Contratto di apprendistato 2026, come funziona? Guida a stipendio e durata

Simone Micocci

30 Luglio 2026 - 19:14

Guida al contratto di apprendistato: ecco tutto quello che serve sapere su stipendio, durata, tipologie e limite di età per una delle forme di inquadramento più utilizzate per i giovani lavoratori.

Contratto di apprendistato 2026, come funziona? Guida a stipendio e durata

Quante volte è capitato di leggere un annuncio di lavoro con un limite di età di 29 anni? In quel caso, molto probabilmente, è prevista un’assunzione con contratto di apprendistato, da non confondere con lo stage.

Mentre il tirocinio inquadra un’esperienza formativa e non lavorativa, l’apprendistato è invece un vero e proprio contratto di lavoro, sebbene durante questo periodo il dipendente sia comunque seguito in un percorso di formazione attraverso l’affiancamento di un formatore.

Di solito possiamo definirlo come il secondo step di un percorso che può portare all’inserimento dei più giovani con un contratto a tempo indeterminato. Fermo restando che non ci sono passaggi obbligati, molti datori di lavoro partono proprio da un periodo di stage per poi passare all’apprendistato, al termine del quale, se tutto procede regolarmente, c’è l’inserimento stabile in azienda.

Un percorso motivato anche dai vantaggi di tipo economico: pur essendo considerato un rapporto di lavoro a tutti gli effetti, in caso di apprendistato il datore di lavoro paga meno contributi e anche lo stipendio è più basso rispetto a quello degli altri dipendenti, visto che è previsto un meccanismo basato su percentuali che aumentano con l’avanzare degli anni di lavoro.

Trattandosi di un percorso sempre più utilizzato - per quanto ricordiamo che è riservato al settore privato e, al massimo, alle aziende con partecipazione statale - e che interessa soprattutto i più giovani, spesso privi di conoscenze in materia di diritto del lavoro, è bene approfondire le norme che regolano il contratto di apprendistato a seconda delle diverse tipologie. Risponderemo quindi a domande come quanto si guadagna nei vari anni di apprendistato e qual è solitamente la durata prevista.

Come funziona il contratto di apprendistato

Il contratto di apprendistato è a tutti gli effetti un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione, disciplinato dagli articoli da 41 a 47 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81. Si parla infatti di un contratto “a causa mista”, perché alla normale attività lavorativa si affianca un percorso formativo utile ad acquisire una qualifica o specifiche competenze professionali.

L’apprendista è quindi un lavoratore dipendente a tutti gli effetti: percepisce uno stipendio, matura ferie e permessi e ha diritto alle tutele previdenziali e assistenziali previste per gli altri lavoratori subordinati. Allo stesso tempo, però, deve prendere parte alle attività formative previste dal contratto, sotto la guida di un tutor o di un referente aziendale.

Il contratto deve essere stipulato in forma scritta e contenere il piano formativo individuale, nel quale vengono indicati gli obiettivi, i contenuti e le modalità della formazione. Una parte può essere svolta direttamente sul posto di lavoro, attraverso l’affiancamento e l’esperienza pratica, mentre in alcuni casi è prevista anche una formazione esterna organizzata dalle Regioni o da enti accreditati.

Terminato il periodo formativo, datore di lavoro e apprendista possono recedere dal rapporto rispettando il preavviso previsto. Se nessuna delle due parti decide di interromperlo, il rapporto prosegue automaticamente come un normale contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Quali sono le tipologie di contratto di apprendistato

La normativa individua tre diverse tipologie di contratto di apprendistato, ognuna caratterizzata da specifiche finalità, limiti di età e regole in materia di formazione, durata e retribuzione:

  • apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, detto anche apprendistato di primo livello. È rivolto ai giovani tra i 15 e i 25 anni e consente di lavorare mentre si consegue una qualifica professionale, un diploma professionale, un diploma di scuola secondaria superiore o un certificato di specializzazione tecnica superiore. Rappresenta quindi uno degli strumenti attraverso cui viene realizzato il cosiddetto sistema duale, alternando formazione scolastica ed esperienza in azienda;
  • apprendistato professionalizzante, o apprendistato di secondo livello. È la tipologia più utilizzata dalle imprese ed è generalmente rivolta ai giovani tra i 18 e i 29 anni, con la possibilità di iniziare già a 17 anni per chi possiede una qualifica professionale. L’obiettivo è permettere al lavoratore di acquisire una qualificazione professionale attraverso la formazione svolta prevalentemente sul posto di lavoro;
  • apprendistato di alta formazione e ricerca, conosciuto anche come apprendistato di terzo livello. È destinato ai giovani tra i 18 e i 29 anni e permette di svolgere un’attività lavorativa mentre si consegue un titolo di studio universitario o di alta formazione, come una laurea, un master o un dottorato. Può essere utilizzato anche per attività di ricerca, per i percorsi degli ITS Academy e per il praticantato necessario all’accesso alle professioni ordinistiche.

A seconda della tipologia scelta cambiano quindi i requisiti richiesti, il limite di età dell’apprendista, la durata del periodo formativo e le modalità con cui vengono determinate la formazione e la retribuzione.

Quanto si guadagna durante l’apprendistato

Parlando di retribuzione, l’importo dipende da diversi fattori, quali:

  • alla tipologia dell’apprendistato;
  • alla qualifica da conseguire;
  • al livello di inquadramento (non può essere al di sotto di più di 2 livelli rispetto a quelli di un lavoratore che ha la stessa mansione).

Di solito la retribuzione è destinata ad aumentare progressivamente sino a raggiungere quella di un lavoratore qualificato. In generale, ma sono possibili variazioni, possiamo dire che un apprendista, con durata del percorso di 3 anni, percepisce uno stipendio pari a:

  • 70% della retribuzione prevista per quel determinato livello contrattuale nel primo anno di apprendistato;
  • 80% nel secondo anno;
  • 90% nel terzo.

Le tutele sono le stesse di quelle riconosciute ai dipendenti assunti con normale contratto subordinato:

  • copertura assistenziale in caso di malattia e di maternità;
  • assicurazione contro le malattie (anche professionali), l’invalidità, la vecchiaia e gli infortuni sul lavoro;
  • piena copertura previdenziale;
  • ammortizzatori sociali non ordinari - Naspi - (al pari degli altri dipendenti), in caso di crisi dell’impresa.

In caso di malattia o di altra causa di sospensione involontaria dell’apprendistato superiore a 30 giorni, l’apprendista può prolungare il periodo di apprendistato.

Quanto dura il contratto di apprendistato

Il contratto di apprendistato è un contratto a tempo indeterminato che prevede un periodo di formazione iniziale. La durata del contratto varia in funzione delle tre tipologie:

  • l’apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale dura rispettivamente 3 (qualifica) e 4 anni (diploma);
  • l’apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere dura 3 anni, anche se per alcune professioni dell’artigianato può durare anche 5 anni;
  • l’apprendistato di alta formazione e ricerca è decisa dalle istituzioni scolastiche (che rilasciano il titolo di studio) e dalle Regioni. La durata generalmente non è inferiore alla durata del corso di studio e può essere addirittura superiore.

La durata dell’apprendistato varia anche in funzione delle proprie qualifiche già conseguite e delle proprie esperienze. L’azienda potrebbe decidere in tal senso per una durata inferiore rispetto a quella regolarmente prevista.

Così come nella generalità dei contratti può essere indicato un periodo di prova, la cui durata solitamente varia da 1 a 3 mesi.

Che succede al termine dell’apprendistato

Una volta terminato il periodo di apprendistato entrambe le parti hanno la possibilità di interrompere unilateralmente il rapporto di lavoro senza doverne dare necessariamente una giustificazione. E non è neppure necessario soddisfare un periodo di preavviso.

Tanto durante il periodo di apprendistato quanto con la trasformazione a tempo indeterminato, invece, per interrompere il rapporto bisogna seguire le regole solitamente richieste per licenziamento e dimissioni.

L’agevolazione contributiva

I datori di lavoro che assumono giovani o disoccupati con contratto di apprendistato possono beneficiare di importanti agevolazioni contributive e non.

Per tutte le tipologie di contratto di apprendistato è prevista la possibilità di dedurre le spese e i contributi dalla base imponibile Irap, l’esclusione dei lavoratori assunti con contratto di apprendistato dal calcolo dei limiti numerici previsti dalle leggi e dai contratti collettivi e la possibilità di assumere ad un costo inferiore rispetto a quanto previsto per le altre tipologie contrattuali.

Si consideri, inoltre, che sul contratto di apprendistato grava un’aliquota contributiva agevolata, sia per l’azienda che per il dipendente.

Riportiamo in forma tabellare le aliquote previste caso per caso:

Numero dipendenti in aziendaAliquota contributi datore di lavoroAliquota contributi dipendente
Fino a 9 dipendenti 1° anno 3,11%, 2° anno 4,61%, dal 3° anno 11,61% 5,84%
Più di 9 dipendenti 11,61% 5,84%

Va detto che queste aliquote si applicano anche per il primo anno successivo alla trasformazione da contratto di apprendistato a tempo indeterminato.