conto corrente. Dovranno fare domanda le partite IVA escluse dalla prima tranche del decreto Rilancio o che non vi hanno aderito. Ecco le regole previste e l’importo spettante caso per caso.

Contributi a fondo perduto, decreto Ristori: chi deve fare domanda e chi l'avrà in automatico

Contributi a fondo perduto in automatico o su domanda: il decreto Ristori fissa un doppio binario per l’accesso all’indennizzo per le partite IVA colpite dalle nuove chiusure.

La gestione resta in capo all’Agenzia delle Entrate, alla quale viene affidato il duplice compito di far partire i pagamenti automatici entro il 15 novembre 2020 e definire tempi e regole per la presentazione delle nuove domande.

Per i titolari di ricavi superiori a 5 milioni di euro, esclusi dalla prima tranche di contributi previsti dall’articolo 25 del decreto Rilancio, così come per chi non aveva presentato domanda pur avendone diritto, il decreto Ristori prevede una disciplina ad hoc.

Secondo i dati contenuti nell’ultima bozza del decreto Ristori, sono 140.823 le partite IVA che dovranno presentare domanda, quasi 320.000 quelle che invece lo riceveranno in automatico, sul conto corrente già comunicato all’Agenzia delle Entrate.

L’importo riconosciuto sarà calcolato prendendo come riferimento il calo di fatturato di aprile 2020 rispetto ad aprile 2019, partendo dai parametri fissati dal decreto Rilancio ed applicando poi i coefficienti e le nuove percentuali, dal 100% al 400%. Per le partite IVA con ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro, il valore del contributo a fondo perduto sarà calcolato applicando la percentuale iniziale del 10%, la soglia minima fissata dal decreto n. 34/2020.

Contributi a fondo perduto, decreto Ristori: chi deve fare domanda e chi l’avrà in automatico

I contributi a fondo perduto del decreto Ristori sono indirizzati alle partite IVA colpite dalle restrizioni imposte dal DPCM del 25 ottobre, che prevede chiusure totali o anticipate fino al 24 novembre 2020.

Il perimetro dei destinatari della misura di ristoro è individuata in base al codice Ateco dell’attività esercitata, ed il decreto economico approvato dal Governo il 27 ottobre 2020 fissa specifici coefficienti per il calcolo della somma spettante.

La base di partenza resta però ancorata a quanto previsto dal decreto Rilancio, soprattutto per quel che riguarda il calcolo della somma spettante.

Riprendendo quanto previsto dall’ultima versione del testo del DL Ristori (in attesa del testo definitivo in Gazzetta Ufficiale), viene stabilito che l’importo del contributo a fondo perduto sarà determinato:

  • per le partite IVA già beneficiarie, che riceveranno l’importo in automatico sul conto corrente, sulla base dell’importo riconosciuto ai sensi dell’articolo 25 del decreto Rilancio;
  • per le partite IVA che presenteranno domanda e che non hanno beneficiato del bonus previsto dal DL Rilancio, sulla base dei dati presenti nella domanda trasmessa all’Agenzia delle Entrate e dei criteri stabiliti dall’articolo 25 del dl 34 (commi 4, 5 e 6);
  • per le partite IVA con ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro, l’importo sarà calcolato applicando la percentuale minima prevista dal DL Rilancio, ovvero il 10% del calo di fatturato registrato.

Sono questi ultimi due i casi in cui bisognerà presentare istanza ex novo. Sia le partite IVA che non avevano presentato domanda entro lo scorso 13 agosto, pur avendone diritto, che i titolari di ricavi o compensi oltre i 5 milioni di euro, dovranno attenere il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate per la definizione di tempi e modalità di inoltro della richiesta d’accesso alla misura.

In tutti i casi, l’importo del contributo a fondo perduto sarà differenziato in base al settore economico, con un ristoro dal 100% al 400% del contributo calcolato secondo i criteri fissati dal decreto Rilancio.

L’importo massimo non potrà in ogni caso superare i 150.000 euro.

Contributi a fondo perduto decreto Ristori, doppio calcolo per chi presenta domanda

Sarà quindi una procedura doppia quella che consentirà di determinare l’importo del contributo a fondo perduto spettante.

La base di partenza è rappresentata dai tre scaglioni fissati dal decreto Rilancio e dalle tre percentuali da calcolare sulla differenza tra ricavi o corrispettivi di aprile 2020 ed aprile 2019:

  • alle partite IVA con ricavi o compensi fino a 400.000 euro, il fondo perduto spettante è del 20%;
  • nel caso di ricavi o compensi superiori a 400.000 euro e fino a 1.000.000 euro, il contributo è del 15%;
  • per ricavi e compensi superiori a 1.000.0000 euro, la somma base è del 10%.

All’importo base bisognerà poi applicare il coefficiente specifico previsto per l’attività esercitata, individuata mediante codice ATECO, sulla base della tabella allegata al decreto Ristori:

CODICE ATECO TIPOLOGIA %
493210 Trasporto con taxi 100
493220 Trasporto mediante noleggio di autovetture da rimesse con conducente 100
561011 Ristorazione con somministrazione 200
561012 Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole 200
561030 Gelaterie e pasticcerie 150
561041 Gelaterie e pasticcerie ambulanti 150
561042 Ristorazione ambulante 200
562100 Catering per eventi, banqueting 200
563000 Bar e altri esercizi simili senza cucina 150
591400 Attività di proiezione cinematografica 200
823000 Organizzazione di convegni e fiere 200
900400 Gestione di teatri, sale da concerto e altre strutture artistiche 200
931110 Gestione di stadi 200
931120 Gestione di piscine 200
931130 Gestione di impianti sportivi polivalenti 200
931190 Gestione di altri impianti sportivi nca 200
931200 Attività di club sportivi 200
931300 Gestione di palestre 200
931910 Enti e organizzazioni sportive, promozione di eventi sportivi 200
931999 Altre attività sportive nca 200
932100 Parchi di divertimento e parchi tematici 200
932910 Discoteche, sale da ballo night-club e simili 400
932930 Sale giochi e biliardi 200
932990 Altre attività di intrattenimento e di divertimento nca 200
960410 Servizi di centri per il benessere fisico (esclusi gli stabilimenti termali) 200
960420 Stabilimenti termali 200
960905 Organizzazione di feste e cerimonie 200
551000 Alberghi 150
552010 Villaggi turistici 150
552020 Ostelli della gioventù 150
552030 Rifugi di montagna 150
552040 Colonie marine e montane 150
552051 Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence 150
552052 Attività di alloggio connesse alle aziende agricole 150
553000 Aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte 150
559020 Alloggi per studenti e lavoratori con servizi accessori di tipo alberghiero 150
493901 Gestioni di funicolari, ski-lift e seggiovie se non facenti parte dei sistemi di transito urbano o sub-urbano 200
773994 Noleggio di strutture ed attrezzature per manifestazioni e spettacoli: impianti luce ed audio senza operatore, palchi, stand ed addobbi luminosi 200
799011 Servizi di biglietteria per eventi teatrali, sportivi ed altri eventi ricreativi e d’intrattenimento 200
799019 Altri servizi di prenotazione e altre attività di assistenza turistica non svolte dalle agenzie di viaggio nca 200
900101 Attività nel campo della recitazione 200
900109 Altre rappresentazioni artistiche 200
900201 Noleggio con operatore di strutture ed attrezzature per manifestazioni e spettacoli 200
900209 Altre attività di supporto alle rappresentazioni artistiche 200
920009 Altre attività connesse con le lotterie e le scommesse (comprende le sale bingo) 200
949920 Attività di organizzazioni che perseguono fini culturali, ricreativi e la coltivazione di hobby 200
949990 Attività di altre organizzazioni associative nca 200

Restano fuori dalla possibilità di accedere al nuovo fondo perduto le partite IVA la cui attività sia stata avviata dal 25 ottobre 2020 o cessata alla stessa data.

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