Conte spera nel Recovery Fund anche per la scuola

Conte spera di poter rilanciare anche la scuola grazie alle tanto attese e invocate risorse del Recovery Fund. Il presidente del Consiglio dimostra, durante la conferenza stampa sul tema scolastico, di puntare tutto sul fondo di ripresa UE

Conte spera nel Recovery Fund anche per la scuola

Giuseppe Conte è tornato a parlare di Recovery Fund come ancora di salvezza per l’Italia anche sul fronte scuola.

Durante la conferenza stampa indetta insieme alla ministra Azzolina per presentare il piano di rientro nelle classi a settembre, il presidente del Consiglio non ha mancato il riferimento alle risorse UE tanto attese.

Il fondo ripresa potrà essere usato per rilanciare la scuola italiana? Per ora, l’unica certezza è che sul Recovery Fund manca un’accordo comunitario.

Una parte del Recovery Fund per la scuola, dice Conte

I finanziamenti che arriveranno dal Recovery Fund saranno impiegati anche per la scuola e in una parte consistente: questa è la promessa - o almeno l’auspicio - che Conte ha espresso nel corso della conferenza stampa di venerdì 26 giugno.

Il presidente del Consiglio non ha mai nascosto la predilezione per tale strumento targato UE per risollevare l’Italia dalla profonda crisi economica. E, soprattutto, per modernizzare, cambiare e riformare importanti settori del Paese. Quale, appunto, la scuola.

In vista del ritorno in aula il 14 settembre, gli edifici scolastici hanno bisogno di cambiamenti strutturali importanti e la scuola stessa, come istituzione, necessita di interventi per uno slancio. Come fare? Servono investimenti, risorse, denaro.

Conte ha manifestato fiducia sul piano scuola, puntando anche sul Recovery Fund:

“Vi preannuncio che nel piano del rilancio e del Recovery Fund, quindi delle risorse europee, un importante capitolo sarà dedicato proprio all’intervento sulla scuola....Siamo molto ambiziosi sulla scuola e non abbasseremo mai la soglia di attenzione....”

L’obiettivo del Governo, a detta di Conte è creare una scuola “più moderna, sicura, inclusiva”. Secondo il primo ministro le risorse del fondo UE serviranno anche a questo, quindi, tenendo conto che molto probabilmente Bruxelles non elargirà denaro senza un piano di riforme e investimenti specifico. Anche sulla scuola.

Conte ribadisce: sì Sure. Sul MES niente di nuovo

Il riferimento di Conte al Recovery Fund è arrivato proprio il giorno in cui Angela Merkel, in una serie di interviste rilasciate alla stampa estera, anche italiana, ha riassunto così il lavoro europeo anti-crisi:

“Con i fondi messi a disposizione si può fare molto, ma il Recovery Fund non può risolvere tutti i problemi dell’Europa. Non abbiamo messo a disposizione degli Stati strumenti come il MES o Sure perché restino inutilizzati”

Un messaggio nemmeno troppo velato anche all’Italia per dire che, forse, il MES andrebbe valutato meglio. Ma Conte ha sostenuto, nuovamente, che sul fondo salva-Stati nulla è cambiato (lui resta scettico) e che di certo Sure per la disoccupazione sarà utilizzato.

Tutta l’attenzione è rivolta al Consiglio europeo del 17 e 18 luglio, quando dovrà essere definito innanzitutto il Recovery Fund. Poi, forse, si parlerà di MES, anche in Italia.

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