Congedo parentale ad ore: l’alternativa al giorno di permesso per madri e padri

Dal 2013 il congedo parentale può essere fruito anche in modalità oraria: ecco chi può farne richiesta e quante ore di permesso al giorno spettano ai lavoratori dipendenti genitori.

Congedo parentale ad ore: l'alternativa al giorno di permesso per madri e padri

Il congedo parentale - grazie alle norme introdotte dalla Legge di Stabilità per il 2013 - può essere fruito anche in modalità oraria. L’importante è che il lavoratore dipendente comunichi all’INPS e al datore di lavoro l’inizio e la fine del periodo richiesto, con la possibilità di concordare con quest’ultimo delle adeguate misure per la ripresa dell’attività lavorativa.

Come noto, i lavoratori nei primi anni di vita dei loro figli (fino al compimento del 12° anno) possono beneficiare del congedo parentale, ossia dei giorni di permesso retribuiti per soddisfare i bisogni affettivi e relazionali del bambino.

Sia le madri che i padri dipendenti hanno diritto a 6 mesi di congedo parentale, ma complessivamente non si possono superare i 10 mesi.

Può succedere però che per soddisfare questi bisogni non sia necessario un intero giorno di riposo, ma solamente qualche ora: pensiamo ad esempio a tutte quelle mamme che tornano a lavoro alla scadenza del congedo di maternità ma continuano ad allattare il loro figlio.

Perché richiedere un intero giorno di riposo quando basterebbero poche ore? Per ovviare a questo problema nel 2013 è stata aggiunta una nuova modalità di utilizzo del congedo parentale: non più solo giorni o mesi di permesso, ma anche qualche ora al giorno.

Le informazioni su come richiedere il congedo parentale ad ore sono indicate nella circolare INPS 152/2015 (che potete scaricare di seguito) dove trovate anche le istruzioni per presentare la domanda.

Circolare INPS 152/2015
Clicca sull’icona per scaricare il documento in PDF con tutte le informazioni sulla richiesta del permesso INPS per allattamento, così da fruire del congedo parentale ad ore.

Istruzioni che abbiamo riassunto di seguito in questa guida dedicata alla fruizione ad ore del congedo parentale nel primo anno d’infanzia del figlio.

Chi può farne richiesta

Possono usufruire di questi permessi ad ore tutti coloro che hanno diritto al congedo parentale. Questo spetta ai genitori naturali, adottivi o affidatari che hanno un rapporto di lavoro dipendente, fino al compimento del 12° anno di età del figlio.

La durata complessiva del congedo parentale non può superare i 10 mesi e nel computo sono compresi sia i mesi, i giorni che le ore di permesso. A loro volta madri e padri non possono superare questi limiti:

  • 6 mesi: la madre lavoratrice dipendente;
  • 6 mesi: il padre lavoratore dipendente (possono aumentare a 7 mesi nel caso di astensione dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di almeno 3 mesi).
  • 10 mesi: per il genitore solo (se lavoratore dipendente).

È bene specificare che - a differenza dei permessi per allattamento - il congedo parentale può essere fruito anche contemporaneamente dai genitori.

Ore di permesso

Vi abbiamo appena accennato ai permessi per allattamento; questi non vanno confusi con il congedo parentale ad ore poiché si tratta di due strumenti differenti.

Questi permessi - come potete approfondire nella guida a loro dedicata - sono riconosciuti solamente per il 1° anno di età del figlio, per 1 o 2 ore al giorno a seconda dell’orario di impiego.

Per quanto riguarda il congedo parentale ad ore invece la regola generale stabilisce che non si possono superare i 10 mesi complessivi. Per quanto riguarda le modalità di fruizione del congedo, i criteri di calcolo della base oraria e il monte orario giornaliero bisogna fare riferimento al proprio CCNL. Infatti la Legge di Stabilità del 2013 che ha introdotto la fruizione oraria del congedo parentale ha rinviato la disciplina di questi temi alla contrattazione collettiva.

Qualora nel CCNL non ci siano indicazioni sulle modalità di fruizione del congedo parentale ad ore si applica la regola generale, nella quale viene stabilito che la durata del permesso deve essere pari alla metà dell’orario medio giornaliero. Ad esempio, chi lavora per 8 ore al giorno può richiedere il congedo parentale per 4 ore.

Indennità

Nelle ore - o nei giorni - in cui si usufruisce del congedo parentale ai dipendenti viene riconosciuta un’indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera, ma solo fino al compimento del anno di età del figlio.

Dal all’ anno l’indennità continua ad essere del 30% ma quando il reddito individuale del genitore richiedente è “inferiore a 2,5 volte l’importo annuo del trattamento minimo di pensione ed entrambi i genitori non ne abbiano fruito nei primi sei anni o per la parte non fruita anche eccedente il periodo massimo complessivo di sei mesi”.

Dall’ al 12° anno di età del figlio, invece, ai genitori non spetta alcuna indennità.

Le stesse regole valgono per il congedo parentale fruito ad ore. Anche in questo caso infatti viene indennizzato su base giornaliera e come riferimento viene presa la retribuzione media della giornata di lavoro del mese precedente all’inizio del periodo di congedo (sono escluse dal calcolo la gratifica natalizia, la tredicesima mensilità e altri trattamenti accessori.

Come fare la richiesta

Per richiedere la fruizione oraria del congedo parentale l’INPS ha attivato una procedura telematica sul suo sito web. Questa è disponibile nell’insieme dei servizi raccolti nella sezione “Invio Domande di prestazioni a Sostegno del reddito”, accessibile dalla propria area privata (per l’accesso è necessario il PIN INPS o lo SPID).

Nel dettaglio, dopo aver selezionato questa opzione cliccate su “Maternità” e infine su “Acquisizione domanda”.

Chi non vuole utilizzare la modalità telematica può farne richiesta contattando il numero verde 803164 (a pagamento lo 06/1664164 per chi chiama da cellulare) oppure attraverso i servizi telematici dei singoli patronati.

Nella domanda il genitore deve dichiarare se intende usufruire del congedo parentale ad ore applicando quanto eventualmente indicato nel CCNL di riferimento oppure in base al criterio generale (le ore di permesso devono essere pari alla metà della giornata lavorativa), e in quali giornate intende ricorrere al permesso.

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