Congedo per la malattia del figlio: permessi e retribuzione

Quando ad ammalarsi è il figlio, il dipendente è giustificato dall’assentarsi dal lavoro ma non ha diritto ad alcuna retribuzione. Ecco una guida con tutto quello che c’è da sapere sui permessi per la malattia del figlio.

Congedo per la malattia del figlio: permessi e retribuzione

Una volta conosciuto come “permesso”, il congedo per la malattia del figlio è il periodo in cui il genitore può astenersi dall’attività lavorativa per dedicarsi all’assistenza del proprio figlio nel caso di un peggioramento delle sue condizioni di salute.

Anche per il congedo per la malattia del figlio - così come tante altri permessi riconosciuti al lavoratore - c’è un limite di giorni di assenza da non superare: nel dettaglio, se per i primi 3 anni del figlio non ci sono limiti da rispettare, per i successivi 5 anni (il congedo si può richiedere fino agli 8 anni del figlio) si ha diritto a soli 5 giorni di assenza ogni anno.

Spesso sul congedo per la malattia del figlio viene fatta confusione ed è per questo che abbiamo deciso di scrivere questa guida dedicata con tutto quello che c’è da sapere. Ad esempio, è importante che voi sappiate che a differenza dei periodi in cui è il dipendente stesso affetto da malattia, per il congedo per la malattia del figlio non spetta alcuna retribuzione (ad eccezione, come vedremo di seguito, dei lavoratori del pubblico impiego). L’assenza, quindi, è giustificata ma non retribuita.

Di queste e di altri aspetti del congedo per la malattia del figlio ne parleremo nel prosieguo dell’articolo, come ad esempio dell’eventualità per il lavoratore di essere oggetto dei controlli del medico fiscale.

Cosa prevede la normativa

Per i lavoratori dipendenti quello di assentarsi da lavoro a causa della malattia del figlio è un problema comune, soprattutto durante i primi anni di vita del bambino, quando i malanni sono praticamente all’ordine del giorno.

In questo caso il lavoratore può ricorrere al congedo per la malattia del figlio, mentre per qualsiasi altra necessità riguardante il bambino può richiedere il permesso per allattamento (fino al compimento del 1° anno di età) oppure il congedo parentale fruito ad ore.

Quando si può richiedere invece il congedo parentale per malattia del figlio? L’assenza dal lavoro per motivi familiari, nello specifico per la malattia del figlio, è un diritto riconosciuto ai genitori lavoratori.

Il congedo per le malattia del figlio è riconosciuto dall’articolo 47 del Trattato Unico 151/2001 che disciplina le regole e le modalità di utilizzo per congedi, riposi e permessi riconosciuti ai lavoratori che diventano genitori. Il T.U. ne ha anche modificato il nome, poiché prima della sua entrata in vigore si parlava di permessi - e non di congedi - per la malattia del figlio.

È all’articolo 47 del T.U. 151/2001 quindi che bisogna fare riferimento per avere tutte le informazioni necessarie sul congedo per la malattia del figlio, dai giorni di permesso che si possono richiedere alla retribuzione prevista in caso di assenza.

Ad esempio, qui viene specificato che possono richiedere il congedo sia i lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato che determinato, ma solo quando l’età del bambino malato non supera gli 8 anni.

La circolare 79/76 del Ministero del lavoro, invece, spiega che per “malattia” si intende “la modificazione peggiorativa dello stato di salute e più precisamente qualsivoglia alterazione anatomica e funzionale dell’organismo, anche localizzata, e perciò non impegnativa dalle condizioni organiche generali”.

Quando può essere richiesto?

Il Decreto Legislativo n° 151 del 2001 prevede la possibilità per genitori lavoratori di usufruire di un periodo di assenza dal lavoro per la malattia dei propri figli.

La durata del periodo di astensione facoltativa, in caso di malattia del figlio, varia a seconda dell’età del bambino:

  • fino ai 3 anni del bambino/a: entrambi i genitori possono assentarsi alternativamente per il periodo di malattia del figlio, senza limiti di tempo. Per i dipendenti pubblici i primi 30 giorni di assenza, successivi al periodo di congedo di maternità o di paternità, sono retribuiti;
  • fra 3 e 8 anni del bambino/a: ciascun genitore può assentarsi a turno per massimo 5 giorni lavorativi ogni anno fino al compimento degli 8 anni del bambino. I 5 giorni di permesso non sono cedibili all’altro genitore. È bene precisare che il Jobs Act ha elevato a 12 anni l’età per beneficiare del congedo parentale, ma il limite per l’assenza per malattia è sempre di 8 anni.

Nel computo dei giorni di permesso rientrano anche gli eventuali festivi se compresi nel periodo di assenza dal lavoro. La normativa, infatti, per evitare i casi di “fruizione frazionata” prevede che se tra due periodi di congedo non intercorre almeno un giorno di lavoro effettivo, rientrano nel calcolo anche i sabati, le domeniche e i festivi.

Retribuzione

I periodi di assenza che spettano al genitore richiedente non sono retribuiti; tuttavia per i genitori che lavorano nel settore pubblico è previsto un trattamento di maggior favore poiché fino ai tre anni di età del bambino i primi trenta giorni di congedo sono pagati al 100%.

I periodi di assenza vanno computati nell’anzianità di servizio, ad eccezione degli effetti relativi alle ferie e alla tredicesima mensilità, e sono coperti da contribuzione figurativa (pagata dalla gestione previdenziale cui sono iscritti i lavoratori) che varia in base all’età del bambino.

Altre informazioni utili

Ecco altre informazioni utili riguardanti il congedo parentale in caso di malattia del bambino.

Concomitanza con il congedo parentale

In caso di concomitanza del congedo parentale con quello per malattia del figlio il Ministero del Lavoro ha stabilito che il lavoratore ha il diritto di chiedere la sospensione dell’uno per godere dell’altro istituto.

Visite fiscali

Durante i giorni di congedo per malattia del bambino il genitore non ha l’obbligo di reperibilità durante gli orari della visita fiscale in quanto tale controllo riguarda esclusivamente la malattia del lavoratore e non del bambino.

Certificato medico

Il datore di lavoro non può sottrarsi al riconoscimento del congedo, la malattia deve comunque essere documentata attraverso certificato sottoscritto dal medico curante o convenzionato, trasmesso telematicamente all’INPS, datore di lavoro e genitore, tramite PEC.

Interruzione delle ferie

Il congedo per malattia interrompe le ferie solo se il bambino deve essere ricoverato in ospedale. In questo caso il genitore può chiedere la trasformazione delle ferie in congedo per malattia del figlio.

Visite mediche del figlio

Concludiamo facendo chiarezza sul tema legato alle visite mediche. Prendiamo come esempio un genitore che deve prendersi un giorno di riposo per accompagnare il proprio figlio ad una visita medica di routine, ovvero non legata ad un peggioramento del suo stato di salute.

In tal caso questo non può motivare l’assenza prendendo un permesso per malattia del figlio; in alternativa può richiedere il congedo parentale (se ha ancora giorni a disposizione) oppure un permesso retribuito ROL.

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