Il bonus mobili ed elettrodomestici rappresenta una delle agevolazioni fiscali più utilizzate in Italia, ideata per incentivare l’acquisto di arredi e dispositivi tecnologici in concomitanza con lavori di ristrutturazione edilizia.
Questa misura, infatti, offre un supporto significativo a chi decide di rinnovare la propria abitazione, consentendo di ottenere vantaggi fiscali per l’acquisto di nuovi mobili e elettrodomestici.
Tuttavia, per poter usufruire di questa opportunità, è fondamentale seguire una serie di regole ben precise che stabiliscono chi può realmente beneficiare del bonus e come le spese devono essere correttamente gestite.
In particolare, uno degli errori più comuni riguarda la gestione separata delle spese tra i coniugi, un comportamento che potrebbe compromettere l’accesso alla detrazione. Approfondiamo insieme le specifiche di questa normativa per comprendere meglio come evitare problematiche e sfruttare al massimo i vantaggi fiscali.
Bonus Mobili ed Elettrodomestici, cos’è e a chi spetta
La Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024) ha prorogato il bonus mobili ed elettrodomestici. Si tratta di una misura fiscale che consente di ottenere una detrazione IRPEF pari al 50% delle spese sostenute per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia.
L’agevolazione si applica non solo ai mobili, ma anche ai grandi elettrodomestici con un’efficienza energetica non inferiore a:
- classe a per forni
- classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie
- classe F per i frigoriferi e i congelatori
La detrazione si applica per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici nuovi, destinati a completare l’arredo di un’abitazione che sia stata sottoposta a interventi di recupero edilizio, come ristrutturazioni o restauri.
L’importo della detrazione viene ripartito in dieci quote annuali di pari importo e la richiesta del bonus avviene direttamente tramite la dichiarazione dei redditi, utilizzando il modello 730 o il modello Redditi delle persone fisiche.
Inoltre, il bonus mobili può essere richiesto anche nel caso in cui il contribuente abbia scelto di cedere il credito d’imposta o di optare per lo sconto in fattura, come previsto dalle normative fiscali per il settore edilizio. Questa opzione consente di ottenere il beneficio direttamente in fase di pagamento, senza dover attendere la presentazione della dichiarazione dei redditi. La corretta gestione delle spese e delle detrazioni è quindi fondamentale per evitare di perdere un’opportunità fiscale vantaggiosa e garantire il corretto utilizzo di tutte le agevolazioni previste dalla legge.
Cosa succede quando le spese sono sostenute da entrambi i coniugi
Cosa accade quando le spese vengono sostenute da entrambi i coniugi? In questo caso, la normativa fiscale è chiara e precisa, evitando potenziali fraintendimenti. Come indicato nella guida aggiornata a gennaio 2025 sul bonus mobili ed elettrodomestici, la detrazione spetta esclusivamente al contribuente che beneficia della detrazione per le spese relative agli interventi di recupero del patrimonio edilizio. Questo implica che, nel caso in cui uno dei coniugi abbia sostenuto le spese per la ristrutturazione dell’immobile e l’altro quelle per l’arredo, il bonus mobili ed elettrodomestici non può essere richiesto da nessuno dei due.
In sostanza, il bonus è legato a chi ha usufruito della detrazione per i lavori di ristrutturazione edilizia, senza possibilità di separare le due voci di spesa tra i coniugi. Di conseguenza, se i coniugi non sono d’accordo sulla distribuzione delle spese o se non c’è un’unica persona che ha sostenuto entrambe le tipologie di spese (ristrutturazione e acquisto di mobili), il bonus non può essere applicato.
È importante quindi prestare molta attentamente anche a questo aspetto, assicurandosi che le spese per ristrutturazione e arredo siano documentate in modo chiaro, per evitare complicazioni nella richiesta del bonus e per evitare di perdere opportunità fiscali che potrebbero spettare loro.