Per avere diritto alla detrazione di imposta come è meglio pagare le spese mediche e sanitarie? Vediamo un vademecum per orientarsi e non perdere il rimborso spettante.
Spese sanitarie detraibili 2026: come è meglio pagare per non perdere il diritto alla detrazione, con bancomat o in contanti? La stagione della dichiarazione dei redditi sta per iniziare: tra poco più di 15 giorni l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione dei contribuenti i nuovi modelli precompilati per la dichiarazione 2026 che tutti potranno consultare.
Per arrivare preparati all’appuntamento e sapere cosa si può «scaricare» con certezza, è bene fare un rapido riassunto delle modalità di pagamento che permettono di fruire della detrazione sul 730.
Sia per chi presenta il modello 730 che per chi utilizza il modello Redditi, le spese sanitarie possono essere portate in detrazione e quest’anno la normativa non cambia rispetto al passato. L’obbligo di pagare le spese detraibili con mezzi di pagamento tracciabili non vale per ogni spesa medica, ma solo in alcuni casi. Per alcune spese sanitarie, infatti, si può godere ancora del beneficio fiscale anche pagando in contanti.
Per quali spese mediche si deve fare i conti con l’obbligo di pagamento tracciabile? Scopriamo, caso per caso che tipo di pagamento è da preferire.
Spese sanitarie detraibili: come pagare caso per caso
Ai fini della detraibilità in dichiarazione dei redditi, a partire dal 1° gennaio 2020 è previsto l’obbligo di utilizzare mezzi di pagamento tracciabili per le spese detraibili indicate all’articolo 15 del TUIR, con alcune eccezioni.
L’obbligo di usare il bancomat e, in generale, tutti i metodi di pagamento tracciabile, non si applica in relazione alla detrazione di medicinali e altri dispositivi medici, mentre per le spese sanitarie detraibili è stato introdotto un doppio binario.
Resta possibile utilizzare, anche per le detrazioni da inserire nel 730/2026, i contanti per pagare le spese in relazione a prestazioni rese da strutture pubbliche e private accreditate con il SSN, Servizio Sanitario Nazionale.
L’obbligo di usare carte e bancomat si applica invece alle spese sanitarie detraibili pagate presso medici privati e non convenzionati. Si pensi, ad esempio, alle spese sostenute per lo psicologo, il dentista o per l’oculista, qualora non accreditati con il SSN (privati); in tal caso, usare carte, bancomat o bonifici diventa presupposto fondamentale ai fini della detrazione in dichiarazione dei redditi.
| Tipologia spesa medica | Modalità di pagamento |
|---|---|
| Farmaci | Sia bancomat che contanti |
| Dispositivi medici (occhiali, prodotti ortopedici, materassi, plantari, prodotti per l’automedicazione, ausili per disabili ecc.) | Sia bancomat che contanti |
| Visite mediche presso strutture pubbliche | Sia bancomat che contanti |
| Visite mediche presso strutture private accreditate con SSN | Sia bancomat che contanti |
| Visite mediche presso strutture private o medici specialisti non accreditati con il SSN | Solo bancomat, carta o bonifici |
| Ricoveri o interventi presso strutture private non accreditate | Solo bancomat, carta o bonifici |
| Ricoveri o interventi presso strutture pubbliche o private accreditate | Sia bancomat che contanti |
| Esami del sangue presso strutture pubbliche o private accreditate | Sia bancomat che contanti |
| Esami del sangue presso strutture private non accreditate | Solo bancomat, carta o bonifici |
Spese sanitarie detraibili, uso dei contanti in base al soggetto e non alla prestazione
A partire dal 30 aprile 2026, l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione dei contribuenti il modello 730 precompilato 2026. Le spese mediche e sanitarie detraibili faranno parte, come ogni anno, dell’insieme di dati che il Fisco indica in dichiarazione dei redditi precompilata, dando ovviamente la possibilità al contribuente di modificarli e integrarli.
Il “doppio binario” bancomat-contanti deve essere considerato sempre in relazione al soggetto che eroga la prestazione, e non in base alla tipologia di prestazione fornita (se in convenzione o privatistica).
Non conta quindi se la prestazione resa sia o meno in convenzione. L’aspetto rilevante da considerare, ai fini di determinare quali sono le spese sanitarie detraibili, è se la struttura che eroga la prestazione è o meno convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale.
Quanto si recupera con le detrazioni delle spese mediche?
È possibile portare in detrazione dall’Irpef il 19% delle spese sanitarie (per la parte eccedente l’importo di 129,11 euro di franchigia). In sostanza, la detrazione spettante è pari al 19% della differenza tra il totale della somma spesa e la franchigia di 129,11 euro.
Facciamo un esempio: se un contribuente nel 2025 ha speso 735 euro per medicinali e visite, può portare in detrazione al 19%, 735-129,11= 605,89 euro nella dichiarazione dei redditi 2026.
Il 19% di 605,89 euro è uguale a 115,11 euro, questa è la somma che recupera rispetto a quanto speso per medicine e visite mediche.
Se la spesa sostenuta è superiore a 15.493,71 euro in un anno, al netto della franchigia di 129,11 euro, la detrazione per le spese mediche può essere ripartita in quattro quote annuali di uguale importo. La scelta di rateizzare la detrazione o fruirne in un’unica soluzione va fatta al momento della compilazione della dichiarazione dei redditi anche in relazione alla capienza fiscale del contribuente.
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