Concorsi scuola a rischio: il decreto salva-precari non è ancora in Gazzetta, ecco perché

Il decreto salva-precari non è ancora in Gazzetta Ufficiale: gli insegnanti precari sono preoccupati per il loro destino. Ecco perché il Presidente della Repubblica tarda a firmare.

Concorsi scuola a rischio: il decreto salva-precari non è ancora in Gazzetta, ecco perché

Scuola: che fine ha fatto il decreto salva-precari? Se lo chiedono i docenti che in questo provvedimento hanno riposto le loro speranze di stabilizzazione, visto che tra le tante novità introdotte da questa misura c’è anche il concorso scuola straordinario riservato ai precari con almeno tre annualità di servizio come supplenti.

Il decreto salva-precari dopo settimane di trattative (ricordiamo che questo venne previsto dall’accordo che MIUR e sindacati raggiunsero nell’aprile del 2019) è stato approvato dal Consiglio dei Ministri in data 10 ottobre e adesso si attende solamente la firma del Presidente della Repubblica e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale affinché diventi operativo.

Il problema è che, passate due settimane dall’approvazione, non ci sono ancora novità in tal senso, con il decreto salva-precari che ad oggi risulta essere bloccato. Una situazione di stallo che preoccupa gli insegnanti, dal momento che il loro destino è legato a quello del decreto: solo una volta che il salva-precari sarà in Gazzetta, infatti, si potrà procedere con la pubblicazione dei bandi di concorso che - secondo quanto dichiarato dal Ministro dell’Istruzione - dovrebbero essere in Gazzetta Ufficiale entro novembre 2019.

Ma per quale motivo allora il decreto salva-precari non è stato ancora firmato dal Presidente Sergio Mattarella? Secondo le ultime indiscrezioni in merito, l’oggetto della contesa sarebbe proprio un concorso scuola contenuto nel decreto, vediamo quale.

Perché il DL salva-precari si trova in una situazione di stallo

Sembra che il decreto non sia stato ancora firmato dal Presidente della Repubblica a causa di alcuni problemi riscontrati dopo l’approvazione del Consiglio dei Ministri.

Questi dovrebbero riguardare un concorso introdotto in extremis nel decreto, riguardante il personale amministrativo.

Nel decreto, infatti, viene previsto un nuovo concorso per DSGA che - a differenza di quello ancora in corso - sarà riservato ai soli assistenti amministrativi che in questi anni hanno ricoperto le funzioni di direttore dei servizi generali e amministrativi. Il problema è che nel decreto non viene menzionato il titolo di studio necessario per la partecipazione al concorso.

Ma non è il solo problema con cui la Presidenza del Consiglio deve fare i conti: sono sorte molte polemiche, ad esempio, per l’esclusione di alcune categorie di docenti dalla partecipazione al concorso straordinario. Nel DL salva-precari non vi è, infatti, il riconoscimento del servizio prestato presso le scuole paritarie ai fini dell’iscrizione al concorso.

A tal proposito il Governo sembra attraversare una fase di riflessione. Le strade percorribili sono due: pubblicare in Gazzetta Ufficiale il decreto così com’è per poi attuare le modifiche del caso con il procedimento di conversione in legge, oppure rimettere mano fin da subito al testo, allungando così i tempi.

Una decisione che avrà ripercussioni sugli stessi concorsi scuola: più tardi il decreto salva-precari verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e più sarà complicato pubblicare i bandi entro novembre 2019, scadenza che secondo il Ministro dell’Istruzione è necessaria per far sì che le graduatorie di merito del nuovo concorso possano essere utilizzate già per le assunzioni nell’a.s. 2020-2021.

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