Congedo parentale ad ore: guida Inps all’alternativa al giorno di permesso

Il congedo parentale può essere fruito anche in modalità oraria tenendo conto delle istruzioni dettate dall’Inps nella circolare 152/2015. In tal caso, però, non è possibile richiedere altri permessi orari come i riposi per allattamento.

Congedo parentale ad ore: guida Inps all'alternativa al giorno di permesso

Il congedo parentale può essere fruito anche su base oraria, come stabilito dalla legge 228/2012 (Legge di Stabilità per il 2013); è da qualche anno, quindi, che ai lavoratori è stata data la possibilità di frazionare ad ore il congedo parentale come alternativa ad un intero giorno di permesso, tuttavia ancora oggi ci sono dei dubbi sui quali è bene fare chiarezza.

Ricordiamo che il congedo parentale è lo strumento con cui ai lavoratori viene data la possibilità di soddisfare i bisogni affettivi e relazionali del bambino nei suoi primi anni di vita quando ciò viene impedito dallo svolgimento dell’attività lavorativa.

Non è detto però che i lavoratori abbiano bisogno di un intero giorno di permesso per soddisfare questi bisogni; pensiamo ad esempio all’appuntamento con il pediatra, per il quale potrebbero essere sufficienti poche ore di permesso.

È per questo motivo che con la Legge di Stabilità 2013 è stata riconosciuta la possibilità di fruire del congedo parentale in modalità oraria; l’importante è che il lavoratore dipendente comunichi all’INPS e al datore di lavoro l’inizio e la fine del periodo richiesto, con la possibilità di concordare con quest’ultimo delle adeguate misure per la ripresa dell’attività lavorativa.

I lavoratori che decidono di frazionare in ore il congedo parentale, però, devono sapere che nelle stesse giornate non è possibile beneficiare di altri permessi orari, come ad esempio del riposo per allattamento; lo ha specificato l’Inps nel messaggio n°6703/2015, nel quale si parla di compatibilità tra congedo parentale ad ore e altri permessi.

Per le informazioni su come richiedere il congedo parentale ad ore, invece, la fonte normativa è la circolare INPS 152/2015 (che potete scaricare di seguito) dove trovate tutte le istruzioni utili per la presentazione della domanda.

Circolare INPS 152/2015
Clicca sull’icona per scaricare il documento in PDF con tutte le informazioni sulla richiesta del permesso INPS per allattamento, così da fruire del congedo parentale ad ore.

Istruzioni che abbiamo riassunto di seguito in questa guida dedicata alla fruizione ad ore del congedo parentale nel primo anno d’infanzia del figlio.

Chi può farne richiesta

Possono usufruire di questi permessi ad ore tutti coloro che hanno diritto al congedo parentale. Questo spetta ai genitori naturali, adottivi o affidatari che hanno un rapporto di lavoro dipendente, fino al compimento del 12° anno di età del figlio.

La durata complessiva del congedo parentale non può superare i 10 mesi e nel computo sono compresi sia i mesi che i giorni e le ore di permesso. A loro volta madri e padri non possono superare questi limiti:

  • 6 mesi: la madre lavoratrice dipendente;
  • 6 mesi: il padre lavoratore dipendente (possono aumentare a 7 mesi nel caso di astensione dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di almeno 3 mesi).
  • 10 mesi: per il genitore solo (se lavoratore dipendente).


È bene specificare che - a differenza dei permessi per allattamento - il congedo parentale può essere fruito anche contemporaneamente dai genitori.

Ore di permesso

Vi abbiamo appena accennato ai permessi per allattamento; questi non vanno confusi con il congedo parentale ad ore poiché si tratta di due strumenti differenti.

Questi permessi - come potete approfondire nella guida a loro dedicata - sono riconosciuti solamente per il 1° anno di età del figlio, per 1 o 2 ore al giorno a seconda dell’orario di impiego.

Per quanto riguarda il congedo parentale ad ore invece la regola generale stabilisce che non si possono superare i 10 mesi complessivi. Per quanto riguarda le modalità di fruizione del congedo, i criteri di calcolo della base oraria e il monte orario giornaliero bisogna fare riferimento al proprio CCNL. Infatti la Legge di Stabilità del 2013 che ha introdotto la fruizione oraria del congedo parentale ha rinviato la disciplina di questi temi alla contrattazione collettiva.

Qualora nel CCNL non ci siano indicazioni sulle modalità di fruizione del congedo parentale ad ore si applica la regola generale, nella quale viene stabilito che la durata del permesso deve essere pari alla metà dell’orario medio giornaliero.

Ad esempio, chi lavora per 8 ore al giorno può richiedere il congedo parentale per un massimo di 4 ore.

Indennità

Nelle ore - o nei giorni - in cui si usufruisce del congedo parentale ai dipendenti viene riconosciuta un’indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera, ma solo fino al compimento del anno di età del figlio.

Dal all’ anno l’indennità continua ad essere del 30% ma quando il reddito individuale del genitore richiedente è “inferiore a 2,5 volte l’importo annuo del trattamento minimo di pensione ed entrambi i genitori non ne abbiano fruito nei primi sei anni o per la parte non fruita anche eccedente il periodo massimo complessivo di sei mesi”.

Dall’ al 12° anno di età del figlio, invece, ai genitori non spetta alcuna indennità.

Le stesse regole valgono per il congedo parentale fruito ad ore. Anche in questo caso infatti viene indennizzato su base giornaliera e come riferimento viene presa la retribuzione media della giornata di lavoro del mese precedente all’inizio del periodo di congedo (sono escluse dal calcolo la gratifica natalizia, la tredicesima mensilità e altri trattamenti accessori.

Come fare la richiesta

Per richiedere la fruizione oraria del congedo parentale l’INPS ha attivato una procedura telematica sul suo sito web. Questa è disponibile nell’insieme dei servizi raccolti nella sezione “Invio Domande di prestazioni a Sostegno del reddito”, accessibile dalla propria area privata (per l’accesso è necessario il PIN INPS o lo SPID).

Nel dettaglio, dopo aver selezionato questa opzione cliccate su “Maternità” e infine su “Acquisizione domanda”.

Chi non vuole utilizzare la modalità telematica può farne richiesta contattando il numero verde 803164 (a pagamento lo 06/1664164 per chi chiama da cellulare) oppure attraverso i servizi telematici dei singoli patronati.

Nella domanda il genitore deve dichiarare se intende usufruire del congedo parentale ad ore applicando quanto eventualmente indicato nel CCNL di riferimento oppure in base al criterio generale (le ore di permesso devono essere pari alla metà della giornata lavorativa), e in quali giornate intende ricorrere al permesso.

Compatibilità tra congedo parentale ad ore e altri permessi

Come anticipato, è nel messaggio 6704/2015 che invece l’Inps fa chiarezza su quali sono i permessi compatibili con il congedo parentale ad ore. Ebbene, tra questi non figura certamente il riposo per allattamento, alternativo al congedo parentale orario: a seconda della convenienza, quindi, il lavoratore deve scegliere se nella stessa giornata richiedere l’uno o l’altro strumento.

Il congedo ad ore non è cumulabile neppure con i 3 giorni di permesso riconosciuti ai genitori di figli disabili minori di 3 anni che hanno rinunciato al prolungamento del congedo parentale.

Ai genitori, inoltre, non viene data la possibilità di beneficiare nella stessa giornata di due congedi parentali ad ore per figli diversi.

C’è invece compatibilità tra congedo parentale ad ore e permessi 104 (quindi per il lavoratore che assiste un disabile); nella stessa giornata, quindi, si possono richiedere una o più ore di permesso per congedo parentale e beneficiare nel contempo dell’una o due ore di permesso (in base all’orario di lavoro) riconosciute dalla 104.

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