Chi accusa un’intossicazione alimentare potrebbe sospettare la responsabilità del ristorante. Ecco quando e come denunciare.
L’intossicazione alimentare può colpire anche dopo aver mangiato al ristorante o in altro locale pubblico. In questi casi è del tutto normale che i cittadini vogliano capire i propri diritti, anche perché non sempre i sintomi sono leggeri e si risolvono spontaneamente. Di fatto, quando si parla di intossicazione alimentare non ci si riferisce a una patologia specifica, ma a tutta una serie di malattie che colpiscono prevalentemente il tratto gastrointestinale a seguito dell’assunzione di cibi o bevande.
C’è una moltitudine di agenti patogeni che può scatenare queste patologie, per lo più tenuti a bada dal rispetto delle norme di igiene e sicurezza. Ecco perché se i sintomi compaiono dopo un pranzo o una cena al ristorante è lecito domandarsi se la prassi sia stata seguita correttamente o se per caso ci siano delle colpe.
La responsabilità del ristorante per l’intossicazione
Dalla qualità del prodotto allo stato di conservazione, passando per le eventuali contaminazioni, ci sono diversi momenti in cui un alimento può diventare non salubre e non sicuro da assumere. La responsabilità del ristorante può quindi derivare da diverse negligenze o vere e proprie colpe, ma non sempre sussiste. Il ristorante può non essere responsabile per il malessere dei clienti, non dover pagare alcun risarcimento né tanto meno aver commesso un reato.
Naturalmente, la valutazione non spetta ai clienti, che devono affidarsi in buona fede ai mezzi riconosciuti dalla legge. A patto che si agisca con correttezza, denunce, segnalazioni o cause civili non espongono nessuna delle parti a conseguenze ingiuste. Ovviamente, le accuse devono essere motivate e riguardanti fatti riscontrabili. Calunniare il ristoratore con accuse che si sanno essere false sarebbe infatti un grave illecito.
Ad ogni modo, il ristoratore è responsabile se le pietanze consumate dal cliente nel proprio locale (e servite dallo stesso ovviamente) sono causa di un’intossicazione alimentare. Nel caso in cui i malesseri siano dovuti a condizioni di salute del cliente, come un’allergia, la responsabilità dipende dall’aver comunicato o meno con chiarezza al ristorante la particolare esigenza.
Come denunciare il ristorante
Chi vuole richiamare il ristorante ad assumersi le proprie responsabilità per un’intossicazione alimentare ha diverse strade percorribili. La denuncia vera e propria alle forze dell’ordine, la causa civile per il risarcimento e la segnalazione sanitaria sono sicuramente le più importanti. I ristoratori sono tenuti a rispettare il Codice del consumo e i vari standard di sicurezza e igiene per il settore alimentare.
A seconda del caso specifico, la responsabilità per un’intossicazione può quindi ricadere su diversi soggetti, come il titolare o il cuoco. In ogni caso, chi sospetta un’intossicazione alimentare deve indubbiamente chiedere un parere medico come prima cosa. Questo sarà fondamentale, insieme a certificati ed eventuali perizie successive, per dimostrare la presunta responsabilità del ristorante.
Il cliente dovrà anche provare il nesso causale tra lo stato patologico e il cibo consumato nel locale, affidandosi pure a indizi concludenti. A tal proposito, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20985/2007, ha affermato che “il difetto del prodotto è direttamente desumibile dai risultati anomali che il suo uso ha causato rispetto alle normali aspettative”.
Cosa rischia il ristorante (e come si tutela il cliente)
Saranno comunque le forze dell’ordine a verificare la conformità del ristorante con ispezioni e verifiche accurate a seguito della denuncia, per la quale bisogna seguire l’ordinaria procedura. Questo passaggio è indispensabile anche per accertare le eventuali responsabilità penali. L’articolo 444 del Codice penale è infatti dedicato al commercio di sostanze alimentari nocive, prevedendo la reclusione da 6 mesi a 3 anni e la multa non inferiore a 51 euro.
Il ristorante corre dei rischi anche di tipo amministrativo, con sanzioni per il mancato rispetto della normativa, e civilistico. I clienti hanno diritto al risarcimento del danno provocato dall’intossicazione alimentare e alla restituzione del compenso pagato, una volta accertata la responsabilità del locale.
Come ribadito in più occasioni dalla Cassazione, però, non è dovuto risarcimento per fastidi minimi come un leggero mal di pancia. Ciò non significa che il risarcimento sia limitato ai casi più estremi, ma solo che non può essere preteso per ogni piccolo disturbo.
A tal fine bisogna affidarsi alla valutazione medica e in caso di dubbio all’assistenza di un avvocato che potrà accompagnare il cliente in tutto il percorso. Indipendentemente da tutto, i cittadini hanno sempre la possibilità di segnalare sospetti sul mancato rispetto delle norme igienico-sanitarie all’Asl o al Nas dei Carabinieri - senza malafede - per preservare la salute pubblica.
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