Conti correnti: controlli su movimenti sospetti da parte dell’Agenzia delle Entrate

Conti correnti, controlli sui movimenti sospetti da parte dell’Agenzia delle Entrate al fine di stanare gli evasori fiscali. Con il provvedimento di fine agosto 2018 il Fisco aveva già informato sull’avvio in fase sperimentale di nuova procedura di analisi del rischio.

Conti correnti: controlli su movimenti sospetti da parte dell'Agenzia delle Entrate

Controlli sui movimenti sospetti dei conti correnti: l’Agenzia delle Entrate sta effettuando delle indagini sulle operazioni relative agli anni passati.

Già dallo scorso settembre 2018 l’Agenzia delle Entrate sta effettuando dei controlli su movimenti in entrata sospetti relativi ai conti correnti.

In particolare, come scrive Il Giornale, le verifiche vengono effettuate sui prelievi di importi superiori a 1.000 euro giornalieri e 5.000 euro mensili. In questi casi l’Agenzia richiederebbe al contribuente di fornire motivazioni precise riguardo i movimenti sospetti.

Il fatto che gli accertamenti si riferiscano ad anni passati rende tutto più difficile. Risultano ancora più caotiche le situazioni che tirano in ballo conti correnti cointestati, con delega a operare o per il quale il contribuente risulti in modo esclusivo il legale rappresentante dell’ente.

Già con il provvedimento del 31 agosto 2018 l’Agenzia delle Entrate aveva informato i contribuenti sull’avvio di una procedura di analisi del rischio di evasione fiscale.

Conti correnti: controlli delle Entrate sui movimenti sospetti

I controlli sui conti correnti da parte dell’Agenzia delle Entrate hanno come scopo quello di individuare i movimenti sospetti e stanare gli evasori fiscali.

La prassi operativa adottata dalle Entrate prevede più rigidità nei confronti degli uffici, ai quali è richiesto di compiere valutazioni approfondite al fine di una ricostruzione dettagliata sulla base dei documenti acquisiti, degli ulteriori accertamenti, della consistenza patrimoniale e reddituale su cui trova fondamento la pretesa tributaria, ovvero l’eventuale richiesta di versamenti omessi oltre a interessi e sanzioni.

L’Agenzia delle Entrate lancia un avviso al contribuente informandolo sull’avvio degli accertamenti pertanto lo invita a consegnare i movimenti dei conti correnti interessati dalle indagini e a presentarsi all’appuntamento fissato con il funzionario per fornire giustificazioni riguardo i movimenti non chiari.

I controlli del Fisco sono indirizzati alle operazioni di accredito, ricavi o compensi non giustificate e le operazioni attive non fatturate che potrebbero concretizzare il rischio di evasione IVA.

L’indagine verterà sui prelievi superiori a 1.000 euro giornalieri o 5.000 mensili considerati sospetti in quanto potrebbero essere indice di evasione IVA.

Controlli anti-evasione: procedura di analisi e limite ai pagamenti in contanti

Quanto ai controlli anti-evasione si ricorda che l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il provvedimento del 31 agosto 2018 dove comunica l’avvio di in fase sperimentale di procedura di analisi del rischio di evasione fiscale.

Con tale procedura di analisi l’Agenzia individua le società di persone e di capitali che, pur risultando sui conti correnti movimenti in accredito, destano sospetti per diversi motivi.

Un altro mezzo per ridurre il rischio di evasione fiscale è quello di porre un limite dei pagamenti in contanti ceduti a persone o aziende.

Il limite attuale è fissato a 2.999 euro al giorno per effettuare pagamenti in contanti a favore di uno stesso soggetto, oltre tale importo scattano le sanzioni.

Già dai 3.000 euro in su è necessario effettuare versamenti tramite strumenti tracciabili come carta di credito o bonifico bancario.

Sono molti i Paesi europei che non hanno un limite ai pagamenti in contanti o dove questo è fissato a un importo molto elevato. Ciò comporta dei pro ma anche dei contro.

A tal riguardo l’Agenzia delle Entrate è dell’idea che:

“l’uso eccessivo del contante rende possibile una buona parte dell’evasione e che le organizzazioni mondiali dedite a criminalità organizzata, riciclaggio e corruzione hanno la vita più facile grazie all’assenza di limiti all’uso dei contanti.”

Con la nomina del generale della GdF Antonio Maggiore a nuovo Direttore dell’Agenzia delle Entrate il contrasto all’evasione fiscale sta assumendo un carattere sempre più imparziale.

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