Quali tasse si azzerano se hai figli a carico? Dalle tasse scolastiche ai fringe benefit e ticket sanitari: ecco la mappa delle esenzioni reali.
Se hai figli non paghi queste tasse. È una frase che si sente spesso e molti pensano che si tratti di una soluzione miracolosa: metti al mondo un figlio e il Fisco smette di bussare alla porta. In realtà le agevolazioni previste per chi ha figli, pur essendo meno plateali, sono più concrete, visto che la normativa prevede una serie di esenzioni, riduzioni e incentivi per alleggerire il bilancio dei nuclei familiari in cui sono presenti figli.
Per beneficiare al massimo di queste agevolazioni, però, bisogna conoscerle e saperle usare distinguendo ciò che non si deve proprio pagare e cosa, invece, prevede una riduzione (in questo caso, quindi, la tassa si paga, ma di meno).
Negli ultimi anni il panorama delle imposte e delle tasse è cambiato, soprattutto per le famiglie con figli, visto che l’assegno unico ha assorbito parte delle detrazioni spettanti. In ogni caso il filo conduttore per tutte le esenzioni e le riduzioni previste rimane l’Isee che conviene tenere sempre aggiornato.
Con questa guida completa facciamo chiarezza su cosa realmente si azzera per le famiglie che hanno figli, quando scattano le riduzioni e quali benefici economici previsti impattano direttamente sulle tasse. L’obiettivo, quindi, è quello di sfatare i falsi miti offrendo una mappa pratica per sapere cosa spetta davvero, visto che la somma delle opportunità potrebbe fare la differenza nell’arco dell’anno.
Su queste somme non si pagano le tasse
Prima di chiarire quali sono le tasse che si azzerano e quelle che si riducono per le famiglie con figli, va chiarito un altro importante beneficio. Sull’assegno unico che si percepisce per i figli non si paga l’Irpef. Le somme che si ricevono non fanno cumulo sul reddito e non sono tassate (non si devono inserire neanche nel modello 730). Questo si traduce per il nucleo in un abbattimento fiscale indiretto: si ricevono importi che non sono tassati. Va chiarito, però, che le cifre dell’assegno unico rientrano nell’Isee in via generale, mentre sono escluse dall’Isee per le prestazioni familiari.
Insieme all’assegno unico, altre misure che abbassano il carico fiscale sono il bonus nido, con il quale si ha un aiuto concreto per sostenere l’onere dell’asilo nido.
Inoltre, i fringe benefit che il datore di lavoro può erogare ai dipendenti, esentasse fino a 1.000 euro, per i dipendenti con figli a carico raddoppiano a 2.000 euro. Sono somme completamente esentasse sia per l’azienda sia per i lavoratori: chi ha figli riceve un bonus netto doppio rispetto a chi non ne ha.
Quando le tasse si azzerano con i figli
Quali sono realmente le tasse che non si pagano quando si hanno figli? La prima da ricordare è il ticket sanitario che non deve essere pagato per i minori di 6 anni se il nucleo familiare ha un reddito complessivo annuo lordo non superiore a € 36.151,98. In questo caso visite, esami del sangue e diagnostica sono completamente gratuiti per il bambino, mentre si paga il ticket per alcune prestazioni di diagnostica strumentale e i farmaci di fascia C (quelli non rimborsabili).
Per i bambini non si pagano le tasse scolastiche durante il periodo dell’obbligo scolastico (fino al terzo anno di scuola superiore compreso). Le tasse scolastiche sono dovute a partire dal quarto anno di scuola superiore, ma in presenza di un Isee pari o inferiore a 20.000 euro, per categorie speciali (sono esonerati gli orfani di guerra, caduti per servizio o lavoro e gli invalidi civili/di guerra) o per merito scolastico è prevista l’esenzione anche per gli ultimi due anni di scuola superiore.
Le famiglie per reddito possono trovarsi nella condizione di non pagare anche la mensa scolastica e il trasporto pubblico in base all’Isee. In questi casi, però, si deve consultare il regolamento Comunale poiché il beneficio non è riconosciuto a livello nazionale, ma locale.
L’esenzione dal pagamento delle tasse è prevista anche all’Università poiché gli studenti che hanno un Isee familiare inferiore a 22.000 euro hanno diritto all’esonero totale dal pagamento delle tasse di iscrizione. Sopra questo importo di Isee scattano comunque riduzioni per le quali è necessario consultare il regolamento dell’Ateneo.
Le imposte che si riducono grazie ai figli
Oltre all’azzeramento, come abbiamo chiarito in apertura, sono previste anche riduzioni delle tasse grazie ai figli. Innanzitutto per i figli di età compresa tra 21 e 29 anni (al compimento dei 30 anni l’agevolazione decade, l’unica eccezione sono i figli disabili) sono riconosciute le detrazioni per i figli a carico direttamente in busta paga. Per tutti i figli a carico, indipendentemente dall’età, sono previste le detrazioni per spese specifiche sostenute nell’interesse dei figli. In questo caso spetta il 19% di detrazioni che riducono l’imposta dovuta.
Altre riduzioni sono previste, a livello Comunale (anche in questo caso è importante consultare le delibere del proprio Comune) per la Tari che spesso ha un importo minore in presenza di più figli e Isee basso.
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