Come approfittare dei prezzi del petrolio in discesa?

R. F.

16 Aprile 2025 - 14:43

La guerra sui dazi è potenzialmente recessiva. Come approfittare dei prezzi del petrolio in discesa?

Come approfittare dei prezzi del petrolio in discesa?

I prezzi del petrolio WTI sono al momento stabili in area 61,30 dollari barile, mentre le politiche commerciali sui dazi in evoluzione degli Stati Uniti hanno alimentato l’incertezza. I mercati stanno valutando l’impatto potenziale della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina sulla crescita economica e sulla domanda di energia.

Oggi la Cina si è dichiarata disponibile ad un dialogo costruttivo con gli USA, ma ha messo subito “le mani avanti”, pretendendo due cose fondamentali: rispetto nel linguaggio e nei modi di comunicare da parte di Trump e la nomina di un portavoce che goda della piena fiducia di Trump, che cioè abbia i pieni poteri per negoziare (onde evitare che dopo l’accordo, Trump lo rinneghi immediatamente il giorno successivo).

La Cina non si fida. E fa bene.

FUTURE SUL WTI 16/07/2020-16/04/2025 FUTURE SUL WTI 16/07/2020-16/04/2025 FONTE: BLOOMBERG

La debolezza dei prezzi del petrolio può essere osservata qui sopra dal grafico Bloomberg del future sul WTI, nell’arco di tempo 2020-2025. Sono molto lontani i tempi in cui il petrolio aveva toccato e superato la fatidica soglia dei 120 dollari barile (marzo e giugno 2022). Ora invece è sull’orlo di bucare un supporto statico di 60 dollari barile, evidenziato dalla linea bianca parallela all asse delle ascisse. Decisamente, i tempi sono cambiati.

Ieri l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) ha dichiarato che la domanda globale di petrolio è prevista crescere al ritmo più lento degli ultimi cinque anni nel 2025 e anche che l’aumento della produzione statunitense rallenterà, a causa delle tariffe imposte dal presidente Donald Trump ai partner commerciali e delle misure di ritorsione all’export di petrolio americano adottate da questi ultimi.

Sempre secondo l’AIE, la domanda mondiale di petrolio quest’anno dovrebbe crescere di 730.000 barili al giorno, un calo significativo rispetto ai 1,03 milioni di barili al giorno previsti il mese scorso, prima del “Liberation Day” inscenato da Trump alla Casa Bianca il 2 aprile.

La stima di riduzione è addirittura maggiore rispetto al taglio previsionale effettuato lunedì 14 aprile da un altro ente autorevole, cioè dall’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC).

In sintesi, siamo di fronte a due possibilità.

Se il mercato azionario - attualmente sotto pressione a causa delle tariffe - dovesse rimbalzare, potremmo vedere un rally nei prezzi del petrolio spingendo il WTI oltre i 65 dollari. Ma senza quel supporto del mercato equity, i prezzi probabilmente potrebbero sfondare il supporto statico fondamentale dei 60 dollari.

Dai 60 dollari in giù graficamente si apre una sorta di “terra di nessuno” perché il livello seguente di supporto è situato molto più in basso, sui 42 dollari per il WTI (vedi la linea rossa del grafico Bloomberg di cui sopra).

Le preoccupazioni per l’escalation delle tariffe di Trump, combinate con l’aumento della produzione da parte di OPEC+ (un gruppo che comprende l’OPEC e i suoi alleati produttori come la Russia) hanno già fatto scendere i prezzi del petrolio di circa il 13% da inizio mese.

L’incertezza legata alle tensioni commerciali ha portato diverse banche, tra cui UBS, BNP Paribas e HSBC, a ridurre le loro previsioni sul prezzo del petrolio.

Come sapete, Trump ha aumentato in modo significativo le tariffe sui beni cinesi, spingendo Pechino ad imporre dazi punitivi sulle importazioni statunitensi, in una guerra commerciale sempre più intensa tra le due maggiori economie del mondo, che i mercati temono possa portare a una recessione globale.

In un ulteriore segno di inasprimento delle tensioni, la Cina ha ordinato ieri alle sue compagnie aeree di non ricevere ulteriori consegne di aerei Boeing, in risposta alla decisione degli Stati Uniti di imporre tariffe del 145% sui beni cinesi.

Nel frattempo, si stanno creando problemi di sovrapproduzione: le scorte di petrolio greggio degli Stati Uniti sono aumentate di 2,4 milioni di barili nella settimana terminata l’11 aprile, secondo fonti di mercato che citano i dati dell’American Petroleum Institute pubblicati sempre martedì 15 aprile.

Il conflitto tariffario tra Stati Uniti e Cina rimane la minaccia più significativa per l’economia globale e per la domanda di petrolio, e quindi la soglia dei 60 dollari barile potrebbe essere facilmente bucata al ribasso se i dati macro-economici effettivi, cioè i dati reali delle grandi macro-aree (PIL, produzione industriale, disoccupazione ecc.) dovessero poi – nelle settimane seguenti - trasformare queste incertezze sulla crescita in certezze sulla recessione mondiale.

Oggi sono usciti anche i dati sul prodotto interno lordo (PIL) della Cina, che è cresciuto del 5,4% su base annua nel primo trimestre, superando la previsione del 5,1% di un sondaggio Reuters. Ma non fatevi ingannare dal dato del PIL cinese, e per due ragioni:

  • i dati del 1° trimestre si chiudono il 31 marzo, prima cioè della fatidica data del 2 aprile del Liberation Day di Trump,
  • la performance migliore delle aspettative è stata causata dal fatto che gli esportatori hanno anticipato in marzo le spedizioni di aprile, cioè hanno iniziato a spedire ben prima dell’attuazione delle tariffe sulle merci cinesi, come se i cinesi avessero avuto presentimento del terremoto che sarebbe accaduto sui dazi di lì a poco.

Quindi, con molta probabilità, il +5,4% trimestrale non sarà ripetuto per il resto dell’anno, e se la crescita della Cina dovesse essere rivista al ribasso, anche il prezzo del petrolio ne risentirà negativamente, essendo la Cina uno dei paesi più assetati al mondo dell’oro nero.

Fin dove si può spingere ora il WTI?
Se la guerra commerciale dovesse ulteriormente intensificarsi, il nostro scenario di rischio al ribasso – cioè una recessione più profonda negli Stati Uniti e un atterraggio brusco in Cina – potrebbe far scendere il prezzo del Brent tra i 40 e i 60 dollari al barile nei prossimi mesi”, ha dichiarato l’analista di UBS, Giovanni Staunovo in una nota pubblicata ieri sera.

Anche BNP Paribas ha abbassato la sua previsione di prezzo medio per quest’anno e il prossimo a 58 dollari al barile, rispetto ai 65 dollari precedentemente previsti due mesi fa.

Se - e ripeto se – non si raggiungerà un accordo tra Cina e USA, come tutti speriamo, allora la fascia 40-60 dollari per il WTI inizierà a diventare realistica.

Come fare trading sulla debolezza del petrolio?
Per proteggersi del ribasso del petrolio, se avete azioni del settore petrolifero in portafoglio, oppure se non le avete ma volete comunque speculare sul ribasso del petrolio, dovreste vendere futures sul WTI, ma dubito che la vostra banca vi autorizzerà perché bisogna essere classificati come clienti “professionali” per operare in derivati. La soluzione più semplice è quella di comprare un ETF di tipo “short” sul petrolio, magari con leva 3X.

Il WisdomTree WTI Crude Oil 3x Daily Short replica l’indice Solactive WTI Crude Oil Commodity Futures SL Short Leverage (-3x). L’indice traccia la performance inversa con leva tripla dell’indice Solactive WTI Crude Oil Commodity Futures SL. L’indice Solactive WTI Crude Oil Commodity Futures SL, a sua volta, segue il prezzo dei contratti futures sul petrolio greggio WTI.

L’indice di spesa complessiva (TER) dell’ETF è pari allo 0,99% annuo. L’ETC effettua la replica sintetica della performance dell’indice sottostante con uno swap.

Attenzione. Nell’acquisto di questo strumento dovete sempre considerare che:

  • l’ETC WisdomTree WTI Crude Oil 3x Daily Short è un ETC di dimensioni molto piccole con un patrimonio gestito pari a 12 mln di Euro, quindi gli spread denaro-lettera non sono molto stretti,
  • essendo una strategia short a leva, cioè che amplifica del 300% le oscillazioni giornaliere del sottostante, offre una copertura efficace in caso di ribasso, ma se il mercato va contro di voi, ovvero se venisse trovato l’accordo tra USA e CINA e si verificasse una rally improvviso del WTI, questo ETF potrebbe deprezzarsi notevolmente nel giro di pochi minuti,
  • è adatto ad investitori esperti nei mercati azionari, avvezzi al rischio, e con un portafoglio ampio e bene diversificato, e soprattutto per coloro che hanno un orizzonte temporale medio-lungo.
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