Cassa integrazione europea: ecco a chi spetta e come funziona

Cassa integrazione europea: vediamo a chi spetta e come funziona il progetto Ue SURE pensato per l’Italia. 100 miliardi per affrontare l’emergenza coronavirus.

Cassa integrazione europea: ecco a chi spetta e come funziona

Cassa integrazione europea: a chi spetta e soprattutto come funziona? Si tratta di un piano Ue e si chiama SURE, come “sicuro” in inglese e come acronimo “Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency” vale a dire un aiuto per affrontare i rischi della disoccupazione durante un’emergenza.

Una cassa integrazione che varrebbe 100 miliardi e andrebbe ad aiutare i Paesi membri tra i quali i più colpiti da COVID-19 come l’Italia. Anticipato dal Financial Times già nella giornata di mercoledì, si è continuato a parlate della cassa integrazione europea dopo l’annuncio della presidente della Commissione Ursula von der Leyen e poi, dopo il colloquio con la stessa, del presidente del Consiglio Conte anche sulla sua pagina Facebook ufficiale.

Intanto il documento proposto dalla Commissione deve ancora ricevere l’ok dell’Eurogruppo che riunisce i ministri dell’Economia e delle Finanze dei paesi membri. Vediamo quindi cos’è SURE, a chi spetta la cassa integrazione europea e come funziona.

Cassa integrazione europea: a chi spetta e come funziona

Vediamo la cassa integrazione europea a chi spetta e come funziona dopo le prime affermazioni giunte da Ursula von der Leyen già nella giornata di mercoledì. La cassa integrazione europea, che sembra essere stata accettata dai paesi membri, spetterà alle imprese più colpite nei Paesi in difficoltà per il coronavirus.

SURE, la cassa integrazione europea, sarebbe finanziata fino a un massimo di 100 miliardi presi dalla Commissione sui mercati azionari emettendo titoli.

Ogni Paese membro dell’Unione, compresa l’Italia, dovrà dare garanzie per un totale di 25 miliardi. Il contributo di ciascuno Stato sarà proporzionato al Pil. Ogni Paese che abbia bisogno di accedere alla cassa integrazione europea potrà prendere in prestito la cifra di cui ha bisogno senza interessi.

La cifra servirà ad aiutare le aziende maggiormente in difficoltà usando la cassa integrazione europea per pagare gli stipendi dei lavoratori, cosa che avviene già con le misure messe in campo dal governo con il decreto Cura Italia.

Al termine dell’emergenza, essendo un prestito, i Paesi che ne avranno beneficiato dovranno restituire la cifra. Le garanzie potranno poi essere ritirate. Secondo le prime informazioni che giungono in merito dei fondi della cassa integrazione europea il 60%, quindi fino a un massimo che non potrà superare i 60 miliardi, andrà ai Paesi più in difficoltà come Spagna e Italia.

SURE permetterebbe a un Paese come il nostro, martoriato da questa emergenza, di avere subito liquidità e poterla restituire senza interessi. Allo stesso tempo per qualcuno resta qualche dubbio come la possibilità di alcuni Paesi di ritirare le proprie garanzie.

La proposta della cassa integrazione europea dovrà essere discussa nella riunione dell’Eurogruppo il prossimo 7 aprile.

La cassa integrazione europea secondo von der Leyen

La cassa integrazione europea come strumento efficace per contrastare la crisi dei Paesi membri era stata già annunciata dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen nella giornata del 1° aprile nel corso della quale la stessa ha avuto un colloquio con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

La presidente ha detto in un videomessaggio che SURE, un progetto non pensato ovviamente solo per l’Italia, farà si che

“più persone manterranno il loro posto di lavoro durante la crisi provocata dal coronavirus e ritorneranno al lavoro a tempo pieno quando finirà, quando la domanda tornerà a salire e gli ordini ritorneranno.”

E ha aggiunto:

“Abbiamo imparato la lezione della crisi finanziaria quando gli Stati che avevano strumenti simili sono stati capaci di ripartire più rapidamente, dato che le aziende non avevano dovuto licenziare dipendenti, mantenendo quindi intatto il loro potenziale produttivo. È cruciale far ripartire il motore dell’economia senza ritardo quando la crisi sarà finita. Le aree di Milano e di Madrid fanno parte della spina dorsale dell’economia europea.”

La presidente von der Leyen ha concluso con delle parole che sanno di speranza per l’Italia, ma anche per il futuro stesso dell’Unione:

SURE aiuterà i Paesi più colpiti ed è garantito da tutti gli Stati membri: questa è la solidarietà europea in atto. È per l’Italia, per la Spagna, per gli altri Paesi e per il futuro dell’Europa.

Ad annunciare il progetto SURE nel piano dell’Europa, la cassa integrazione europea, è stato lo stesso presidente Conte in un messaggio su Facebook al termine di un colloquio telefonico con la von der Leyen.

Conte sulla cassa integrazione europea

Conte ha annunciato la cassa integrazione europea, anche se non l’ha chiamata proprio così, attraverso la sua pagina Facebook. Ha scritto nello specifico delle due misure di cui ha discusso con la presidente von der Leyen auspicando tuttavia una più ampia strategia europea, un European Recovery and Reinvestment Plan .

Conte ha comunicato che durante il colloquio telefonico avuto con la presidente la stessa gli ha illustrato le due iniziative che nella giornata di oggi dovrebbe proporre al voto della Commissione per fronteggiare l’emergenza coronavirus che alcuni Paesi come l’Italia stanno affrontando più di altri. Conte ha scritto che le due misure saranno:

uno strumento da 100 miliardi per sostenere le misure nazionali dirette a contrastare la disoccupazione e ad alimentare la cassa integrazione; consentire all’Italia e agli altri Stati di usare i fondi strutturali europei non ancora spesi con la più ampia flessibilità: senza più i vincoli di cofinanziamento nazionale o di particolari destinazioni funzionali o territoriali.

E ha aggiunto:

Questo è senz’altro un passo significativo in vista di un più ampio e complessivo intervento che dovrà - a nostro avviso - dare il senso di una forte, coesa e credibile risposta europea a questa sfida epocale.

Il primo strumento da 100 miliardi dovrà proprio essere SURE, la cassa integrazione per salvare l’occupazione. Per avere maggiori dettagli bisognerà aspettare la decisione dell’unione.

Anche il commissario europeo Paolo Gentiloni ha commentato SURE con un tweet:

Oggi lanciamo SURE un fondo europeo a sostegno di strumenti tipo Cassa Integrazione per difendere il lavoro nei paesi più colpiti nel tempo difficile della crisi. Un primo passo. Importante. #Solidarietà

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