Conferenza stampa di inizio anno 2026 della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Risposte a domande su Venezuela, Trump, Groenlandia. L’attacco alla giornalista.
Si è conclusa non senza un momento di alta tensione la conferenza stampa di inizio anno della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Per il terzo anno consecutivo, la tradizionale conferenza stampa di fine anno è stata posticipata da Meloni all’inizio del nuovo anno, alla giornata di oggi, venerdì 9 gennaio 2026.
L’evento, che si è svolto presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, è stato organizzato dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, in collaborazione con l’Associazione della Stampa Parlamentare.
Money.it ha seguito l’evento in diretta con gli aggiornamenti in tempo reale.
Conferenza stampa Giorgia Meloni, i commenti su temi caldi Venezuela, Groenlandia, PIL Italia
La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha risposto alle domande dei giornalisti sulle questioni più calde di politica interna, politica estera ed economia che le sono state poste dai giornalisti, esattamente sulle seguenti:
- Le tensioni geopolitiche esplose con l’attacco degli Stati Uniti di Donald Trump contro il Venezuela e con la cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro: in generale, con le nuove minacce USA rivolte a Groenlandia, Iran, Colombia e Messico.
- La guerra tra l’Ucraina e la Russia ancora in corso e il ruolo dell’Italia e dell’Europa.
- La tregua “fragile” tra Israele e Hamas, come l’ha definita la stessa premier Meloni.
- Le condizioni in cui versa l’economia italiana, con il PIL che - hanno fatto notare diversi giornalisti - rimane imbalsamato a un tasso di crescita pari allo zero virgola: “un paradosso”, ha fatto notare il direttore di Milano Finanza Roberto Sommella, se si considera il rally di Piazza Affari di questi ultimi tre anni, il calo dello spread, la promozione delle agenzie rating.
Non sono mancati momenti light durante la conferenza stampa, come quello in cui Meloni ha dichiarato di avere il sogno di lavorare con Fiorello, così come non sono mancate frasi accompagnate da toni ironici se non sarcastici della premier contro i tentativi della stampa, a suo avviso, di andare sempre a caccia di notizie su presunti scontri tra il suo governo da un lato e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e/o la magistratura dall’altro lato. Tentativi che, secondo la premier, si sono tradotti spesso in ricostruzioni che hanno avuto poco a che fare con la realtà dei fatti.
Durante la conferenza stampa la presidente del Consiglio è anche sbottata, in particolare contro la giornalista del quotidiano Domani.
In tutto, 40 le domande a cui la premier ha risposto.
Giorgia Meloni all’attacco contro il quotidiano Domani, “menzogne e accuse infamanti”
In evidenza durante la conferenza stampa di questo inizio anno 2026 il caso della risposta a dir poco pungente che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dato alla giornalista di Domani, che l’ha interpellata sull’inchiesta che lo stesso quotidiano sta portando avanti, ovvero quella relativa alla possibilità che il capo di gabinetto della premier, Gaetano Caputi, sia stato spiato dai servizi segreti interni.
È stato in quel momento che, nell’Aula in cui si è tenuta la conferenza stampa, è piombato il gelo, con Meloni che, prima di rispondere, è passata al contrattacco, accusando il quotidiano per il presunto scoop secondo cui la premier avrebbe tentato di far registrare la propria abitazione su una classe del catasto diversa:
Così la Presidente del Consiglio si è scagliata contro la cronista:
“Mi sarei aspettata una domanda su un altro vostro scoop, cioè che io avrei brigato con l’Agenzia delle Entrate per far accatastare casa mia in una classe catastale diversa. Mi stupisco che non me ne chieda conto, perchè l’avete presentata come una grande inchiesta, ma probabilmente non era una grande inchiesta, perchè chiunque avesse voluto fare una velocissima verifica avrebbe visto che nel quartiere dove abito, fuori dal Grande Raccordo Anulare, non c’è neanche una casa accatastata a livello A8, e ce ne sono più grandi della mia. In tutto il municipio solo 2 case accatastate A8, una è la villa di un calciatore con i campi da tennis. Mi perdoni ma ho approfittato per rispondere a una delle tante menzogne e accuse infamanti sul mio conto”.
Meloni ha poi risposto alla domanda della cronista di Domani sul caso Caputi, affermando che “il mio capo di gabinetto ha denunciato perchè ritiene di essere stato spiato” e ricordando che su questo dossier “c’è un lavoro della magistratura”.
Sarà dunque la magistratura a dire “ se è stato spiato oppure no ”.
Meloni ha poi rincarato la dose contro il quotidiano Domani:
“Chiaramente, difficilmente lo posso aver fatto spiare io, atteso che è il mio capo di gabinetto e forse far spiare il mio capo di gabinetto equivarrebbe a far spiare me stessa. Però una cosa gliela dico: le informazioni sensibili su Gaetano Caputi sono state pubblicate dal vostro giornale. Secondo Gaetano Caputi quelle informazioni sensibili non sono reperibili su fonte aperta: forse vuole dire a me qualcosa su questa vicenda?”.
La diretta della conferenza stampa di Giorgia Meloni seguita da Money.it
Si è conclusa la conferenza stampa di Giorgia Meloni
Terminata la conferenza stampa di Giorgia Meloni. Tra le ultime domande a cui la premier ha risposto quelle sulle pensioni e sul piano Mattei.
Sul tema pensioni, la premier ha sottolineato che il suo governo non ha aumentato l’età pensionabile, ricordando che “in Italia esiste una legge che impone di adeguare l’età pensionabile allo stile di vita ”, e aggiungendo che,
“se non fossimo intervenuti, nel 2027 l’età pensionabile sarebbe aumentata di tre mesi”.
Noi, ha spiegato, “siamo intervenuti per portare quesi 3 mesi a 1 mese e a 0 per i lavori usuranti. Non abbiamo aumentato l’età pensionabile. Al momento non abbiamo altri interventi”.
Sul piano Mattei, “il 2025 è stato l’anno dell’internazionalizzazione, del coinvolgimento dell’Unione europea ”, con il piano che oggi coinvolge 14 Paesi. “Il nostro obiettivo”, ha precisato la presidente del Consiglio, “è ogni anno coinvolgere altri Paesi che partecipino. Stiamo lavorando all’organizzazione del summit Italia-Africa, e quella sarà la sede per presentare i nuovi progetti. Trovo grande gratitudine nei confronti dell’Italia, non solo per la cosa in sé ma per l’approccio che ha, per una cooperazione che non ha un atteggiamento paternalistico o caritatevole ma un atteggiamento di una cooperazione seria ”.
Caso Paragon, Meloni, su tutti i giornali anche i fatti miei
Riguardo al caso Paragon, dunque dell’attività di spionaggio che ha colpito giornalisti, editori e imprenditori, Meloni ha affermato che il governo sta offrendo tutta la sua disponibilità per consentire di arrivare alla verità su questo tema. “Ho sempre detto che il tema era molto serio”.
La presidente del Consiglio ha ricordato tuttavia che “ i fatti personali non di Cancellato, ma di Giorgia Meloni, sono finiti su tutti i giornali”, ribadendo che l’attività di spionaggio ha colpito la sua stessa persona.
Così la premier:
“Io non ho mai detto che è una questione da campagna elettorale, né secondaria. Ho sempre detto che il tema è molto serio. Sottoscrivo in pieno le parole di Papa Leone sul fatto che le informazioni personali non debbano essere usate per screditare le persone”.
Meloni si è dunque sfogata anche in questo caso:
“Io non ho trovato la vita scandagliata e buttata su giornali di altri, i conti in banca spiati, la situazione patrimoniale della madre, sul padre morto di altri”. Piuttosto, ho trovato “le mie”.
Dunque, “si figuri se non capisco. È chiaro che c’è un problema in Italia”, ma “o state sostenendo la tesi che io sto spiando anche miei conti in banca o attenzione.... I fatti personali non di Cancellato (il direttore di Fanpage) ma di Meloni sono finiti su tutti i giornali”.
MPS, non sono preoccupata per indagine. Non escludiamo cessioni, ma non c’è fretta
“Non sono preoccupata per l’indagine in corso ( su MPS)”. Così Meloni, ricordando le tappe del risanamento della banca senese. “Abbiamo fatto un lavoro serio e oculato che ha consentito una rivalutazione delle azioni di MPS”, che ora “valgono 8 euro ciascuna” e abbiamo portato nello Stato 2 miliardi e mezzo. “Oggi noi deteniamo meno del 5% delle azioni”, Meloni ha detto di non escludere ulteriori cessioni, sottolineando che, tuttavia, “non c’è fretta”.
Meloni, pressione fiscale ha a che fare con entrate, tasse non sono aumentate
“Siamo arrivati a una crescita dei salari più forte della crescita dell’inflazione un anno dopo” la nascita del governo. Così Meloni, che ha ricordato che il suo governo ha destinato miliardi e miliardi di euro per abbassare le tasse e che la pressione fiscale è qualcosa che ha a che fare con le entrate e non con le tasse, rispondendo così a chi ha parlato di aumento delle tasse con il suo governo.
Così la premier:
“Sulle tasse che aumentano, a meno che lei non sia un esponente dell’ABI, posso dire che per tutti gli altri le tasse non aumentano. Abbiamo destinato miliardi e miliardi di euro per la riduzione delle tasse. Se si è onesti bisogna riconoscerlo. Avremmo voluto fare di più? Certo. Avrei voluto fare altro? Certo, ma non avevo le risorse per farlo. Abbiamo fatto del nostro meglio a risorse date, mi dispiace che non si voglia vedere il lavoro fatto”.
Meloni, qualcuno mi dica perché i bambini non possano crescere in un bosco, ma possano farlo in un campo rom
“Sul caso della famiglia nel bosco, io credo che quando si tolgono i bambini dai loro genitori si deve avere la certezza che i bambini stiano meglio lontani dai genitori che con i loro genitori (...) Se la questione diventa morale, signori io credo che abbiamo un problema, se la questione diventa ideologica, allora abbiamo un problema. Qualcuno mi deve dire perché i bambini non possano crescere in un bosco, ma possano crescere in un campo rom ”. Meloni ha commentato così il caso della famiglia nel bosco in Abruzzo.
Con Mattarella non sono sempre d’accordo, ma rapporti ottimi. I commenti sui magistrati
“I miei rapporti con il Presidente della Repubblica sono ottimi (..) quando si tratta di difendere l’interesse della nazione (Mattarella) c’è”. Così Meloni, pur ammettendo che non sempre è d’accordo con Mattarella, così come il Presidente della Repubblica non sempre condivide le sue scelte. Meloni ha parlato di “una costruzione” della stampa su uno scontro con il Quirinale che invece non c’è.
La premier aveva già risposto a una domanda anche sul proprio rapporto con la magistratura: “ Non ci sono attacchi ai magistrati , dal mio punto di vista non esistono scontri fra poteri. Sul risultato del referendum, invece, non intendo dimettermi nel caso in cui gli italiani dovessero bocciare la riforma. Abbiamo fatto e stiamo facendo quello che avevamo promesso nel programma di governo”.
Meloni, mai avuto preclusione ideologica sul Mercosur
Nel commentare la notizia del semaforo verde che l’Italia ha dato sull’accordo sul Mercosur, Meloni ha affermato di non avere mai avuto “una preclusione ideologica sul Mercosur”, ma di avere “sempre posto una questione molto pragmatica ”.
La premier ha detto di essere favorevole agli “accordi commerciali, ma anche per la derogolamentazione, quindi va bene Mercosur, ma non a scapito delle eccellenze delle nostre produzioni”.
Dunque, “ abbiamo aperto un’interlocuzione con la Commissione europea, abbiamo ottenuto alcuni risultati per agricoltori che considero molto importanti” e “alla luce di queste garanzie abbiamo dato nostro il ok al Mercosur ”.
Ambizione Quirinale? Meloni risponde citando Fiorello
“Mi basta quello che sto facendo. Mi appassiona quello che sto facendo, se lo farò ancora nella prossima legislatura a questo livello dipenderà dal voto degli italiani. Attualmente non c’è nei miei radar quello di salire di livello, mi faccio bastare il livello mio”, così Meloni in risposta alla domanda sulle sue possibili ambizioni a salire al Quirinale.
Meloni ha poi citato il ’sogno’ di lavorare con Fiorello: “Se chiedete a me che cosa vorrei fare, volentieri vorrei lavorare con Fiorello. Vorrei essere pagata per lavorare con Fiorello”.
Forse anche su Green Deal si potrà avere approccio meno ideologico
“L’automotive mi sta particolamente a cuore, ma i problemi sono figli di scelte che ho contestato a livello europeo e che lavoriamo per correggere e che il governo sta correggendo”, ha commentato così Meloni la crisi del comparto dell’auto, riconducendola alle politiche green a tutti i costi che l’UE ha deciso di adottare e che hanno penalizzato il settore. “L’Italia ha fatto totalmente la differenza anche sul tema del ’Green Deal’ dove abbiamo ottenuto risultati molto importanti. Spero che l’Italia possa fare di più e ambisco a fare una cosa simile a quella che abbiamo fatto sulla migrazione” .
Meloni ha continuato:
“Quando alla ministeriale sull’Ambiente del Consiglio europeo si è discusso sulla definizione dei nuovi target intermedi, abbiamo messo insieme 10 Paesi dell’Unione Europea che erano d’accordo ’like minded’ con noi e che ci hanno messo nella condizione di portare a casa molte delle rivendicazioni che aveva l’Italia”, ha aggiunto Meloni.
Si tratta di “un gruppo di lavoro che io adesso sto cercando di stabilizzare e che può anche crescere. E che forse anche sulle materie legate alla transizione verde si riuscirà ad avere un approccio più pragmatico e meno ideologico ”.
Bassissima produttività del lavoro in Italia, cosa bisogna fare secondo Meloni
“Storicamente abbiamo un problema di produttività del lavoro che dipende da diversi fattori”. Così ha ammesso la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in risposta a chi le ha fatto notare il trend del PIL, che resta ancorato allo zero virgola e che ha citato la “ bassisissima produttività del lavoro ”, che è addirittura diminuita, riportando negli ultimi 20 anni una crescita media dello 0,2-0,3%, rispetto a quella europea superiore all’1%.
Meloni ha citato tra i motivi “un tessuto economico fatto da molte piccole e medie imprese, che per la loro natura hanno più difficoltà a investire e innovare” e il “problema delle infrastrutture”.
“Alcuni sono problemi strutturali”, ha ricordato Meloni, “alcune sono nostre peculiarità”, ha aggiunto, facendo riferimento alle “ piccole e medie imprese ”, che tuttavia permettono all’economia italiana di essere resiliente, e che dunque non devono essere considerate un problema.
Al fine di stimolare la produttività del lavoro, “ bisogna puntare di più sul capitale umano, sulla formazione , sulle materie STEM (e su questo tema, ha ribadito la premier, il governo ha ’lavorato tantissimo’)”.
Ancora, “bisogna favorire gli investimenti, incentivare gli investimenti ”, ha aggiunto la premier. E poi c’è “il tema che riguarda le infrastrutture, che incidono sulla produttività del lavoroe delle aziende”.
A tal proposito Meloni ha menzionato i progressi compiuti dal governo, con “gli investimenti in infrastrutture che sono aumentati del 300%, grazie al PNRR, ma non solo con il PNRR”.
Sulla crescita del PIL dell’Italia, la premier ha ammesso che la “crescita è ancora troppo bassa”, sebbene lo scenario non sia catastrofico.
Inoltre, nell’ultimo anno il potere d’acquisto è cresciuto nell’ultimo anno e “sui salari lavoriamo con elementi di defiscalizzazione come il cuneo contributivo, ma non è l’unica misura”. Detto questo, “ il tema dell’erosione salari è un tema estremamente importante, ma anche molto antico in Italia e che noi stiamo invertendo”.
Meloni dopo dichiarazioni Trump, diritto internazionale va ampiamente difeso
Se c’è qualcosa su cui non è d’accordo con Trump, la premier italiana non ha problemi a dirlo direttamente a lui. Lo ha detto la stessa presidente del Consiglio, in risposta alla richiesta di un commento sulle dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che ha affermato di non avere “bisogno del diritto internazionale ”.
“Penso che il diritto internazionale vada ampiamente difeso. Ma non ho capito cosa si sta chiedendo quando si dice che l’Italia deve prendere le distanze dagli Stati Uniti”, ha ribadito la premier, che si è così espressa, manifestando le seguenti perplessità:
“Non ho capito cosa si sta chiedendo quando mi si dice che l’Italia deve prendere le distanze dagli Usa... Non sono comitive, è geopolitica. E quando si prendono posizioni bisogna essere conseguenti. Per me la linea dell’Italia è quella detta dal presidente Mattarella: UE e Alleanza atlantica. E cerco le luci piuttosto che le ombre nei rapporti con i partner europei e atlantici, perchè a noi conviene rafforzare questo ambito. È sbagliata questa strategia? Allora mi si dica cosa si intende fare: dobbiamo uscire dalla NATO, chiudere le basi Usa, rompere i rapporti commerciali, assaltare i McDonald’s?”
Ancora Meloni: “Con Trump sono stata d’accordo sul Venezuela, non sulla Groenlandia, e con ogni leader ho cose su cui vado d’accordo e altre no. Si chiama difendere l’interesse nazionale e gli interessi delle Nazioni non sempre si sovrappongono perfettamente. Il resto è buono per il gossip, ma questa è geopolitica non gossip ”.
Dossier Ilva più complesso che abbiamo ereditato
“ Il dossier Ilva è il più complesso che abbiamo ereditato, una situazione molto compromessa da tutti i punti di vista. L’impegno del governo non è mai venuto meno, l’Ilva è uno dei temi ai quali abbiamo dedicato più riunioni perché è di una complessità estrema. L’obiettivo è quello di conciliare tenuta della produzione, dell’occupazione e della tutela ambientale e della sicurezza della comunità. Tutte le opzioni vengono vagliate, il confronto con le parti sociali è sempre aperto”, così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. In ogni caso, “ nessun intento predatorio o opportunistico sarà avallato da questo governo”.
Tragedia Crans Montana, Meloni: perché con le fiamme nel locale non hanno detto ai ragazzi di andare via?
“Quello che è successo a Crans Montana non è il risultato di una disgrazia, ma il risultato di persone che non hanno fatto il loro lavoro per fare soldi facili”. Meloni ha ammesso di essere rimasta colpita da come alcuni ragazzi fossero rimasti nel locale in fiamme. “Dopodiché la cosa più intelligente l’ha detta la mamma di una delle vittime, ovvero che la musica continuava ad andare ”.
Di conseguenza, la premier si è chiesta: “ Perché è continuata la musica, perché non hanno detto ai ragazzi di andare via?”.
Meloni ha continuato, affermando che se è vero che “la proprietaria è fuggita con la cassa, allora vuol dire che bisogna essere implacabili”, promettendo che il governo “è pronto a fornire alle famiglie tutta l’assistenza necessaria per far sì che queste famiglie possano avere giustizia, per quanto riguarda il piano giudiziario della vicenda”.
La presidente del Consiglio ha fatto poi notare che, in tema di sicurezza dei locali, in Italia “ le nostre norme sono più rigide di quelle che ci sono nel cantone, però io penso che quando accadno queste cose ci si deve sempre chiedere cosa si può imparare...noi dovremmo ragione della possibilità di vietare l’uso degli scintilii che vengono messi sulle bottiglie per festeggiare, immagino che si possano trovare mille altri modi per evitare che i locali vadano a fuoco”.
Infine, ho letto di una notizia di un incendio in un locale in Molise e forse tutto questo, ha auspicato Meloni, può essere oggetto di “riflessione”.
Piano Casa in dirittura d’arrivo, progetto a cui tengo moltissimo
Il Piano Casa è “in dirittura d’arrivo” e ha l’obiettivo di “mettere in campo un progetto che possa arrivare a mettere a disposizione 100.000 nuovi appartamenti a prezzi calmierati ragionevolmente nei prossimi 10 anni, al netto delle case popolari, altro tema del quale il piano casa intende occuparsi”. Così Meloni, che ha aggiunto in conferenza stampa che “il piano casa è un progetto molto ampio al quale stiamo lavorando insieme al ministro Salvini che voglio ringraziare, ci lavoriamo da diverso tempo con la collaborazione del ministro Foti, ma anche con la collaborazione di molti pezzi dei corpi intermedi e della società civile”.
Ovvero, ha aggiunto la premier, “penso a Confindustria, ma non solo. C’è anche, per dire, una disponibilità della Conferenza Episcopale Italiana su questo tema, quindi penso che si possa lavorare insieme al sistema Italia e presentare un pacchetto molto articolato”. Meloni ha definito il Piano Casa “un progetto al quale io tengo moltissimo”.
Meloni, non stiamo parlando di nuovo condono edilizio
Di una riproposizione del condono edilizio per ora “non se ne sta parlando”, ha detto la premier Giorgia Meloni.
Meloni, i commenti su agenzie di rating, su PIL Italia e occupazione
“Io guardo sempre con prudenza ai giudizi delle agenzie di rating, l’ho detto in passato e lo dico oggi”, ha detto Meloni rispondendo alla domanda del direttore di Milano Finanza, che ha fatto notare che l’Italia vive “un paradosso”, con la borsa che ha fatto meglio di Wall Street negli ultimi tre anni e le agenzie di rating che più volte hanno premiato l’Italia e lo spread in calo, a fronte di una economia reale che, tuttavia, non è nelle stesse condizioni.
Meloni ha ribattuto, mettendo in evidenza la solidità del mercato del lavoro e dell’occupazione in Italia, ricordando che di recente sono state riviste al rialzo le stime sulla crescita del 2023 dal +0,7% all’1%. La speranza dunque è che ci siano altre revisioni al rialzo sul trend del PIL.
Detto questo, Meloni ha ricordato la necessità di sostenere l’occupazione, lavorare per contenere i costi dell’energia, e chiaramente “favorire gli investimenti”, aggiungendo che “per me il modello da cui partire per favorire gli investimenti è quello della ZES del Mezzogiorno” applicato a livello nazionale.
“Risentiamo molto del rallentamento dell’economia tedesca, ci sono situazioni esogene che è difficile risolvere. Secondo me bisogna continuare a sostenere l’occupazione, lavorare per abbassare i prezzi dell’energia e favorire gli investimenti. Penso che il modello dal quale partire sia quello della ZES unica del Mezzogiorno”.
Per il 2026, Meloni ha sottolineato di avere due obiettivi: “ Sicurezza e crescita sono i miei due focus di questo anno ”.
Referendum riforma Giustizia, data probabile 22-23 marzo
Riguardo al referendum sulla riforma della Giustizia dobbiamo dare una data entro il 17 gennaio e a darla sarà “il prossimo Cdm. La data del 22 e 23 marzo è quella che a oggi mi sembra più probabile”, ha detto Meloni.
Macron ha ragione, arrivato il momento che l’Europa parli con la Russia. Ma con una sola voce
“Credo che Macron abbia ragione, io credo che sia arrivato il momento in cui l’Europa parli con la Russia”, ma il problema riguarda “chi lo deve fare”, anche perché, “se agissimo un modo sparso, finiremmo per fare un favore un Putin e questa è l’ultima cosa che voglio fare, fare un favore a Putin ”. Meloni ha rimarcato la necessità che l’Europa parli con una “sola voce”.
Dramma Gaza, per Meloni tregua Israele-Hamas molto fragile. Obiettivo costruzione di due Stati
“La tregua è molto fragile”. Così Giorgia Meloni, commentando la tregua tra Israele e Hamas e il dramma che la popolazione della striscia di Gaza continua a vivere. “Sono convinta che l’Italia possa giocare un ruolo unico e fondamentale in questo unico e delicato percorso, perché noi siamo rispettati da tutti, da Israele ma anche dall’Autorità nazionale palestinese, come dimostra la presenza di Abu Mazen ad Atreju (...) Io credo che l’Italia non dovrebbe escludere nulla, neanche la partecipazione a una forza internazionale”, chiaramente con l’obiettivo della costruzione di “due Stati”.
Meloni su Ucraina, l’unico modo per garantire la pace è la deterrenza. E ricorda etimologia della parola
“Ho già detto che i dibattiti si fanno all’interno della maggioranza, sulla questione della Russia e dell’Ucraina ”, così Meloni, palesemente infastidita da chi bolla il vicepremier Matteo Salvini un filo-putiniano. In riferimento alle definizioni di eventuali filo-russi e filo-ucraini, Meloni ha detto di non credere ai fili, se non “a quelli dei burattini”.
“Il dibattito all’interno della maggioranza sul tema Ucraina non è tra filorussi, filoucraini, i fili ce li hanno i burattini. I politici, se son seri, non devono essere filo niente. Nella maggioranza c’è un dibattito su come meglio si difende l’interesse nazionale”.
Meloni ha dunque detto di non condividere “il riferimento al veto putiniano di Salvini ”, considerandolo “una lettura che io considero un po’ di parte”.
“ L’unico modo per garantire la pace è la deterrenza ”, ha rimarcato la premier, facendo notare che “la parola deterrenza deriva dal latino” e ricordando, a proposito dell’etimologia del vocabolo, è che “il concetto è che devi essere abbastanza forte da far desistere il nemico ”.
Sull’ipotesi di inviare soldati italiani in Ucraina, Meloni si è così espressa:
“Non contesto le nazioni che vogliono inviare soldati ma non lo considero necessario da parte dell’Italia. Dall’inizio mi sono occupata di trovare una formula che potesse dare importanti garanzie di sicurezza e penso dobbiamo essere tutti fieri: oggi nei documenti che vengono discussi le garanzie di sicurezza per l’Ucraina vengono disegnate sulla base di una proposta che è stata fatta dall’Italia e lo dico anche perché nei lunghi mesi in cui abbiamo trattato questa materia molto spesso ho ascoltato politici e osservatori che deridevano l’Italia per una proposta totalmente campata in aria, evidentemente così campata in aria non era”.
Groenlandia, Meloni: dibattito deve coinvolgere non solo l’Europa, ma la NATO
“Penso che il dibattito non coinvolga solo l’Europa, ma anche la NATO ”. Così la Presidente del Consiglio a una domanda relativa all’obiettivo del presidente americano Donald Trump di prendere il controllo della Groenlandia ricorrendo all’azione militare. Obiettivo che Meloni non riconosce: “Continuo a non credere nell’ipotesi che gli Stati Uniti avviino un’azione militare per assumere il controllo della Groenlandia, opzione che chiaramente non condividerei. L’ho già messo nero su bianco ma che credo non converrebbe a nessuno, neanche agli Stati Uniti”.
“Allo stato attuale, l’ipotesi di un intervento per assumere il controllo della Groenlandia è stata esclusa sia da da Marco Rubio che dallo stesso Donald Trump ”, ha continuato Meloni, aggiungendo di ritenere che “l’amministrazione Trump con i suoi metodi molto assertivi stia soprattutto ponendo l’attenzione sull’importanza strategica della Groenlandia e in generale dell’area Artica per i suoi interessi e per la sua sicurezza” .
Secondo la Presidente del Consiglio, “il messaggio che gli USA vogliono dare è che non accetteranno ingerenze eccessive di altri attori stranieri in una area così strategica per la loro sicurezza e per i loro interessi. Ma questo è un tema che dal mio punto di vista coinvolge anche noi”.
Ancora Meloni:
“L’Europa deve continuare a lavorare in ambito NATO per una maggiore presenza della NATO nell’area artica, c’è scritto nello statement dei principali leader europei, nei documenti della NATO, e ci lavora anche il governo italiano, e non dalle ultime ore. Entro la fine di questo mese, il ministero degli Esteri presenterà una strategia italiana per l’Artico, capiamo quanto sia strategica questa area del mondo estiamo facendo la nostra parte. Gli obiettivi sono preservare l’area artica come zona di pace e cooperazione, contribuire alla sicurezza della regione, aiutare aziende italiane che volessero investire in questa realtà, e favorire la ricerca in un territorio strategico. Anche noi stiamo facendo la nostra parte”.
In ogni caso, ha continuato, “ io mi occuperei più di prevenire , e il modo migliore per prevenire problemi che potrebbero portarci molto in là è garantire una presenza seria e significativa dell’Alleanza atlantica nell’Artico che coinvolga anche la Groenlandia e rispondere quindi insieme ad una preoccupazione che capisco da parte degli USA che è quella di non avere una eccessiva ingerenza di altri attori che potrebbero anche essere ostili ”.
Meloni, non smetteremo di occuparci della scarcerazione in Venezuela di Alberto Trentini
“Il governo italiano si occupa quotidianamente del caso di Alberto Trentini e non smetteranno di occuparci di questa vicenda fino a quando la mamma Armanda non potrà abbracciare suo figlio”. Così la premier Meloni, in risposta alla domanda sulla possibile scarcerazione in Venezuela dei detenuti politici, tra cui anche Alberto Trentini.
“Il governo italiano si occupa della vicenda di Alberto Trentini quotidianamente da diciamo 400 giorni ” e Trentini “non è l’unico italiano detenuto in Venezuela”.
Inserisci titolo
L’immagine che ne emerge è di una contestazione al Presidente del Consiglio, ed è la prima volta che accade. Così la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni commenta le contestazioni dei giornalisti sul mancato rinnovo del contratto. Nell’Aula dei Gruppi parlamentari dove è in corso la conferenza stampa di Giorgia Meloni campeggiano infatti striscioni della Federazione nazionale stampa italiana con la seguente scritta: “Giornalisti da dieci anni senza contratto ma alla Fieg finanziamenti milionari”.
Nel momento in cui la presidente del Consiglio si è presentata in Aula, la segretaria generale FNSI Alessandra Costante, il presidente Vittorio Di Trapani e altri esponenti del sindacato dei giornalisti si sono alzati in piedi mostrando gli striscioni.
Sul caso Gedi, “il governo si è mosso tempestivamente, il sottosegretario Barachini ha convocato i vertici di Gedi, i cdr delle testate del gruppo, ha parlato anche con l’imprenditore greco in trattativa per l’acquisto: abbiamo ribadito a tutti l’importanza della difesa dei livelli occupazionali, allo stato non c’è nulla di deciso ma chiaramente continuiamo a seguire la vicenda”.
La Presidente del Consiglio Meloni prende la parola ringraziando Bartoli, solidarietà ai giornalisti
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ringrazia i presenti dopo il discorso del Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Carlo Bartoli, sottolineando che ormai la conferenza stampa di fine anno è diventata una conferenza di “inizio anno” e confermando la “solidarietà” alla comunità dei giornalisti: “Non parliamo solo di zone di guerra, ma di tutti quei luoghi oltraggiati dalla criminalità organizzata”.
Meloni ha continuato, sottolineando che “molti di loro (dei giornalisti) hanno perso la vita”. Meloni ha menzionato anche l’attacco alla sede del quotidiano La Stampa . Anche se i giornalisti non erano presenti, ha sottolineato, l’attacco è stato rivolto a loro. “I giornalisti non erano presenti ma erano l’oggetto di quella intimidazione ”.
Riguardo al tema di sicurezza dei giornalisti inviati in zone di guerra, “abbiamo organizzato un seminario ad hoc su questo, nel dl Ucraina è stata inserita la norma che i giornalisti free lance inviati in aree di guerra devono essere informati e avere una adeguata copertura assicurativa: servono risorse, le abbiamo reperite nel bilancio della presidenza della Presidenza del Consiglio, per il riconoscimento all’editore che ne faccia richiesta di un contributo per assicurazione e formazione”.
Conferenza stampa Meloni inizia con cordoglio per tragedia Crans Montana.
La conferenza stampa di Giorgia Meloni inizia con il cordoglio del Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli per la strage di Crans Montana. Bartoli ha ricordato anche le guerre in corso in Ucraina e il dramma di Gaza, rilanciando la necessità di tutele a favore dei giornalisti italiani.
Citato l’attacco al giornalista Sigfrido Rannucci dello scorso ottobre 2025, quando un ordigno è esploso davanti alla sua abitazione a Pomezia, distruggendo la sua auto e quella della figlia.
Al via la conferenza stampa di Giorgia Meloni
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata nell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, per rispondere alle domande dei giornalisti, in occasione della consueta conferenza stampa di ’fine anno’, rimandata a oggi, venerdì 9 gennaio 2026.
In una nota rivolta alla neo presidente del Venezuela Delcy Rodriguez la premier Meloni ha espresso oggi gratitudine “per la scelta di avviare la liberazione di detenuti politici, fra i quali anche italiani ”, aggiungendo: “Spero vivamente che questo percorso prosegua con ulteriori passi nella medesima direzione”.
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