Come si forma un nuovo Governo?

Dopo l’elezione dei membri della Camera dei Deputati e del Senato, gli italiani attendono di scoprire quali forze politiche governeranno il Paese. Ecco quali saranno le prossime tappe che porteranno alla nomina del nuovo Governo.

Come si forma un nuovo Governo?

Quando avremo il nuovo Governo? È questa la domanda che molti italiani si stanno facendo in queste ore, quando il risultato delle elezioni politiche è ormai ufficiale.

Gli italiani dopo aver votato vogliono sapere cosa succederà adesso e quanto tempo ci vorrà prima che venga nominato il nuovo Governo. Come noto con l’appuntamento elettorale del 4 marzo gli italiani - circa il 73% degli aventi diritto - hanno indicato i loro rappresentanti in Parlamento; essendo una Repubblica parlamentare, infatti, l’Italia non prevede l’elezione diretta dell’Esecutivo, come ad esempio avviene negli Stati Uniti d’America.

In Italia il Governo viene nominato dal Presidente della Repubblica, il quale ha il dovere di incaricare un Presidente del Consiglio con il compito di formare un Esecutivo.

Parlamento e Governo sono legati da un legame fiduciario, poiché quest’ultimo resta in carica solamente fino a quando gode della fiducia del Parlamento.

Ecco perché qualsiasi Governo prima di entrare in carica deve presentarsi di fronte alla Camera dei Deputati e al Senato per ottenere la fiducia, la quale viene concessa dalla maggioranza relativa dei presenti.

Ad oggi né alla Camera dei Deputati né al Senato c’è una maggioranza chiara e definita, ecco perché non c’è chiarezza su quali forze politiche sosterranno il nuovo Governo. Centrodestra e Movimento 5 Stelle rivendicano entrambi il proprio diritto di governare, ma l’ultima decisione spetterà al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Gli italiani - visto questo stato di incertezza - attendono con ansia di scoprire quale sarà la decisione di Mattarella; bisogna chiarire, però, che lo scopriremo solamente tra qualche settimana, perché prima di nominare il nuovo Presidente del Consiglio dovrà attendere almeno fino alla prima seduta delle nuove Camere del Parlamento.

Per fare chiarezza su questo aspetto abbiamo deciso di scrivere una guida su come si forma un Governo in Italia, mettendo in risalto tutte le prossime tappe che porteranno alla nomina del nuovo esecutivo.

La prima seduta del Parlamento

Per nominare un Governo c’è bisogno che ci sia un Parlamento in grado di votare la fiducia; ecco perché prima di ufficializzare qualsiasi decisione in merito al designato alla Presidenza del Consiglio, Mattarella aspetterà la prima seduta delle due Camere del Parlamento.

Come indicato dall’articolo 61 della Costituzione la prima riunione delle Camere “ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni”; ecco perché la prima seduta di Camera e Senato è in programma per il 23 marzo 2018.

Durante la prima riunione i neo eletti deputati e senatori avranno il compito di eleggere i Presidenti delle rispettive Camere:

  • per la Camera dei Deputati viene eletto Presidente colui che ottiene la maggioranza dei 2/3 dei componenti (nel I° scrutinio), la maggioranza dei 2/3 dei voti (II° e III° scrutinio), o la maggioranza assoluta (dal IV° scrutinio in poi);
  • per il Senato viene eletto Presidente colui che ottiene la maggioranza assoluta dei voti (I° e II° scrutinio), la maggioranza assoluta dei presenti (III° scrutinio), oppure con la maggioranza relativa nel ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti.

Dopo l’elezione dei Presidenti di Camera e Senato, ogni senatore e deputato dovrà dichiarare a quale gruppo parlamentare appartiene; chi non lo fa confluirà nel gruppo misto.

L’appuntamento del 23 marzo è molto importante non solo per il prestigio delle due cariche dello Stato che verranno elette dal Parlamento, ma anche perché - in base alla maggioranza che sosterrà i nuovi Presidenti delle Camere - Mattarella potrebbe trarre le giuste indicazioni su quale sarà la forza politica da incaricare per la formazione del nuovo Governo.

Le consultazioni

Una volta che l’insediamento del nuovo Parlamento è completo, il Presidente del Consiglio uscente Paolo Gentiloni dovrà rassegnare le dimissioni.

A questo punto avrà inizio il giro delle consultazioni con il Presidente della Repubblica, la procedura che pur non essendo prevista da alcun articolo della Costituzione si è consolidata nel tempo tant’è da essere definita come convenzione costituzionale.

La prassi vuole che i primi a salire al Colle siano il Presidente del Senato e quello della Camera, seguiti dai rappresentanti di ogni gruppo parlamentare e - per rispetto - dagli ex Presidenti della Repubblica (Napolitano è l’unico ancora in vita).

Il conferimento dell’incarico

Una volta ascoltate le principali cariche dello Stato e i rappresentanti dei gruppi parlamentari, il Presidente della Repubblica affiderà il preincarico ad un esponente politico che a sua volta dovrà tenere delle consultazioni informali con le altre forze politiche presenti in Parlamento, così da verificare se un Governo da lui guidato avrebbe o no il sostegno da parte della maggioranza parlamentare.

La prassi vuole che il primo preincarico venga conferito al leader dello schieramento che ha ottenuto la maggioranza dei voti alle elezioni, quindi in questo caso a Matteo Salvini (come da accordi presi con gli altri leader del Centrodestra).

Il leader della lega una volta completato il giro delle consultazioni si recherà nuovamente al Colle per sciogliere la riserva, accettando oppure rifiutando l’incarico conferito.

In quest’ultimo caso il Presidente della Repubblica assegnerà un nuovo preincarico, molto probabilmente al leader del Movimento 5 Stelle (la lista ad aver ottenuto più voti alle elezioni) Luigi Di Maio, e così via fino a quando non si troverà un Presidente del Consiglio che accetta il conferimento dell’incarico.

La fiducia del Parlamento

Una volta accettato l’incarico il Presidente del Consiglio presenterà la sua squadra di Governo al Capo dello Stato, il quale a sua volta emanerà tre diversi decreti:

  • nomina del Presidente del Consiglio;
  • nomina dei singoli Ministri;
  • accettazione delle dimissioni del Governo uscente.

A questo punto il nuovo esecutivo dovrà prestare giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica ed entro 10 giorni (come stabilito dall’articolo 94 della Costituzione) si presenta davanti alle Camere per ottenere la fiducia.

Per la fiducia si ricorre alla votazione per appello nominale, in modo palese; questa viene concessa qualora abbiano espresso parere favorevole la maggioranza dei presenti.

Se il Governo ottiene la fiducia acquisisce la pienezza dei suoi poteri; in caso contrario la parola spetterà nuovamente al Presidente della Repubblica, il quale dovrà conferire un nuovo pre-incarico oppure pensare ad una soluzione alternativa, come ad esempio un Governo di scopo.

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