Come ha fatto Elon Musk a diventare l’uomo più ricco del mondo

Ilena D’Errico - Davide Galasso

6 Luglio 2026 - 23:23

Elon Musk è l’uomo più ricco del mondo e il primo triliardario della storia, con un patrimonio quasi quattro volte quello di Larry Page, al secondo posto. Numeri a cui non arrivi per caso.

Come ha fatto Elon Musk a diventare l’uomo più ricco del mondo

Elon Musk è senza dubbio l’uomo del momento. Non a caso, sicuramente, visto che con un patrimonio di circa 1.053 miliardi di dollari risulta essere la persona più ricca del pianeta e anche il primo triliardario della storia. Oggi ha perso il titolo, con qualche miliardo in meno a seguito del debutto in Borsa di SpaceX, ma è un ostacolo da poco rispetto al suo background.

Piaccia o meno, Elon Musk gioca in un campionato tutto suo, con un distacco di quasi quattro volte dal secondo uomo più ricco del mondo: Larry Page e il suo patrimonio da 291 miliardi di dollari. Questo, però, non è l’unico aspetto che lo ha posto sotto ai riflettori. Una personalità stravagante, a tratti bizzarra e dei comportamenti insoliti e sull’orlo del discutibile hanno contribuito notevolmente a far parlare di lui.

Nonostante le controversie legate al suo personaggio, al momento, il magnate sudafricano è a capo di una numerosa serie di aziende molto influenti che stanno rivoluzionando il panorama della tecnologia attuale.

Anche grazie a Musk (possiamo dirlo) diversi settori stanno conoscendo una fase di sviluppo e progresso a dir poco vertiginosa intorno ai quali, come prevedibile, gira una quantità di soldi così alta che è persino difficile da immaginare.

Prima di tutto questo però, Elon era una persona qualunque, proprio come tutti noi.

Come ha fatto a diventare l’uomo più ricco del mondo?

Condizioni familiari e prime influenze

Elon Musk è nato a Pretoria, in Sudafrica, in una famiglia di agiate condizioni economiche che ha da subito incentivato il suo interesse verso la scienza e la tecnologia.

La sua infanzia è stata da subito caratterizzata da un ambiente che favoriva la curiosità e l’apprendimento e, spinto principalmente dal padre ingegnere, ha iniziato molto giovane a coltivare i suoi interessi.

Già da bambino aveva dimostrato capacità strabilianti in diversi ambiti relativi soprattutto alle scienze. Lettore appassionato, sembra che a soli 10 anni avesse ottime abilità di programmazione che gli hanno permesso, quando era solo dodicenne, di sviluppare e vendere un videogioco dimostrando già uno spiccato talento per il mondo imprenditoriale.

Questo periodo non è stato, però, privo di complicazioni. Come riportato dal biografo Walter Isacsoon, infatti, la prima adolescenza di Musk sarebbe stata abbastanza travagliata, segnata soprattutto da bullismo e problemi relazionali con la figura paterna che, secondo lo scrittore, avrebbero lasciato segni evidenti sulla sua psiche e sulla personalità.

Formazione accademica eccellente

Alla base del grande successo di Elon Musk c’è sicuramente un’eccelsa formazione accademica e universitaria, ottenuta lontano dal suo Paese. In tarda adolescenza, infatti, si trasferisce in America, precisamente in Canada, dove frequenta per due anni la Queen’s University dell’Ontario.

In seguito, si sposta negli Stati Uniti e si laurea ben due volte all’Università della Pennsylvania sia in fisica che in economia, due dei suoi più grandi interessi.

Questo notevole background accademico ha fornito al futuro CEO di Tesla una base molto solida per i suoi futuri impegni nell’imprenditoria. Tuttavia, possiamo dire che talento, impegno e fiuto per gli affari non gli mancassero neanche prima. Musk ha sviluppato il videogioco Blastar a soli 12 anni, per poi rivenderlo a una rivista specializzata a 500 dollari.

Grandi mosse e successi finanziari

La vita di Musk ha conosciuto una svolta significativa nel 1995 quando a 24 anni ha co-fondato, assieme al fratello Kimbal e a un alto socio, Zip2 un’azienda di mappatura e directory online che ha rivoluzionato il modo in cui le persone potevano accedere alle informazioni sulla rete.

Non è ben chiaro, però, se nelle creazione dell’impresa abbia avuto un ruolo significativo anche il padre dei fratelli Musk. Alcune fonti, infatti, sostengono che Errol abbia fornito ai due figli quasi 30.000 dollari per finanziare il piano di sviluppo. Tuttavia, Elon ha smentito queste informazioni, dichiarando che il contributo paterno fosse stato inferiore.

Dispute familiari a parte, Zip2 fu un vero e proprio successo e la società venne venduta due anni dopo per ben 307 milioni di dollari lasciando a Musk un importante slancio finanziario per gli investimenti futuri.

Negli anni a seguire Elon ha proseguito la serie di investimenti azzeccati, dimostrando lungimiranza e una profonda strategia nella comprensione del mondo finanziario. Forse, è stato proprio questo insieme di competenze che, più di tutte, lo hanno portato a un successo tale che potremmo definire stellare (per rimanere in tema con le sue passioni spaziali).

Dalla vendita di Zip2 ha ricavato circa 22 milioni di dollari, una cifra sicuramente importante ma che da sola non giustifica i risultati ottenuti dall’imprenditore in seguito. Musk si è invece dimostrato abile tanto nella strategia di mercato quanto nel pensiero tecnologico. Da quei soldi è nata x.com, una sorta di banca virtuale che è poi diventata PayPal dopo la fusione con Confinity. È stato proprio Musk a unire la praticità dei pagamenti online alle caratteristiche di un istituto di credito, rivoluzionando il settore.

Gli investimenti in Tesla e Space X

Grazie ai fondi ottenuti dagli investimenti successivi, tra cui la vendita a eBay di PayPal per circa un miliardo e mezzo di dollari, Musk si affaccia concretamente al mondo aerospaziale fondando Space X. Il suo obiettivo era quello di ridurre i costi legati ai viaggi nello spazio con un sogno nel cassetto che è la migliore espressione del suo essere visionario: colonizzare Marte, il pianeta rosso. Un sogno che l’ha portato a fondare l’azienda, da domani nel Nasdaq-100 (uno dei principali indici azionari mondiali, che racchiude le 100 maggiori società non finanziarie quotate sull’omonima borsa elettronica statunitense), solo perché i missili russi non erano convenienti da acquistare.

L’investimento più fruttuoso, però, è stato quello su Tesla, la famosa azienda produttrice di auto elettriche che più di tutte ha contribuito ad accrescere il suo patrimonio. Tuttavia, Il percorso verso la gloria non è stato privo di difficoltà e insuccessi. Inizialmente, infatti, le sfide affrontate dalle aziende sono state ardue e il magnate di Pretoria ha affrontato problemi non da poco.

Addirittura, nel 2008, Musk è arrivato sull’orlo della bancarotta da cui si è salvato per miracolo con l’aiuto di fondi pubblici e soprattutto al contratto commerciale con la NASA per rifornire la Stazione Spaziale Internazionale. Ad agosto dello stesso anno, inoltre, va virale in rete una foto divenuta simbolo del suo fallimento, in cui attonito fissa i detriti di un Falcon andato in frantumi. Ma come in un film, da qui si è rialzato meglio di prima. La stessa Tesla ha rischiato il fallimento almeno 6 volte secondo le dichiarazioni di Musk e oggi è inarrestabile.

Espansione verso altri settori innovativi

Nonostante le complicazioni il visionario tecnologico non si è mai arreso e, mostrando intraprendenza e dedizione, è uscito dalla crisi rientrando a gonfie vele nel mercato. Dal 2008 è cambiato tanto, anche a seguito della fondazione di altre imprese super innovative come Open AI, Neuralink e The Boring Company, rispettivamente attive nei settori dell’Intelligenza artificiale, delle neurotecnologie e delle infrastrutture moderne.

OpenAI era stata fondata da Musk nel 2015 come società no-profit, ma ha cambiato rotta dopo l’uscita di Musk (a causa del possibile conflitto di interessi con Tesla), che ha tentato senza successo di riportarla allo scopo originario. Poco importa, perché nel 2023 ha fondato xAI, da poco acquisita da SpaceX, e presto unita con X (nato dall’acquisto di Twitter).

Il segreto del successo di Musk

Ripercorrere il percorso che ha portato Elon Musk dallo sviluppo di un videogioco amatoriale al patrimonio più grande del mondo richiede inevitabilmente una sintesi importante. Ci sono tante altre società degne di nota, come SolarCity per la produzione di pannelli solari e batterie (inglobata poi in Tesla) e Hyperloop, per il trasporto di veicoli elettrici incapsulati ad elevate velocità.

Chiaramente, sono molteplici i passaggi tecnici ed economici che hanno permesso a Musk di aumentare le sue ricchezze ed estendere il suo impero, ma non è l’unico aspetto che interessa. Cos’è che distingue Musk da altre persone? Non un’unica caratteristica, ma un insieme peculiare e, nel suo caso, funzionale. Una spiccata intelligenza, il senso dell’impegno e l’ambizione hanno viaggiato insieme a una formazione accademica d’eccellenza, passioni fortunatamente coerenti con i mercati e ottime analisi future, tanto dell’economia mondiale quanto delle esigenze condivise.

E poi, bisogna riconoscerlo, la personalità e il carattere dell’ormai ex triliardario hanno rappresentato un valore aggiunto. Non si è arreso alle difficoltà, ha seguito le idee più eccentriche e soprattutto si è assunto rischi da cui chiunque altro sarebbe fuggito, mettendo in gioco tutto ogni volta. Perché anche se a spingere Musk non sono necessariamente motivi umanitari, non agisce per il profitto in senso stretto (anche se sa rincorrerlo), non come farebbero le persone comuni, ma per obiettivi personali e singolari, dalla libertà alla colonizzazione di Marte.