Al coniuge separato o divorziato spetta l’eredità?

Isabella Policarpio

13 Gennaio 2021 - 12:50

13 Gennaio 2021 - 14:42

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Dopo divorzio e separazione cambiano le regole dell’eredità per il coniuge superstite. Vediamo cosa succede in merito ad assegno di mantenimento, pensione di reversibilità e TFR dell’ex defunto.

Al coniuge separato o divorziato spetta l'eredità?

Spetta l’eredità al coniuge separato o divorziato? Sappiamo che dopo il matrimonio si diventa erede del congiunto e si partecipa in prima linea alla ripartizione dei suoi beni dopo la morte.

Le cose cambiano se i due avevano divorziato o si erano separati, decisioni che modificano in maniera sensibile il diritto alla successione e quindi all’eredità.

Tra separazione e divorzio ci sono notevoli differenze, e queste si ripercuotono anche sul diritto a ricevere assegno di mantenimento, TFR e pensione di reversibilità alla morte dell’ex coniuge.

Ecco cosa spetta al coniuge dopo il divorzio e la separazione.

Il coniuge separato ha diritto all’eredità?

L’eredità del coniuge dopo la separazione è disciplinata da due articoli del Codice civile; il primo è il numero 585 che recita:

“Il coniuge cui non è stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato [151 2 c.c.] ha gli stessi diritti successori del coniuge non separato.”

Il secondo è il numero 548, secondo cui al coniuge responsabile della separazione spetta soltanto un assegno vitalizio se al momento dell’apertura della successione godeva degli alimenti a carico del coniuge deceduto.

L’assegno deve essere commisurato alle sostanze ereditarie e alla qualità e al numero degli eredi legittimi, e non è comunque di entità superiore a quella della prestazione alimentare goduta.

Le stesse regole si applicano anche nel caso in cui la separazione sia stata addebitata ad entrambi i coniugi.

Reversibilità dopo la separazione

Il coniuge separato ha diritto alla pensione di reversibilità dell’ex defunto, anche se ha rifiutato l’eredità.

Se al coniuge superstite viene addebitata la colpa della separazione, egli ha diritto alla reversibilità solo se gli è stato riconosciuto dal giudice il diritto agli alimenti a carico del coniuge deceduto. Altrimenti ne è escluso.

Maggiori dettagli nel nostro articolo di approfondimento riguarda la reversibilità del coniuge separato.

Separazione e TRF

In caso di separazione, il coniuge superstite non matura alcun diritto sul TFR del defunto. Questo perché la giurisprudenza è concorde nel ritenere che questo diritto - nella percentuale che vedremo - spetti soltanto dopo la sentenza di divorzio.

Il coniuge divorziato ha diritto all’eredità?

A differenza della separazione, con il divorzio il vincolo matrimoniale viene definitivamente sciolto e si perdono i diritti successori acquistati con il matrimonio.
L’ex coniuge divorziato, quindi, esce definitivamente dall’asse ereditario del defunto.

Ciò non significa che al divorziato superstite non spetti nulla in nessun caso. Vediamo cosa prevede la legge.

Assegno di divorzio

Come si è anticipato, la perdita dei diritti ereditari dopo il divorzio non è assoluta: l’ex coniuge superstite talvolta conserva il diritto all’assegno di divorzio anche dopo la morte del soggetto obbligato.

Se il coniuge defunto, prima di morire, versava l’assegno divorzile all’ex, i suoi eredi dovranno continuare a farlo - nei limiti dell’eredità percepita - per arginare lo stato di bisogno del superstite. Se le parti sono d’accordo, la corresponsione dell’assegno può avvenire anche in un’unica soluzione.

Ma attenzione, se coniuge divorziato convola a nuove nozze, stipula un’unione civile o instaura una convivenza stabile, perde il diritto all’assegno divorzile.

Reversibilità dopo il divorzio

Anche il coniuge divorziato, come quello separato, ha diritto alla pensione di reversibilità in presenza di tre condizioni:

  • deve percepire dall’ex l’assegno di divorzio con cadenza periodica (non vale quello riconosciuto in un’unica soluzione);
  • non deve essersi risposato;
  • il rapporto di lavoro da cui trae origine la pensione di reversibilità deve essere anteriore alla data della sentenza di divorzio.

Niente TFR per il coniuge divorziato

Per quanto riguarda il TFR l’ex coniuge divorziato, a differenza di quello separato, ha diritto a riceverne una percentuale, anche se esso è maturato dopo la sentenza di divorzio, ma solo se il coniuge divorziato ha diritto all’assegno divorzile e non si è risposato.

Precisamente le legge stabilisce che all’ex coniuge spetti una quota pari al 40% del TFR “relativa agli anni nei quali il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio” (articolo 12 bis della Legge n. 898/1970) e non dell’intero Tfr.

Per ricevere la quota di TFR bisogna soddisfare due condizioni:

  • l’obbligo del defunto a versare l’assegno divorzile all’ex;
  • l’ex coniuge superstite non deve essere convolato a nuove nozze.

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